Chiesa

di Rachele Sagramoso

Pedofilia “nemico carissimo” del nostro mondo. Intervista a Don Di Noto

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1) Caro don Fortunato, grazie per il Suo aiuto! Inizio subito chiedendoLe in che fase “storica” si trova la diffusione della pedopornografia: si riesce a debellare oppure ci sono delle difficoltà? Se ci sono, da cosa sono causate?

Il negazionismo dell’abuso. Sottovalutandolo nella drammaticità. Dentellamenti, ben organizzati per far muovere un meccanismo criminale. Poco coordinamento internazionale di un crimine contro l’umanità. Magmaticità sommersa e devastante per le conseguenze personali e per gli effetti collaterali. La pedopornografia è una industria, una industria di centinaia di milioni di immagini e video che rappresentano gli abusi già avvenuti. Bambini segnati profondamente. Dai neonati a una età prepubere. Non parliamo della pornografia minorile.

2) Che rapporto c’è tra Meter e la politica? Il supporto al lavoro pluridecennale di Meter esiste, o è debole?

La politica è la più la forma più alta dell’amore, lo diceva San Paolo VI. Dovrebbe essere senza colore e ideologia tutelare i piccoli, i deboli, i vulnerabili. Ma non tutti non sono convergenti. Ideologizzare la lotta contro la pedofilia e la pedopornografia non è un bene per i bene dei bambini. Preciso che Meter è stata fondata da un sacerdote e il suo carisma e compito è sovversivo perché è dal Vangelo che trae la sua missione. Non è uno studio a tavolino per secondi fini. Meter è una storia che non ha mai avuto patronati e padroni, se mi permettete, Meter è un dono di Dio a servizio dell’umanità. Si è occupata per prima, e non posso essere smentito, di pedofilia e pedopornografia, che con le sue denunce forti e senza coperture, le nefandezze. Ha fatto impegnare, per la prima volta al mondo, il Parlamento italiano votando all’unanimità la prima mozione al mondo, e porta il mio impegno, un prete, contro la pedofilia e la pedopornografia. Da lì, l’imput per le leggi. Da lì l’inizio e il percorso che deve continuare. Bisogna fare di più. Molto di più. Il mio colore del servio è il rosso, il sangue di un Innocente, Gesù Cristo e il grido dal pulpito di una Comunità ecclesiale, il grido dei bambini violati.

Meter è un dono che nasce dalla fatica per strappare anche un solo bambino. E questo è accaduto. Da soli e spesso, ancora oggi, contrastati. Chiedete al mondo della politica, il perché, chiedetelo anche al mondo ecclesiale, perché. Ma amo così tanto la Chiesa che morirei per essa, per i prediletti del Signore, i piccoli.

3) Viviamo in una cultura apparentemente bambinocentrica ma, di fatto, prevalentemente adultocentrica (i bambini servono per soddisfare i diritti degli adulti: si è perso il valore del bambino-Persona) e mi sono umilmente fatta l’idea che sia necessario porre al centro di ogni iniziativa sociale, sanitaria e culturale, tutti i diritti sull’infanzia che vengono citati e spesso strumentalizzati e che, di fatto, sembrano essere poco applicati: qual è la Sua opinione in merito?

Abbiamo paura dei bambini. E’ una società pedofobica, ha paura dei bambini. Li erotizza, li diseduca nel campo della sessualità. Fa di tutto per dimenticarsi dei bambini. Papa Francesco più volte ha ribadito che una società senza bambini è impossibile. Loro non hanno la doppiezza di noi adulti. Una società senza bambini, diceva ancora Francesco, è triste e grigia Il bambino ha il diritto di crescere secondo i tempi dettati dallo sviluppo naturale del suo copro legato a quello psichico, senza forzature esterne che lo portino a pensare e ad agire in un modo contrario a questo sviluppo. Altrimenti nel nome di un diritto del bambino da rispettare, gli si fa violenza.

Non è solo una convinzione, ma un dato di fatto: usare l’educazione sessuale per dominare un bambino è facilissimo ed è la massima violenza.

4) Vi è un collegamento tra il trattamento che subiscono i bambini oggetto di sfruttamento e tutto il fenomeno culturale legato all’ideologia abortista?

Una confidenza. La prima volta che ho espresso un voto è stato per il referendum (1981) sull’aborto. Che non posso considerarlo un dibattito culturale né tantomeno un diritto conquistato, ma un delitto. L’aborto è un diritto o un delitto? Se c’è ancora un dibattito e un aspre lotta tra i pro e i contro per scopi ideologici supportato da scuole medico e scientifiche. Un diritto della donna? Un diritto della famiglia che non accetta il concepito? Un dibattito ancora e sempre aperto nonostante 56 milioni di aborti che avvengono annualmente in tutto il mondo, circa 25 milioni (45%) si verificano in condizioni non sicure. (si legga: https://oggiscienza.it/2019/10/23/numeri-aborto/).

Fin dal concepimento, un bambino non può essere ideologizzato. Da questa non chiarezza nel linguaggio le porte sono tutte aperte. E’ evidente che un concepito, se avesse possibilità di fare delle leggi, li formulerebbe diversamente. Ma non è così.

5) Che opinione si è fatto dei cosiddetti “fatti di Bibbiano” (che poi si è scoperto essere in tutta Italia)? C’è un collegamento tra pedopornografia e considerare la famiglia naturale una minaccia?

Su Bibbiano, più volte mi sono espresso. A Bibbiano ha prevalso la sindrome da giustiziere alimentata da un’ideologia che contempla l’erotizzazione dei minori. Ai bambini in affido, il sesso veniva esplicitato, anche questo porta all’ipersessualizzazione. Il bravo operatore non è chi forza i ricordi, ma chi legge il dolore con umanità. Bisogna contestualizzare e problematizzare tutto con razionalità. Invece, da quello che è emerso, i principali indagati venivano da esperienze di abuso sessuale o di traumi infantili irrisolti nella sfera della genitorialità. Evidentemente non sono riusciti a rielaborare la violenza, trasformandosi così in giustizieri. Dobbiamo essere sinceri: c’è una componente ideologica che gioca una parte fondamentale nella capacità di leggere questi fenomeni. A Bibbiano c’è stata una lotta ideologica anche politica del disagio infantile, stiamo parlando di bambini manipolati e gestiti male e anche gestire male un’accoglienza è un abuso perché l’abuso non deve essere solo sessuale, ripeto, usiamo i termini corretti. Le ricadute possono essere devastanti: ci sono movimenti pedofili o che erotizzano i bambini, come i boy e girl lover che vogliono cancellare l’infanzia spingendo l’acceleratore sull’erotizzazione infantile.

6) Parliamo dei consumatori di filmati pedopornografici: che sesso e che età possiedono? In alcuni testi molto interessanti come “Donne che osano troppo” di Tonino Cantelmi e Noemi Grappone, la pedofilia femminile è realmente un problema serio nonostante i pregiudizi di genere siano positivi verso le donne (pensare che una donna, anche minorenne, possa essere abusante è, anche per gli esperti, molto difficile da accettare): Lei conferma questo dato? Che ruolo possiede la donna che esercita la pedofilia e sfrutta la pedopornografia?

I Report Meter, che annualmente vengono presentati, raccolgono il reale e documentato lavoro di monitoraggio e di denunce alle varie Polizia del mondo, anche italiana. Nei Report offriamo un attenta analisi dei produttore, consumatori e detentori di pedopornografia. Documenti molto reali e documentati.

Un aumento vertiginoso è dato dalla presenze di donne abusatrici pedofile.

Nell’immaginario collettivo si pensa che il pedofilo sia un mostro, un individuo riconoscibile tra tanti: in realtà è solitamente una persona comune, curata esteticamente e spesso con una buona posizione sociale, insospettabile e di solito molto vicina al bambino, che può oscillare dalla figura del padre, alla madre, allo zio, al nonno, al vicino di casa o comunque un soggetto che ha conquistato la fiducia del bambino. Il pedofilo il più delle volte è di sesso maschile e prova una forte attrazione sessuale verso i bambini prepuberi, cioè di età compresa tra zero e tredici anni. Questo tipo di attrazione a volte rimane latente per molto tempo e può essere scatenata da eventi o situazioni casuali come entrare in stretto contatto con il bambino, sentire l’odore della pelle, vedere fotografie ambigue, sfiorare il bambino in modo particolare o conoscere persone che hanno avuto esperienze sessuali con minori e parlano delle loro esperienze in maniera molto positiva.

7) C’è un legame, a Suo parere, tra l’ideologia gender, cosiddetta, e il silenzio sulla pedopornografia anche da parte della politica sovranazionale (soprattutto negli organismi che agiscono sulla redazione di linee guida come quelle sull’educazione sessuale) e nazionale?

Quello del gender è problema molto serio e delicato, rientra nel colonialismo relativista come ha più volte sottolineato papa Francesco. Noi sappiamo benissimo che ci sono frange internazionali che fanno forti pressioni affinché il bambino diventi un uomo indistinto dal punto di vista sessuale. Questo fa il gioco dei pedofili perché loro guardano ai bambini al di là del sesso di appartenenza. I pedofili sono attratti dai bambini prepuberi. Per intenderci dirò una cosa brutale ma che rende l’idea: un pedofilo non andrebbe mai con una bambina che ha già le mestruazioni. Infatti in molti casi è più giusto parlare di “infantofilia”. Per il pedofilo ha poca importanza il sesso del bambino, che sia maschio o femmina. Per loro è importante che il bambino non abbia caratteristiche sessuali mature. Allora il gender si collega a questi moti relativisti culturali, ecco possiamo dire che il gender crea un terreno fertile a queste tendenze. Insomma in natura nasciamo maschi o femmine e negare questo crea già qualcosa di sbagliato.

8) Che legame c’è tra fruizione della “semplice” pornografia (che si crede essere realizzata da maggiorenni consenzienti che si divertono in modo quasi innocente) e la diffusione di pedopornografia e sfruttamento della prostituzione minorile nei paesi poveri?

La pornografia è una fiorente industria. Nel 1992 gli affari ammontava a circa 1500 miliardi di lire il ‘‘giro di affari’‘. Nel 2019, 100 miliardi di dollari. La pedopornografia nel 2003, 5 miliardi di euro di affari (fonte La Repubblica), prezzi i prezzi inimmaginabili di 500 dollari a film e 80 dollari a foto. Più sono i bambini in tenera età, più sale il prezzo di acquisto del materiale, come anche del bambino. Non ci sono né paesi poveri, né ricchi.

9) I Consultori e gli esperti che si recano nelle scuole, trasmettono il concetto che la libertà genitale sia un diritto di ogni persona di ogni età (ricordiamo le già citate linee guida sull’educazione sessuale e affettiva che mirano all’induzione della masturbazione infantile e alla precocità sessuale) e che la responsabilità sia solo verso se stessi (ecco perché proteggersi da MST e gravidanze indesiderate è fondamentale). Che legame c’è tra questa ideologia e quella della libertà alla pornografia?

La ringrazio per la domanda, se posta è data dalla consapevolezza di una lotta impari, un impegno contro lobby ideologiche ben fondate e strutturate con la evidente complicità di reti di interesse e di demolizione dell’infanzia.

10) Se Lei potesse redigere una Legge dello Stato che proteggesse i bambini dalla pedopornografia, cosa imporrebbe.

Le leggi ci sono, devono essere applicate e in italia, per fortuna sono efficace. Il fenomeno si contrasta a seguito di una denuncia. Non siamo all’anno zero. Però chiedere una legge internazionale per una maggiore coooperazione. Gli altri Stati devono dotarsi di una legge e non tutti ancora ce l’hanno. E’ un fenomeno globale che si combatte globalmente. Uomini e donne di buona volontà ci sono. E già questo è una buona partenza.

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25/03/2020
2510/2020
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