Storie

di Mario Adinolfi

Gente che è stata muta

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Se fossi al governo farei di tutto affinché i migranti potessero arrivare non in Italia ma in Europa con il biglietto aereo da 700 euro e non con 4.000 euro dati agli scafisti. Sono per la riapertura di flussi concordati attraverso corridoi umanitari che azzerino totalmente il numero di morti in mare, trattati tra tutti i Paesi europei secondo le esigenze di ciascun Paese e la capacità di integrazione degli stessi. Per far questo sostengo il governo sul caso Sea Watch e trovo odiose le improvvisate dei parlamentari sulla nave olandese così come le manifestazioni “Non siamo pesci”, organizzate da gente che è stata muta quando il governo Gentiloni faceva impiantare i lager in Libia per provare a bloccare i flussi. È molto più “umanitario” oggi non far scendere i quaranta della Sea Watch. Perché è l’unico modo per fermare i flussi e costringere l’Europa a farsi carico davvero del tema immigrazione. E perché è un fatto che la dura politica dei porti chiusi ha fatto crollare gli sbarchi da oltre 300mila unità nel 2017-18 a 20 mila.

Meno sbarchi significa oggettivamente meno morti in mare e meno business sulla pelle dei migranti. L’alternativa attivata da Minniti, quella dei lager in Libia, è infinitamente più disumana. Solo che non vedevamo le sofferenze indicibili di quei migranti in quei luoghi di detenzione attivati dall’intesa tra il governo Gentiloni e i tagliagole libici (c’è uno splendido reportage di Francesca Mannocchi al riguardo). E dunque occhio non vede, cuor non duole. Sui quaranta della Sea Watch tenuti in mare per giorni facciamo i buoni perché li vediamo grazie a Orfini che fa passerella, i quarantamila detenuti nei lager per mesi non li vedevamo. Sapevamo che c’erano ma ce lo facevamo andar bene. Sulla Sea Watch è corretto chiedere la corresponsabilizzazione dell’Olanda. L’Italia si è resa disponibile a far scendere i migranti a patto di creare un immediato corridoio umanitario che li porti in Olanda, che è il Paese la cui bandiera sventola sulla prua della Sea Watch. Lo ritengo un comportamento ragionevole e corretto. Che poi Salvini abbia attivato anche il cinismo da campagna elettorale, seguito a ruota da Di Maio, non ho dubbi, è ovvio che è così.

A questo governo come Popolo della Famiglia non abbiamo mai fatto sconti, ma nel caso specifico il comportamento è quello corretto e chi protesta e fa sceneggiate è attivato dallo stesso cinismo, fa solo campagna elettorale. A noi interessa parlare di bene comune in materia di immigrazione e lo si fa solo tornando a istituire i flussi, trattandoli per quote a livello europeo, facendo arrivare i migranti integrabili per via aerea o con i corridoi umanitari, spazzando via il business dei mercanti di uomini in Africa e anche in Italia. Salvando così davvero migliaia di uomini, donne e bambini da morte certa nel Mediterraneo e ancora di più nel deserto che molti non riusciranno mai ad attraversare. E andando a prelevare dai Paesi africani migranti che siano veramente in stato di bisogno, perché quattromila euro a uno scafista li può dare solo chi appartiene al “ceto medio” africano e per questo il 90% di chi sbarcava sulle nostre coste negli anni passati era composto da maschi adulti. Troppi dei quali capaci poi di delinquere anche in forma organizzata (la mafia nigeriana è solo uno degli esempi, la fitta rete degli spacciatori tunisini, algerini e marocchini ne è un altro) in collaborazione con le forme nostrane di criminalità specie nel Sud Italia ma non solo.

Come Popolo della Famiglia proponiamo, forti della nostra ispirazione popolare e cristiana, una vera cultura umanitaria sull’epocale fenomeno delle migrazioni. Questa cultura, come già abbiamo proposto nel nostro programma per le elezioni del 4 marzo, si chiama “accoglienza sostenibile”, secondo l’insegnamento di Papa Francesco. Politicamente e operativamente accoglienza sostenibile significa fine drastica della politica degli sbarchi e attivazione di flussi migratori ordinati e concordati con corresponsabilizzazione proquota di tutti i Paesi europei. Il caso Sea Watch è un’opportunità in cui la necessaria durezza serve ad attivare questa sensibilità europea. Sbarchino i migranti solo se l’Olanda si rende immediatamente disponibile ad accoglierli sul proprio territorio. Pende un’istanza italiana presso la Cedu in questo senso, l’Europa decida in fretta e i parlamentari del Pd corresponsabili dei lager libici abbiano la decenza oggi di tacere, che le loro manifestazioni oscillano tra il patetico e il vergognoso. La signora Prestigiacomo, poi, non sa di che parla. Non siete pesci ma siete gente che è stata muta. E allora oggi non avete la dignità necessaria a dire parole in difesa di chi soffre.

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29/01/2019
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