Politica

di Mario Adinolfi

RIPARTIRE DALLA LOTTA PER LA GIUSTIZIA

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

Perché è stata l’immagine di una nave a comparire sulle magliette che hanno indossato molti dei militanti pidieffini alla festa nazionale de La Croce a Pomezia, perché l’imbarcazione ottocentesca aveva al fianco quella frase tratta dal Moby Dick di Melville (“Dov’è l’ultimo porto da cui non salperemo mai più”)? Semplice. Per indicare le conclusioni e le finalità stesse della nostra azione politica, in estrema sintesi: facciamo tutto quel che facciamo, diciamo tutto quel che diciamo, scriviamo tutto quel che scriviamo affinché questa rabbia ed irrequietezza enorme dei nostri giovani, degli anziani, degli affaticati, degli oppressi degli addolorati, abbia come prospettiva una logica possibilità di approdo di pace. Sapendo che logica è etica, logica è giustizia. Tutto ciò che è illogico è ingiusto e noi siamo nati per combattere contro l’ingiustizia.Per questo combattiamo contro la sentenza della Corte Costituzionale che ha depenalizzato il suicidio assistito, perché è una sentenza totalmente illogica e quindi immorale e ingiusta. Marco Cappato indossa i galloni del vincitore e lo è senza dubbio. Non c’è quotidiano che in questi giorni non gli dedichi almeno un articolo agiografico, dai toni epici. Repubblica chiude il suo citando la figlia “che si chiama Vittoria”. Certo, è una vittoria netta. Ed è la sconfitta forse irreversibile di quell’ormai inconsistente schieramento prolife, che ha svolto per un anno una opposizione impalpabile salvo poche lodevoli eccezioni. Di sicuro non si contano tra questi i partiti o leader politici, tutti ben nascosti dietro la fontanella dell’acqua di Ponzio Pilato. Tanto, quid est veritas…

Marco Cappato porta con sé però anche una pesantissima responsabilità, è tutta sua, è personale. Gli riconosco di aver “mosso la storia”, di aver dimostrato che anche un singolo che raccoglie pochissimi voti (da candidato presidente in Regione Lombardia per ben due volte non riuscì neanche a raccogliere le firme, alle politiche 2013 la lista pannelliana con cui era candidato prese lo 0,19%) può produrre un cambiamento radicale. Ha messo un gioco il suo corpo, ha agito contro una norma esplicita finendo in un processo la cui pena poteva arrivare a dodici anni di carcere, ha ottenuto ora dalla Corte Costituzionale una modifica epocale dell’intera struttura dell’ordinamento giuridico italiano, che prima considerava “bene non disponibile” la vita umana e ora invece ritiene costituzionalmente legittimo aiutare a sopprimerla. Di più, la Consulta ha connesso la sentenza Cappato alla legge 219/2017, invitando di fatto il Parlamento a proseguire su questo canovaccio nella direzione della legalizzazione dell’eutanasia. Questo è il sommovimento tellurico ottenuto dall’azione fisica e politica di Cappato legata alla morte di Dj Fabo.

Dal punto di vista culturale l’unico contesto in cui si è potuto ascoltare qualche parola netta contro suicidio assistito e eutanasia è stato l’ambito della Chiesa cattolica. Da Papa Francesco al cardinale Bassetti con evidenza e chiarezza si è detto che l’orizzonte indicato da Cappato è pericoloso. Non un solo editorialista “laico”, non un solo giornale di peso si è schierato contro Cappato, il coro a suo sostegno è stato unanime e senza eccezioni. Avrò letto cento volte che Cappato ha aiutato Dj Fabo a morire “con dignità”, che la vita di Dj Fabo non era più “una vita degna di essere vissuta”, evviva chi ha aiutato a porvi termine. Oggi tra gli infiniti articoli apologetici dei vari quotidiani ho trovato solo in un’intervista del cardinale Becciu l’atto di accusa che ogni persona di buonsenso dovrebbe rivolgere a Cappato: ha prodotto una svolta culturale che farà pensare a ogni sofferente che il suicidio è una scelta di dignità. Aggiungo io: questo è davvero imperdonabile. Questo è un insulto gravissimo a millenni di cultura giuridica, storica, religiosa, medica e popolare del nostro paese, in cui la dignità è nel sostegno del sano nei confronti del sofferente, mai nella costruzione di un contesto sociale in cui il sofferente si senta peso insostenibile.

In Italia c’è una associazione che sostiene 892 bambini sordi, ciechi e muti, inevitabilmente condannati a morire presto. Hanno una vita non degna di essere vissuta? In Italia 3.600 malati di Sla sono destinati a una condizione simile a quella vissuta da Dj Fabo, che facciamo, li sterminiamo con tanta dignità? In Italia decine di migliaia di persone sono tetraplegiche gravi, seicentomila sono affetti da Alzheimer e altre forme di demenza senile in stato avanzato, due milioni in stato iniziale e intermedio. Un malato di Alzheimer non ti riconosce, deve essere sostenuto in tutto, in ogni aspetto della sua vita, compresi i bisogni, come fosse un bambino di un anno. Secondo Cappato è una vita degna o meglio far loro scrivere un bel testamento biologico così li possiamo far passare tutti dal camino di una iniezione di pentobarbital?

Marco Cappato ha vinto, certo. Ma ha vinto rovinando questo Paese e consegnandolo a una dimensione infernale. Ha vinto senza dignità, facendo leva sul dolore di un sofferente. Non glielo dice nessuno oggi, l’Italia tende sempre a salire sul carro dei vincitori, ma voglio dirglielo io: Marco, la tua battaglia è orrenda, spaccia per libertà quel che sarà solo l’ennesimo condizionamento, il più infame perché farà sentire ancora più angosciati i sofferenti già angosciati dal loro male, li farà sentire un peso e liberi e dignitosi solo se si toglieranno di mezzo. Lo faranno in tanti, vivere nel dolore è faticoso, ma spiega tanto. Per millenni abbiamo visto i nostri genitori spirarci tra le braccia, spesso dopo lunghe malattie e la nostra cura nel tempo estremo era il modo per ripagare loro della cura nel tempo iniziale della nostra vita, quando eravamo noi a dipendere in tutto e per tutto da loro. In questo “circle of life”, che ora il pentobarbital cappatiano spezza, c’era molto del senso stesso dell’esistenza.

Ora per via di una sentenza assurda, pronunciata in nome della “dignità”, si apre una triste stagione i cui esiti sono pericolosamente immaginabili. Perché in un tempo in cui l’aspettativa di vita cresce e con essa crescono i costi della sanità, dando al sistema la possibilità di scegliere se curare l’incurabile con spese ingenti o sopprimerlo a spese zero, non credo sia difficile capire verso quale orizzonte si orienterà la libera scelta. Solo allora avremo chiaro quale orrore sia stato reso possibile da tutta questa supposta nuova libertà totalmente illogica perché indirizzata verso la distruzione e la morte. Illogica e dunque immorale oltre che profondamente ingiusta. Finirà che morire naturalmente nel proprio letto sarà un privilegio dei ricchi e che la soppressione attraverso pentobarbital e altri metodi eutanasici diventerà la norma per chi non potrà permettersi il diritto alla vita. Già oggi nel 2019 il 4.8% dei decessi registrati in Olanda avviene tramite eutanasia e suicidio assistito, in Svizzera (in cui è depenalizzato il suicidio assistito, ma non c’è la legge sull’eutanasia) si è arrivato all’1.5% dei decessi. Ogni anno la curva si muove verso l’alto, la percentuale diventa maggiore e in numeri assoluti si tratta di decine di migliaia di uccisioni. Io davvero non riesco a capire come il cervello delle persone non rifiuti l’avanzare di questa mattanza, anzi l’accolga come avanzamento dei principi di libertà. Davvero ha bisogno monsignor Stefano Russo, segretario generale della Cei, quando dice che si è “perso il lume della ragione”. E davanti a questa illogicità così evidente che è profonda ingiustizia non si può che ripartire con una serrata lotta per la giustizia e per il diritto, primo tra tutti il diritto alla vita.

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

01/10/2019
2001/2020
San Fabiano

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Politica

Adesso pure la “locura” dell’eutanasia

Un gruppo di volti televisivi dai nomi altisonanti, sono stati utilizzati dai radicali dell’Associazione Luca Coscioni per un video che chiede l’approvazione della legge di iniziativa popolare che legalizzerebbe l’eutanasia depenalizzando la soppressione di malati che, a sentire Veronesi, avviene sistematicamente e silenziosamente negli ospedali italiani.

Leggi tutto

Politica

Lo scrittore, la politica ed i quattrini

Questo progetto si chiama “Rapsodia – scrittori nelle scuole” e per il 2016/2017 prevede l’incontro con Giacomo Mazzariol, giovanissimo autore di Castelfranco Veneto, che ha scritto un libro commovente sul fratello down. Il progetto, come accordo tra la scuola e le case editrici, prevede che gli autori vengano a titolo gratuito, ma in cambio almeno l’80% degli studenti presenti deve aver acquistato il libro.

Leggi tutto

Società

Spiegare a Vauro ciò che non gli è chiaro

Il guaio grosso è che i genitori sostengono che l’ospedale menta sulle reali condizioni del bambino, quindi dalle cartelle cliniche non c’è da aspettarsi grandi novità: non ci vuole molto a ritoccare la misura della circonferenza cranica, ad esempio, per dimostrare che Charlie non è cresciuto negli ultimi mesi. *Marwa** *Bouchenafa tre mesi fa si è trovata in una situazione del tutto analoga a quella di Charlie: i dottori francesi volevano sospenderle la ventilazione e i genitori invece volevano mantenerla e, per il momento, è ancora viva grazie ad una decisione (sempre in bilico) dei giudici francesi. La sua famiglia, quando ha visto che aria tirava in ospedale, ha cominciato a presidiare la stanza e a filmare ogni giorno la piccola, a misurarla per conto proprio, cioè a radunare evidenze scientifiche sul suo stato di salute indipendenti dall’ospedale. E grazie a questo lavoro meticoloso sono riusciti a strappare ai giudici la sentenza favorevole.

Leggi tutto

Politica

Da Parigi un’Europa vera grida all’impostura della falsa

E sulla “Dichiarazione di Parigi”, firmata da immortali e altri accademici di fama, cala il silenzio

Leggi tutto

Società

Emergenza sessista

Non si comprende cosa ci potrebbero guadagnare le donne dall’essere trattate come uomini: il corpo stesso si ribella, la maggiore debolezza fisica e anche emotiva farebbe di noi delle perdenti in un mondo che non tiene conto delle nostre peculiarità.

Leggi tutto

Chiesa

Santità per tutti: aspettando la nuova esortazione

È stata annunciata ufficialmente l’imminente uscita di un nuovo documento di Papa Francesco. Si tratterà di una Esortazione Apostolica, come
Evangelii Gaudium (il titolo “Gaudete et exsultate” sembra ammiccarvi) che avrà per tema la chiamata universale alla santità, cuore di ogni vera riforma. Rivisitiamo la santità nella Chiesa

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2020 La Croce Quotidiano