Società

di Rachele Sagramoso

Se non ti piacciono i Down

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A Rocco Casalino, il portavoce del presidente Conte, i vecchi e i down fanno schifo. Gli danno fastidio parimenti possa fare un ragno. E per capire meglio perché una persona possa compiere tale affermazione, io ho bisogno di saperne di più da chi sa di cosa si sta parlando. Partiamo, però, con un presupposto: la vita umana è molto di più di quanto la televisione ci faccia credere.

Quando togli all’uomo la dimensione fisica (e tutte le abilità connesse a questa) e mentale (e tutte le capacità connesse a questa), rimane la dimensione che ci differenzia dal resto del Creato, ovverosia l’anima. L’aver rimosso, nel mondo moderno, la dimensione legata all’anima, ha causato la possibilità che l’uomo non provi la speranza nell’amore (ovvero nella cura che gli altri possano avere di noi) e nel fatto che si possa essere amati comunque siano le nostre caratteristiche fisiche e mentali. Rocco Casalino, incarnando parte di questo pensiero – e torniamo a bomba – lo esprime a pieno: la vecchiaia (l’essere al termine di una vita e magari in condizioni considerate indignitose fatte di malattia, pelle vecchia, perdita del controllo fisico e mentale) e la disabilità (non corrispondere all’ideale di essere vivente sano), fanno schifo.

E la mamma di Emanuele, Chiara, lo sa bene cosa vuol dire incrociare quegli sguardi di chi pensa che il suo bambino non sia “normale”, non corrisponda a dei canoni di dignità. «Lui ha espresso bene cosa vive l’uomo di fronte a queste due situazioni: il doversi confrontare con queste, mette in luce la nostra debolezza e le temiamo tantissimo». Sì, perché quando siamo senza Dio e senza quella speranza che nasce dal fatto di sapere – anche se dovessimo mai essere soli (e il pensiero va ad Asia Bibi, ad esempio) – che Lui non ci abbandonerebbe mai, il terrore ci attanaglia perché siamo individui deboli. È la debolezza la spinta che ci pietrifica di fronte a certe situazioni (quelle ci ripugnano parimenti, come dice Casalino, a come ci ripugnano i ragni) e la non accettazione di questo slancio verso la profondità spirituale propria dell’essere umano - che ci fa abbandonare a Dio come si farebbe con la propria mamma - ci fa diventare freddi e animaleschi: il malato si sopprime, il mancamentato si nasconde.

Cosa rispondere allora a Casalino? Come alimentare in lui il dubbio che ciò che ha detto – con leggerezza e mancanza di tatto – possa essere non un punto di arrivo, ma un punto di partenza? «Affrontando la sua paura, la sua debolezza» - aggiunge Chiara - e incontrando chi gli incute questo terrore. La disabilità e la vecchiaia sono, infondo, delle autentiche provocazioni: minacciano realmente le nostre sicurezze, il nostro diritto all’autodeterminazione, il nostro bisogno di autorealizzazione. E la povertà d’animo, figlia di una cultura che non ci vuole dominatori del creato, ci parifica all’animale del quale si ha più pietà che nei confronti di chi è ritenuto disabile. Perdendo la dignità umana e racchiudendola in quelle tre/quattro caratteristiche fisiche e mentali che avviliscono l’animo umano, proviamo terrore se ipoteticamente pensiamo anche solo di esserne privati solo momentaneamente. Rispondiamo allora a Casalino che il suo terrore, il suo ribrezzo affonda in una sola motivazione «Tu sei senza Dio, perché se fosse il contrario, tu si sentiresti amato al di là di ogni caratteristica fisica o mentale: tu ti fideresti di Lui e sapresti di essere in relazione con qualcuno che ti ama e ti amerà per sempre. Come una dolce mamma» aggiunge Chiara. Pensiamo dunque al fatto che Casalino abbia allora una splendida opportunità, ovvero quella di relazionarsi con Dio attraverso chi si è già affidato a Lui, attraverso chi è già del tutto inerme di fronte alla vera dimensione dell’Amore. «Caro Rocco Casalino, non avere paura dell’amore. Non temere: se un giorno una macchina ti lasciasse sulla sedia a rotelle, nessuno ti abbandonerà. Quando sarai vecchio e avrai terrore del buio come un bambino, nessuno lascerà che una luce si spenga accanto a te» conclude Chiara. E da parte nostra un solo invito a Casalino: vai a conoscere le centinaia di persone delle quali hai paura. Vai a conoscere chi di loro si prende cura. E scoprirai l’amore. Quello vero.

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09/11/2018
2010/2019
S. Maria Bertilla Boscardin

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