Società

di Lucia Scozzoli

NAPPI FILOSOFA ABORTISTA, I PENDII DELLA FOLLIA DI UNA PORNOSTAR

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Aborto non è omicidio! Perché si possa parlare di omicidio è necessario un livello minimo di complessità del sistema nervoso centrale. Il discorso si applica anche a casi estremi di microcefalia».

«Aborto obbligatorio per chi non può offrire una vita agiata a un figlio. Un figlio non è un diritto. Non ha chiesto lui di nascere, è stata una decisione unilaterale dei genitori. Ogni genitore è un assassino, perché mette al mondo un condannato a morte. Almeno dunque si preoccupi di offrire il meglio. E se non è in grado, meglio l’aborto».

Questi sono due post su instagram delle ultime 24 ore di Valentina Nappi, pornostar italiana.

La Nappi ha 29 anni, è bassina (1 metro e 60) ma non lo nota nessuno, perché recita da stesa, ed ha solo il naso rifatto, non si sa poi perché: nessuno le guarda il naso di certo.

Il suo esordio in una pellicola hard è del 2012, lanciata dal solito Rocco Siffredi nazionale, il supereroe della modernità. Tra il 2012 e il 2014, ha girato ben 26 film, dai titoli in inglese per dare un tocco international alla solita banale fellatio fronte e retro dei classici porno.

La Nappi non è nuova ad esternare opinioni sui temi più disparati, entrando con insolita brutalità nei dibattiti contemporanei, come si evince da una sua intervista a Libero del 2016:

- Che ne pensi delle violenze sulle donne a Capodanno in Germania? Secondo te c’entra l’islam?

«È una domanda mal posta sul piano logico. L’islam è una religione, è diffusa in contesti estremamente differenti tra loro, contesti il cui grado di modernità e sviluppo varia enormemente. A ogni modo io sono contro tutte le religioni».

- Ma è in corso una battaglia di civiltà tra noi e l’islam? Quanto c’entra la libertà sessuale in questo discorso?

«La battaglia di civiltà è tra la modernità e le forze, come ad esempio la religione cattolica, che provano a resisterle. La modernità è la morale autonoma kantiana, l’utilitarismo benthamiano, il positivismo, il futurismo e in futuro probabilmente il comunismo. Le forze che le resistono sono le tradizioni, le religioni, il conservatorismo sociale e il conservatorismo economico (che oggi è rappresentato dal nefasto neoliberismo che erode i diritti del lavoro)».

- Il comunismo è il futuro?! Veramente mi sembra più il passato, e anche nefasto. O no?

«Quello che dici è la banale vulgata di destra sull’argomento. Non intendo replicare perché il discorso sarebbe estremamente lungo».

Una pornostar comunista benthamiana, favorevole ad unioni civili, adozioni gay, sostituzione etnica, ammucchiate con almeno 10 omaccioni neri, che non vuole figli (perché sulla terra siamo già troppi), contro i leghisti, che pensa che i partecipanti ai family day siano senza cervello, ma pure positivista e kantiana.

Una filosofa moderna, insomma.

Le sue uscite sull’aborto, quindi, sono perfettamente in linea col personaggio e anche con la persona, carica di uno strano odio verso se stessa e la vita, con il complesso della nata povera all’inseguimento spasmodico della ricchezza e del successo, mettendo in vendita se stessa. Purtroppo però guadagna solo 2600-2800€ al mese (sua dichiarazione), quindi non è precipuamente il denaro la motivazione che la spinge a fare la porno attrice.

A giugno scorso a la Zanzara Valentina ha anche dichiarato: «Mio padre è morto, quindi pensasse quello che vuole di quello che faccio. Con mia madre? Più vado avanti e più taglio i rapporti con le persone che non alimentano la mia visione, ma cercano di reprimerla. Non è normale. La voglia di libertà va aiutata. Ho bisogno di supporto morale a maggior ragione tenendo conto che non ho un lavoro “normale”. In Italia tutti sognano il figlio avvocato».

La sua idea di libertà però non riguarda solo se stessa, ma ha come obiettivo macroscopico una specie di liberazione globale: «Noi siamo schiavi dei nostri istinti e grazie alla cultura ci liberiamo sempre dai nostri aspetti animali e diventiamo più umani. E la sessualità è ancora una di queste cose relegate al mistero ed all’irrazionalità. Io sogno l’uomo liberato dalle pulsioni sessuali. Gli esseri umani sono animali violenti, e siamo violenti se sessualmente repressi. Se tutti fossero liberi sessualmente come me ci sarebbe meno violenza nel mondo».

Eppure non manca di un certo moralismo estremo, come quando dice che ci si dovrebbe vergognare del bunga bunga di berlusconiana memoria, perché le donne che si concedono per interesse hanno tutto il suo disprezzo: «Mi fa schifo che una possa avvantaggiarsi socialmente, economicamente o nella carriera per il semplice fatto che ha la figa».

In questo contesto isterico, ora quel grido: «Ogni genitore è un assassino».

Se non hai una vita agiata, non si può sopportare il dolore di vivere. La vita non vale niente. La gente che semplicemente ama e procrea suscita solo invidia e rabbia.

Ma più che il Nappi pensiero, sono terribilmente inquietanti i commenti al suo post, in maggioranza accondiscendenti o mestamente critici, con tentativi persino di dialogare nel merito, come se la sua rabbia furiosa meritasse una considerazione contenutistica e non un silenzio contrito e addolorato, di fronte a cotanta assurdità. Aborto obbligatorio. Nemmeno come provocazione per assurdo in un consesso di radicali potrebbe essere filosoficamente giustificabile. Da “il corpo è mio e lo gestisco io” a “se non hai abbastanza soldi, lo Stato ti strappa il figlio dal ventre”. Ma la Nappi è kantiana benthamiana positivista, qualunque cosa pensi che significhino queste parole. Mi domando invece cosa siano i suoi followers, che la applaudono anche su questi erti pendii della follia e dell’odio per se stessi e per l’umanità.

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05/02/2019
1902/2019
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