Politica

di Mario Adinolfi

La supercazzola chiamata PD

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

Sono passati dieci anni dalla fondazione del Pd, tra poco saranno 11, ci candidammo in cinque a guidarlo e oggi ne stiamo tutti lontani: Veltroni fa il regista, la Bindi si è ritirata a vita privata, Letta è in esilio a Parigi, io l’ho abbandonato ormai quasi sei anni fa e Gawronsky non so cosa faccia. Quel progetto è drammaticamente fallito perché ha deciso di abbandonare quel che poteva essere, un partito popolare di massa, per trasformarsi in partito delle élites, di quelli che conducono e guardano Otto e Mezzo, Propaganda Live, Piazza Pulita, Di Martedì, Carta Bianca più quelli che leggono Repubblica. Ovviamente tutti costoro fingono di essere contro le élites, persino contro le élites del Pd, ma poi le votano e ne dipendono (qualche volta si candidano e ne fanno parte, fino a quando si accorgono che economicamente non conviene, si prende di più lamentandosene). Quando mi candidai a guidarlo proposi la quota 100 per le pensioni, investimenti sulle giovani famiglie e sui ragazzi che volevano fare impresa. Eravamo un gruppo di giovani, ci chiamavamo Generazione U, ci diedero addosso dicendo che eravamo eretici. Si decise di far sventolare bandiere desuete e di ricorrere alla piattaforma della Bonino: “matrimonio” gay, cannabis libera, divorzio breve, testamento biologico. In aggiunta a questo, taglio radicale dei diritti (cancellazione articolo 18) e iscrizione al Partito socialista europeo, moribondo in tutta Europa. Ora leggo un Orfini che propone di “sciogliere il Pd e di rifondarlo, senza cambiare nome” e ovviamente senza privarsi del decisivo apporto di Orfini. In pratica, una supercazzola. Si dilanieranno tra renziani e zingarettiani, poi Renzi farà l’accordo con Zingaretti e tutto a posto, Richetti mugugnerà un po’ e dirà che il problema sono quelli che stanno a Roma senza capire che tra quelli che stanno a Roma ci sta pure lui, da anni. Si spartiranno un po’ di potere, sempre meno. E sarà una fine ingloriosa. Da partito della Bonino, stesse percentuali. Se la giocheranno con il PdF. Solo che noi abbiamo un’anima e dunque siamo piccoli ma destinati a crescere. Loro l’anima l’hanno venduta a banchieri, grandi giornali e euroburocrati. Con l’anima venduta puoi solo appassire, come un fiore reciso. Dieci anni di sopravvivenza sono pure troppi.

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

17/09/2018
1510/2019
S. Teresa d'Avila

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Politica

Confutazione e risposta a 10 obiezioni sul risultato elettorale del PdF

I nemici del Popolo della Famiglia si affrettano a dileggiarne gli ancora esigui ritorni elettorali: i fatti, però, non si fermano alle sole cifre

Leggi tutto

Chiesa

Perchè la Chiesa tace ?

Serve che si capisca la straordinarietà di questo tempo, la rapidità dei tempi con cui tutto questo sta accadendo. Serve chi sappia organizzare una risposta netta e su ampia scala. Serve erigere una diga altrimenti saremo travolti senza neanche accorgercene e i deboli resteranno senza difesa alcuna e noi che sappiamo senza giustificazione alcuna. Ora serve fare, rispondere, combattere, spiegare. Serve non temere di poter essere irritanti. Ora l’essere accomodanti proprio non basta più.
Ora serve essere, e fino in fondo, cristiani.

Leggi tutto

Politica

Riflessioni a mente fredda

Ora la domanda è: perché? Perché passano i giorni e ancora sembra essere ossessiva l’attenzione nei nostri confronti, nei confronti del nostro risultato? Se fosse stato così trascurabile come qualcuno a caldo ha provato a dire, non saremmo finiti subito nel dimenticatoio con una prece e un fiore sulla tomba? Riflettendo a mente fredda possiamo provare a darci alcune spiegazioni.

Leggi tutto

Politica

L’Italia del Gattopardo

....io non avrei bocciato Savona, li avrei mandati a governare. Ma ci sono ragioni di altri che dicono che il presidente della Repubblica ha fatto bene. Altri ancora gridano all’alto tradimento e sono pronti a mettere in stato di accusa il Capo dello Stato “asservito ai poteri forti stranieri”. Lo hanno detto dai palchi della campagna elettorale per le amministrative Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e sorprendentemente Giorgia Meloni. Matteo Salvini più intelligentemente si è tenuto alla larga da questa inutile benzina lanciata intempestivamente sul fuoco e utilizzerà l’arma del possibile voto favorevole della Lega a una procedura di impeachment per ottenere dal Quirinale una data certa per le elezioni.

Leggi tutto

Società

La distrazione di fondo che ci porta all’eutanasia

Gli istituti demoscopici presano un servizio spesso utilissimo, ma non di rado influenzano scientemente i propri risultati (anche semplicemente col modo di formulare le domande). Sul fine-vita – ormai ci martellano da anni e anni per inculcarci l’idea che sia meglio per tutti liberarsi dei malati e dei disabili (fanno passare Eluana Englaro per “una ragazza in coma”…) – i responsi sono tutti accesi ma decisamente contraddittori: il 60% degli italiani si dice contrario al suicidio assistito, ma sono anche di più quelli che si dicono favorevoli a una legge che regolamenti l’eutanasia. Com’è possibile?

Leggi tutto

Chiesa

CROSBY E GLI ALTRI CANADESI PARLANO DI EUTANASIA

In molti attendevano la loro presa di posizione che è puntualmente giunta in queste ore.
Eutanasia e suicidio assistito sono totalmente inaccettabili”: è quanto scrive, in una nota, monsignor Douglas Crosby, presidente della Conferenza episcopale del Canada. La dichiarazione del presule arriva dopo che, il 25 febbraio, il “Comitato speciale del governo canadese sull’aiuto medico a morire” ha pubblicato un rapporto intitolato “L’aiuto medico a morire: un approccio incentrato sul paziente” e tutte le polemiche che ne sono seguite.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2019 La Croce Quotidiano