Società

di Stefano Di Tomassi

Ostia, parchetto Gianni Rodari distrutto nell’anno centenario del pedagogista

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Ostia, anno zero per l’infanzia e l’adolescenza locale; ecco il segno del punto limite: il parchetto Gianni Rodari gradualmente devastato dai teppisti nell’anno centenario del pedagogo e pedagogista delle fiabe e inaugurato nemmeno 3 anni fa. Il recupero ed eventualmente un preventivo ‘affidamento’ (magari ad educatori sociali o maestri di strada [?]) grida giustizia soprattutto se si pensa che a nemmeno venti metri verranno investiti soldi pubblici - e giustamente - per la Casa della Cultura. E allora - dichiara l’ associazione pedagogisti ed educatori Italiani X municipio all’amministrazione - è svincolare una cifra consona all’utilizzo per il ripristino di parco Gianni Rodari e zona perimetrale dal bando casa della cultura. E perché non farci un teatrino per i burattini visto che abbiamo fior fiore di pedagogisti teatrali sul territorio, come Giusy Di Francesco, solo per citarne una?”

Ma forse c’è anche bisogno di altro. Siamo sicuri che “il tempio” dello skate o il “tempio” della cultura (skatepark, casa della cultura etc.) siano il vero tempio da edificare per combattere i problemi dei nostri ragazzini? Forse il tempio è il loro ‘corpo’, il loro ‘cuore’; forse è il ‘corpo’, il ‘cuore’ dei loro ‘grandi’ e le “strutture” vengono dopo.

Una Consulta Giovanile chiusa per mancanza di partecipazione grida. La mancanza di unità di strada educative (equilibrandole con la presenza di forze armate e di polizia) grida. “Del resto - ironizza l’operatore sociale - le orecchie sono due: c’è un urlo per ciascuna.”

Sia chiaro: non si punta il dito, codardamente o comodamente, accusando i giovanissimi che, da chiare tracce, qui si radunano anche per il consumo di alcol e droga, ma ci si interroga su come e cosa possa trovarsi di meglio per i ragazzi per passare il loro tempo ciondolante da un lato dal mondo social virtuale e decontestato dal loro territorio casa comune (ma anche quei minori ‘privatizzati’ nel mondo dei loro adulti iper presenti) e dall’altro a ‘schimicare’ nello sballo da sostanza quasi a sentirlo d’impulso il loro colpo e a riappropriarsene in maniera distruttiva.

“Ci sarebbe bisogno - il referente APEI X Municipio- di una rete facente funzione di operatori socio pedagogici e di volontari ad essi affiancati che faccia operazione comune di unità di strada da tutte le strutture e le istituzioni pedagogiche locali, scuola, centri minorili, parrocchie, attività ludiche etc.; unità mobili destrutturate, deburocratizzate, desettizzate, che si facciano prossime e quotidiani ai ragazzini e coordinate da un Tavolo e perché no il Tavolo Simeone Nardacci come aveva immaginato Valentina Rizzi Autrice ed Editrice ormai di fama internazionale del nostro territorio”.

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12/12/2020
2201/2021
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