Società

di Emanuela Pongiluppi Eleuteri

TRE CIFRE, TRE LETTERE, FORSE UNO SPIRAGLIO ?

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Dalla scorsa estate un numero a tre cifre è entrato nelle news (né le fake tantomeno le cake), un numero a tre cifre accompagnato da tre lettere : DDL735 Senza entrare nel merito giurisprudenziale della proposta tantomeno in quello critico sarebbe opportuno invece porre l’accento su un mondo sommerso che, improvvidamente o improvvisamente, “gode” di uno spiraglio di luce, quella necessaria, che potrebbe, e speriamo possa, agevolare di chiarezza e di verità latitanti in un tenebroso sottobosco. Un mondo oscuro popolato da alcuni personaggi a tratti senza coscienza, senza pietà né scrupoli come i più oscuri protagonisti di un libro o di un film “di fantascienza noir”, che operano nell’ombra. Uno luogo in cui il tempo non ha più valore come non ha valore la vita quando la vita è quella dei più deboli degli indifesi, parliamo di bambini ; di creature fragili che improvvisamente assistono impotenti allo smembramento delle loro radici, prendiamo in considerazione i bambini inermi che subiscono (perché altro verbo non può essere più appropriato) profonda la ferita della separazione della loro mamma dal loro papà, affrontiamo il drammatico quotidiano di queste creature che sentono strappate le loro radici perché la mamma è il papà questo sono per i figli LE RADICI. Osservare da lontano gli avvoltoi che si lanciano sulle carcasse di un unione che nell’amore ha generato il frutto più dolce quale solo i figli possono essere, è uno sforzo che nella quotidianità oramai avvezza a dare alla vita un valore “quasi” economico rende ciascuno colpevole e complice di un sistema ben oleato e funzionante che si atteggia nella difesa per i deboli e al contempo li muta in benzina che alimenta il motore della macchina diabolica atta a trasformare le persone in cose redditizie. Parliamo dell’universo-mondo minorile e del “circo” alimentato dalle ripicche, della fièra nutrita dalla vendetta tra un uomo ed una donna che dimentichi dell’amore che li ha uniti trasformano in sfacelo la vita dei figli e la loro. Assistiamo ad un meccanismo in attesa che i colpi diventino sempre più cruenti per partire all’attacco del bene più prezioso i figli. Figli fragilizzati dall’assistere impotenti alle liti dei genitori, genitori scevri oramai di ogni carità umana e pronti a sferrare fendenti mortali che mai sapranno lenire e guarire. Aggiungiamo qualche “ingrediente” a questo “bel piatto” freddo … come la vendetta, freddo come la lucidità di un sicario professionista che gelato fin dentro all’ultima cellula del suo essere esegue un ordine, quando l’ordine è quello di costruire un castello di carte che potrebbe crollare con un soffio … ma le carte sono talmente ben incollate tra loro che parrebbero non crollare nemmeno con un terremoto eppure qualcosa, forse questi tre numeri preceduti da queste tre lettere qualcosa fan vibrare… C’è un sistema fatto di persone che hanno dimenticato la civiltà e il senso dell’umano, c’è un insieme di funzioni, di uffici, di scrivanie popolati dal genere umano che di umano pare avere ben poco in particolar modo se l’umano da “trattare” è l’infanzia, l’infanzia in senso lato.Pensiamo a come ogni tassello sia al suo posto e a come il valore più importante quale il tempo venga dilatato e reso “biblico”… i giorni i mesi e gli anni si sommano ora dopo ora, i figli sono strappati dilaniati psichiatrizzati psicologizzati nel tentativo di cancellare colei che ha donato loro la vita. Questa è la tendenza attuale che paga lo scotto di un passato non troppo lontano nel quale alcune donne e madri hanno “abusato” delle allora “posizioni pro mater” sulle quali “ri-siedeva” il sistema, queste mamme (a ragione o a torto, non è questo il tema) hanno scientemente utilizzato ogni mezzo per eliminare il papà dalla vita dei figli … e oggi il sistema con precisione diabolicamente chirurgica si vendica della “fabbrica della vita” inventando addirittura patologie che colpiscono solo le mamme, non le donne, ma le mamme.E il sistema diabolicamente si allinea e piegandosi a questa esigenza normalizza e normatizza i percorsi formativi somministrati agli, a volte, ignari esseri umani che intraprendono le vie professionali nell’assistenza minorile per con la “vocazione” o con l’intento di essere professionisti e quindi fattivi “miglioratori” e “agevolatori” di un universo assetato di stabilità e necessità di mantenimento di quella normalità famigliare ormai perduta. Perduta nelle aule dei tribunali dove una certa magistratura assuefatta di non senso emette sentenze sulla base di relazioni pregne “della qualsiasi” ove, come su un prato primaverile sputano le margherite, su queste pagine come virgole messe a caso spuntano parole chiave come “supremo interesse del minore” che come ben sappiamo può esercitarsi solo strappando i figli appunto al genitore al quale sono maggiormente attaccati perché come è risaputo il genitore in questione se trattasi di mamma ella è alienante e quindi il “bene supremo del minore” consiste nel rendere orfani di madri vive i figli. Torniamo alla scorsa estate nel corso della quale come le zucche si nutrono di luce, sole e calore per colorare i piatti invernali, forse anche questi tre numeri si sono nutriti e colorati di qualcosa che ancora non si vede e pensando in maniera positiva potremmo anche auspicare che questi tre numeri preceduti da queste tre lettere siano quella fessura forse una breccia nella quale filtra prima luce e calore poi scalpello poi martello pneumatico fino a sbriciolare il castello di carte e quindi sgominare la banda bassotti che si è oramai appropriata della vita e della morte dei bambini e delle loro mamme.Certo che sgominare la banda bassotti che deve aver accumulato cifre pari solo alla piscina di Paperon de Paperoni ... (perché il “perché” della sofferenza e delle ferite inferte consapevolmente sono sempre i 30 denari !) richiede coraggio, schiena dritta e una gran dose di Fede ma soprattutto spirito di abnegazione e totale assenza di personalismo nonché la ferma volontà di appacificare gli animi anche quelli più feriti (tra moglie e marito quando si arriva alla rottura definitiva c’è sempre una ferita che sanguina ed un pugnale col sangue che cola). Perché se comprendessero, se aprendo gli occhi nell’oscurità del fallimento della coppia, se vedessero che in questa guerra sul campo di battaglia i morti sono i figli come mutilati di guerra, vittime sacrificali; Se le associazioni che lucrano alimentando la guerra tra madre e padre, che fallendo nella loro unione arrivano all’irreparabile e quindi alla separazione e che gridano nel loro dolore per essere aiutati a spegnere questo fuoco che brucia ma che non è richiesta di vendetta ma di aiuto per una sofferenza troppo grande per esser portata da soli, se queste “associazioni” esercitassero davvero il senso del loro costituirsi (se il loro costituirsi poggia sul bene dei BAMBINI dei FRAGILI dei SENZA VOCE) allora solo allora i bambini, i figli potrebbero ri-cominciare a respirare e forse un giorno a vivere malgrado le mutilazioni.

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14/03/2019
2403/2019
Santa Caterina di Svevia

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