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Società

di Roberto Mura

Droga: al via i congressi pisani

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Dal 12 Ottobre, per tre giorni, al Palazzo dei Congressi di Pisa si terrà la prima fiera della Toscana dedicata alla Cannabis, dove non solo sarà possibile assaggiare dolci, gelati, vini, birre e caffè preparati con semi, olii ed estratti di Canapa, ma addirittura si potrà aspirare la Cannabis “light” che ormai da molti mesi è divenuta legale.

A invitarvi a provare lo stupefacente leggero, a detta di alcuni rimasto chiuso nell’armadio del proibizionismo per troppo tempo, non sarà il solito tetro e circospetto spacciatore in vicoli bui o in angoli nascosti delle piazze nel cuore della notte, bensì professionali signori in giacca e cravatta e belle inservienti molto eleganti con un luminoso sorriso all’interno di una bellissima e festosa fiera alla luce del sole.

Tutti sono invitati ad assaggiare le profumatissime tisane di Cannabis, ad ammirarne le bellissime foglie ed infiorescenze, e chissà, magari a portarne a casa qualche campione da far vedere ai propri bambini, insegnando loro che ciò che è naturale può fare solo bene.

Sarà possibile anche partecipare a conferenze dove si cercherà di dimenticare il severissimo monito del Consiglio Superiore di Sanità (CSS), organo tanto competente in materia di stupefacenti quanto inascoltato e messo da parte, di vietare immediatamente il commercio della Cannabis per un uso cosiddetto “ricreativo”.

Ma dobbiamo proprio rassegnarci ed accettare tutto? Il CSS non fa alcuna distinzione tra Cannabis ad alto o basso contenuto di tetraidrocannabinolo, ma afferma che entrambi contengono sostanze stupefacenti pericolose per la salute, soprattutto per i più giovani e per le donne incinta o che allattano. Ne consegue che la signorina elegante all’interno della fiera si pone sullo stesso livello del brutto spacciatore nella piazza buia, con la sola differenza che, avendo l’autorizzazione ministeriale, è molto più suadente e perciò pericolosa nell’invitarvi a provare la droga.

Il Ministro della Sanità Giulia Grillo, sentito il parere del CSS, l’ha subito archiviato e ha deciso di non chiudere i negozi di Cannabis, nati come funghi in tutta Italia, perché evidentemente rientrano proprio negli interessi del potere. Se insomma, il CSS presenta una dettagliata relazione per condannare il commercio di Cannabis, Pisa risponde organizzando la fiera della Cannabis, una fiera per allontanare ogni paura della Cannabis, per far capire a tutti che la Cannabis fa bene, è piacevole, e che perciò può entrare in casa nostra senza alcun problema.

Allora ecco la Cannabis sinonimo di benessere, dell’anima e del corpo, Cannabis simbolo di progresso, di apertura mentale, di libertà, di felicità, Cannabis come rimedio olistico. Mentre, senza dar nell’occhio, dietro le quinte si sussurra che il giro di affari si aggira intorno a 1,4 miliardi di euro.

Se dunque, i negozi non vanno chiusi perché sarebbe una azione tutta a danno degli imprenditori, ne consegue la necessità di organizzare fiere per alimentare questo mercato salutare, porta di accesso all’inferno che costringe molti giovani a rivolgersi a San Patrignano per cercare di venirne fuori. Ma uscirne fuori non è facile, occorre sudore di sangue. Meglio sarebbe prevenire, essere cioè attivi nel contrastare questo mercato di morte che ha in sé la certificazione doc del Governo italiano.

Dove siamo diretti con questa politica? Vogliamo forse accodarci ai giovani statunitensi che sono più consumatori di Cannabis che di tabacco? La strada presa sembrerebbe proprio questa. Tuttavia mentre in America il consumo di Cannabis tra gli adolescenti dal 1995 al 2015 è sceso dal 17% al 15%, in Europa nello stesso periodo è salito dal 5% all’8% (dati dell’Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, Relazione del 2017), e sembra crescere ulteriormente sotto le spinte anti proibizioniste. In contemporanea, poiché tutto è collegato, crescono i consumi di altre droghe come la cocaina, la metanfetamina e l’eroina con conseguente aumento di morbilità e mortalità associato al consumo di droghe.

Ma se i mafiosi che traggono molta ricchezza dalle droghe sono un male, forse uno Stato che apre negozi di droga è per qualche motivo un bene? Se spacciare droga è da sempre considerato un male da estirpare, forse diviene un bene solo perché reso pubblico? L’evidente giudizio doppiopesista manifesta che siamo di fronte ad un nuovo totalitarismo intriso di ipocrisia e falsità che avanza con le sembianze del mite benefattore promotore dei diritti dell’umanità.

Eppure la città di Pisa ben conosce il disastro che nasce dalla droga, dato che ospita da anni la manifestazione antiproibizionista denominata “Canapisa”, vista da tutti con disgusto e paura, e che lascia sempre sul campo i segni del degrado, quali siringhe, lacci emostatici, bottiglie di alcolici, preservativi. La sera ti chiudi in casa per non incontrare quella ressa di drogati che urla in nome della libertà di drogarsi, e la mattina vedi i segni di quello per cui essi vivono e manifestano.

Il Governo della città è cambiato, il PD è andato in pezzi, ma l’inaugurazione della fiera della Cannabis fa capire che “cambia tutto per non cambiare nulla”.

Ma perché solo il Popolo della Famiglia fa sentire sua sua voce? Perché tutti si voltano dall’altra parte rendendosi complici con il loro silenzio? La città di Pisa e l’Italia intera sono ormai rassegnati a vedere i propri giovani collassare sotto le spinte della cultura del nulla?

A queste domande non è possibile dare una risposta seria senza intervenire concretamente con la chiusura dei negozi di morte, delle fiere dell’inferno e promuovendo in tutte le scuole corsi volti a smascherare le trappole mortali che oggi più che mai rendono pericolosa la strada dei nostri giovani.

La verità è che la politica, priva di morale e ricca di moralismi astratti, si muove come un ubriaco in preda al suo vaneggiamento, che distrugge e manomette tutto ciò che tocca, che parla di libertà aprendo le porte della schiavitù della droga, che parla di futuro senza saper mettere le basi morali, che si fa maestra cieca guida di altri ciechi che alla fine ritroveremo tutti nella fossa.

Il Popolo della Famiglia riprende il monito del Consiglio Superiore di Sanità e chiede ancora di fermare la cultura di Stato dello sballo “ricreativo” tramite droghe dette ingannevolmente “leggere” e di vietare ogni forma di apologia al consumo di Cannabis come quella della fiera di Pisa.

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09/10/2018
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