Società

di Stefano Di Tomassi

Baby Gangs imperversano a Ostia: è il “Paese dei Palocchi”

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Emergenza giovani sul litorale di Roma: Ostia è paralizzata nelle politiche, povera di servizi, priva di attività, inefficace dalle scuole per questi problemi specifici che insegnanti, professionisti della psiche e impiegati del sociale non posso risolvere. In più Consulta municipale chiusa, commissione bloccata, rapp. d’istituto delegittimati o, come spesso accade, a rischio strumentalizzazione, rappresentanza uguale a 0, gruppi di ragazzi a presso a questo o a quel “caporione” (più o meno istituzionalizzato) nei forum di zoom e social a parlare autoreferenzialmente e, ciliegina sulla torta, gruppettini a farsi “pettinare il prezioso manto la(g)noso” dietro i recinti della parrocchietta di turno.

Le uniche agenzie che sembrano funzionare a pieno ritmo – anzi in incremento - sono quelle del web, dei social, youtube etc. che se la TV sia già stata etichettata come ‘cattiva maestra’ allora queste si guadagnerebbero appellativi di certo ben più negativi.

I messaggi che troneggiano sono soldi, violenza, gang style e certe fiction, abbastanza ambigue nell’esposizione di eroi e anti eroi (alcune con l’aggravante di essere state girate anche sul nostro territorio!) disegnano uno scenario che ci disarma, devastante per le nostre istituzioni educative, famiglia, scuola, agenzie educative.

Condiamo il tutto con l’atmosfera pandemica con descrizione apocalittica mediatica quotidiana.

Il risultato?

Aggressioni casalinghe, aumento dei suicidi, gruppi di ragazzini “impazziti” per le strade che confondono il piano della realtà, adulti e commercianti che puntano il dito invocando l’intervento delle forze di polizia e l’esercito per le strade per correre dietro a chi potrebbero essere loro figli.

Tutto questo succede anche nel territorio lidense nella benestante Palocco. Accade molto molto meno nelle zone di Ostia più popolare. Bisogna chiedersi il perché.

In questa crisi senza precedenti nel panorama giovanile lidense prende la parola don Giovanni Carpentieri Educatore Professionale ‘poi prete’ come si definisce lui , che da qualche mese sta cercando di impiantare anche sul territorio di Ostia un ‘Ospedale da Campo’ per i giovani e cercare un metodo nuovo: “La Pandemia non ha fatto altro che mettere in evidenza le macro e micro situazioni. Come ha messo in evidenza che la sanità pubblica fa schifo, così mette in evidenza le situazioni di micro criminalità, di devianza, di marginalità giovanile che sono oggetto di attenzione. La valutazione non v’ha fatta sulla relazione tra pandemia e disagio giovanile, ma da disagio giovanile e quelle risposte che in ambito cristiano e la comunità ecclesiale è chiamata a fare, in ambito Istituzionale ovviamente ancor di più.

Nell’ambito cristiano prendere atto e dire a chiare lettere grazie a queste fotografie, a queste analisi lucide, a questa realtà così drammatica, a questa riflessione, queste considerazioni, queste analisi socio antropologiche che c’è una realtà cristiana che ancora fa fatica semplicemente a tirarsi su le maniche e ad andare a incontrare questi ragazzi che fanno parte alcuni di famiglie per bene altri di famiglie meno per bene. Per questo c’è don Giovanni Carpentieri con Ospedale da Campo per fare qualcosa immediatamente.

E’ questo da mettere a fuoco non solo la pandemia che non ha fatto altro che mettere in evidenza le nostre paralisi nella sanità, nel sociale, nella scuola. Queste situazioni ora ci devono solo far riflettere che bisogna mettersi a fianco di queste realtà giovanili e soprattutto le realtà ecclesiali che nel nome del Vangelo devono essere i primi a mettersi in Servizio.”

Insomma, quello che da anni cittadini e professionisti chiedono e che mai la politica ha trasformato in realtà: occorre cambiare metodo e istituire unità di strada educative formate da educatori professionali (di formazione sociale pedagogica e non sanitaria) e volontari da loro guidati faranno il cambiamento. Inseriti in Centri Diurni stabili del Territorio, Centri di Aggregazione Socio Pedagogici, collegati direttamente alla piattaforma Asl o Municipale degli Uffici Organizzativi Servizi Educativi Culturali (Uosecs).

Nello specifico della zona Casal Palocco, Axa al più presto occorrerebbe individuare un luogo per u n Centro.

Ma cerchiamo di entrare nel merito oltre ad aver individuato un metodo da attivare al più presto;

Forse, in questa crisi oggettiva, emerge una triste verità che bene o male già tutti conoscevano: i mostri non sono tra i poveri, sono nell’ipocrisia di una finta ricchezza, di finte case di benestanti, di finti grandi professionisti e tecnici, nei finti padri e madri che per troppo hanno delegato le loro funzioni a compagne e compagni, a surrogati tecnologici, a baby sitter dalla pelle ‘abbronzata’, all’acquisto facile di oggetti a colmare un vuoto che ora è diventato un cratere e rischia di degenerare in abisso.

Con il termine di CASAL BALOCCO O IL PAESE DEI PALOCCHI, che utilizziamo per descrivere questa situazione, non vogliamo mancare di rispetto a quella certamente maggioranza di famiglie che hanno guadagnato con onestà la loro benestante condizione di agiatezza, sia chiaro questo, quanto far suonare l’allarme che ci consenta di andare oltre alla superficialità dell’apparenza, dell’ordinato, del bello esteriormente, della ‘pecorella pettinata’ direbbe Papa Francesco, e aiutare loro per aiutare noi a prendere il contatto con la realtà vera senza avere paura. E infine sottolineare – il mondo ce lo insegna soprattutto nelle crisi mediorientali- che nessuno conserverà ricchezza, tranquillità, agiatezza, se accanto una popolazione di disperati bussa alla porta.

E’ il collasso di una società radical chic costruita sull’ipocrisia del denaro, del successo e anche su valori che escludono e hanno escluso la realtà socio affettiva che ciascuno porta nei suoi bisogni esistenziali: non a caso il Santo Padre lo ha ricordato qualche giorno fa a Piazza San Pietro all’Angelus nel suo messaggio ai romani e al mondo intero: ““vicinanza, compassione e tenerezza: sono queste le trasgressioni di Dio”.

Questi giovani che trasgrediscono fino al punto minacciare di morte un taxista dopo essersi fatti portare a Casal Palocco di cosa avevano, hanno e avranno bisogno: della vicinanza, della compassione, della tenerezza paterna e materna. Non ci sono più scusanti. Non ci sono più parole dei partiti fatti di gente ipocrita con le belle parole e i bei scenari di complessità sociale… Scuse, scuse, scuse. Non sarà possibile più corrergli dietro con i cellerini perché li dove si nasconderanno, nei dark web e simil, noi non riusciremo a raggiungerli e a stanarli con la forza di una polizia. Non servono professionisti della psiche o impiegati del sociale negli uffici, non risolveranno questi problemi.

Non servono COMUNITA’ DI SANTI quando intorno i ragazzini e le famiglie hanno “fame e sete” di ‘VICINANZA, COMPASSIONE, TENEREZZA”. Nella trasgressione di un Dio, citata dal Papa Bergoglio, che scende sulla terra a portare questo agli uomini dobbiamo poter riconoscere anche quella trasgressione dei giovani che ci invitano ad ascoltarli e ad essere presenti senza delegare a surrogati tecnologici o umani, al BALOCCO insomma.

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18/02/2021
0612/2021
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