Storie

di Raffaele Dicembrino

Sangue italiano sparso sulle strade del Congo

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

Ancora una volta un carabiniere in servizio, ancora una volta un marito e padre di tre figlie, ancora una sangue sparso dagli italiani che operano per la pace nei luoghi dove la violenza impera e non guarda in faccia nessuno.

Nelle prime ore di ieri mattina, a Goma, nella Repubblica Democratica del Congo, è stato sferrato un violento e vigliacco attacco ai danni della vettura dove si trovava l’ambasciatore italiano Luca Attanasio: il nostro diplomatico è deceduto poco dopo in ospedale. Morti anche un carabiniere della scorta e l’autista. La vettura faceva parte di un convoglio della della missione Onu per la stabilizzazione del Paese africano, che comprendeva anche il capo delegazione Ue. Come riferito dal governo locale, il convoglio è caduto in un’imboscata.

Il convoglio, composto da sette persone divise in tre macchine, è stato assaltato intorno alle 10 di mattina nei pressi della città di Kanyamahoro, nella parte orientale del Paese, vicino a Goma: “Gli autori dell’attacco avevano come obiettivo principale proprio il diplomatico italiano”, scrivono alcuni media locali.

Stavano viaggiando con il World Food Programme “da Goma a visitare il programma di distribuzione di cibo nelle scuole del Wfp a Rutshuru“, fanno sapere dall’agenzia Onu che specifica: “Precedentemente era stato autorizzato il viaggio su quella strada senza una scorta di sicurezza“, come si vede dalle foto che mostrano l’utilizzo di jeep non blindate in un’area del Paese considerata ad alto rischio. L’autorizzazione è arrivata, secondo quanto risulta, dal governo locale.

L’imboscata è avvenuta “nei pressi di Goma (Nord-Kivu) nel territorio di Nyiragongo”, secondo i media locali che aggiungono: “Sono intervenute le Fardc”, ossia le Forze Armate della Repubblica Democratica del Congo, “e le guardie del Parco nazionale dei Virunga”. “La zona è ritenuta pericolosa a causa della presenza in particolare dei ribelli della Forze democratiche per la liberazione del Ruanda (Fdlr) che tendono imboscate sulla RN4 a partire dal parco”, aggiunge il sito. Un diplomatico di alto rango a Kinshasa ha spiegato all’Afp che Attanasio è morto “in seguito alle ferite riportate” dopo essere stato colpito dai proiettili esplosi dagli assassini contro il convoglio.

Secondo diverse fonti, i sei componenti del commando hanno prima ucciso l’autista congolese e poi condotto il resto delle persone nella foresta circostante al luogo dell’agguato. A poche centinaia di metri si trovava una pattuglia dell’Istituto congolese per la conservazione della natura e anche un’unità dell’esercito congolese, giunti in soccorso dei rapiti.

Secondo le prime ricostruzioni sembra che quando la pattuglia dell’Istituto è entrata in azione, gli aggressori abbiano sparato alla guardia del corpo dell’ambasciatore, circostanza in cui entrambi sono rimasti uccisi. Uno dei sopravvissuti, interrogato dalle autorità locali, avrebbe detto che gli assalitori parlavano tra loro in kinyarwanda e che si rivolgevano agli ostaggi in swahili.

La polizia congolese non era stata informata della visita dell’ambasciatore italiano nella zona del parco nazionale dei Virunga con un convoglio del World Food Programme, ha dichiarato alla Dpa il generale della polizia nazionale Abba Van, dicendosi “sorpreso” del fatto che il diplomatico si fosse recato nella regione senza un convoglio della polizia.

L’ambasciatore Luca Attanasio era nato a Saronno (Varese) il 23 maggio 1977. Aveva tre bambine insieme alla moglie Zakia Seddiki, presidente della ong “Mama Sofia”, fondata a Kinshasa nel 2017. L’organizzazione si dedica, tra le altre cose, anche agli oltre 13.800 bambine e bambini di strada.

Quella dell’ambasciatore è una missione, a volte anche pericolosa, ma abbiamo il dovere di dare l’esempio.”. Erano queste le parole che l’ambasciatore Luca Attanasio rilasciò a Camerota (Salerno) il 12 ottobre scorso, in occasione del ricevimento del premio internazionale “Nassiriya per la pace”, consegnato dalla locale associazione culturale “Elaia”. “In Congo - proseguiva Attanasio - parole come pace, salute, istruzione, sono un privilegio per pochissimi, e oggi la Repubblica Democratica del Congo è assetata di pace, dopo tre guerre durate un ventennio”.

Il carabiniere ucciso si chiamava Vittorio Iacovacci, aveva 30 anni ed era in servizio presso l’ambasciata italiana dal settembre del 2020. Iacovacci era originario di Sonnino, in provincia di Latina ed era un effettivo del 13.mo Reggimento Carabinieri ‘Friuli Venezia Giulia’ con sede a Gorizia. Aveva prestato servizio anche alla Folgore.

La procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine. Nel procedimento, coordinato dal procuratore capo Michele Prestipino, si procede per sequestro di persona con finalità di terrorismo. I magistrati capitolini, che hanno competenza per i reati commessi all’estero e che hanno come vittime cittadini italiani, hanno delegato le indagini ai carabinieri del Ros.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si dice “sgomento” per il “vile attacco”: “La Repubblica Italiana è in lutto per questi servitori dello Stato che hanno perso la vita nell’adempimento dei loro doveri professionali in Repubblica Democratica del Congo – ha scritto in un messaggio di cordoglio – Nel deprecare questo proditorio gesto di violenza, gli italiani tutti si stringono nel cordoglio intorno alle famiglie delle vittime, cui desidero far pervenire le condoglianze più sentite e la più grande solidarietà”.

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, esprime profondo cordoglio suo e del governo. Il presidente del Consiglio e i rappresentanti dell’esecutivo si stringono ai familiari, ai colleghi della Farnesina e dell’Arma dei Carabinieri, si legge in una nota di Palazzo Chigi.

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha appreso la notizia del decesso dell’Ambasciatore e del carabiniere mentre era al Cae di Bruxelles. Ha manifestato immenso dolore per l’accaduto. Il ministro, dopo aver informato i colleghi Ue del tragico evento, ha deciso di lasciare in anticipo i lavori del Cae e sta rientrando in queste ore in Italia. “Ho appreso con sgomento e immenso dolore della morte oggi del nostro Ambasciatore nella Repubblica Democratica del Congo e di un militare dei Carabinieri – ha dichiarato Di Maio – Due servitori dello Stato che ci sono stati strappati con violenza nell’adempimento del loro dovere. Non sono ancora note le circostanze di questo brutale attacco e nessuno sforzo verrà risparmiato per fare luce su quanto accaduto. Oggi lo Stato piange la perdita di due suoi figli esemplari e si stringe attorno alle famiglie, ai loro amici e colleghi alla Farnesina e nei Carabinieri”.

“E’ stata un’imboscata” Il convoglio su cui viaggiava l’ambasciatore italiano Luca Attanasio “è caduto in un’imboscata”, ha affermato il ministro degli Affari Esteri del Congo, Marie Tumba Nzeza, citata dai media locali. “Prometto al governo italiano - ha aggiunto - che l’esecutivo del mio Paese farà di tutto per scoprire chi c’è dietro questo vile omicidio”.

“Oggi nell’attacco al convoglio Onu nella Repubblica democratica del Congo hanno perso la vita due servitori dello Stato. Un vile e barbaro agguato che l’Italia, fermamente impegnata con la comunità internazionale, condanna con forza. Alle famiglie dei nostri connazionali e di tutto il personale delle Nazioni unite coinvolto va la nostra incondizionata riconoscenza e affetto. Siamo vicini e condividiamo il dolore delle famiglie per la perdita dei loro cari”. Lo scrive il ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

“Con tutti i ministri degli Esteri Ue, abbiamo espresso la nostra vicinanza al ministro Luigi Di Maio e all’Italia, per la morte di tre persone nella Repubblica Democratica del Congo, fra cui l’ambasciatore italiano Luca Attanasio”. Lo ha detto l’Alto rappresentante Ue, Josep Borrell. “Restiamo determinati a continuare a combattere contro ogni violenza nella regione”.

E’ commosso il sindaco di Limbiate, città natale dell’ambasciatore ucciso: “Non appena troveremo parole per descrivere il dolore che stiamo provando, organizzeremo una cerimonia per ricordare Luca. Il suo impegno, la sua passione, la sua umiltà. Un ragazzo con il cuore e la testa in Africa e a Limbiate, la sua città”, dice Antonio Domenico Romeo, sindaco della cittadina in provincia di Monza e Brianza. Molte le reazioni di politici e di rappresentanti di partiti alla morte dell’ambasciatore italiano nella Repubblica democratica del Congo, Luca Attanasio, ucciso in un attacco nell’est del Paese.

“Dolore e sgomento per la scomparsa dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci nel corso di un vile attentato nella Repubblica democratica del Congo. Alle loro famiglie va la vicinanza e il cordoglio di Montecitorio e di tutte le istituzioni”, scrive su twitter il presidente della Camera Roberto Fico.

“Una notizia sconvolgente che mi lascia attonita. Sono vicina alle famiglie dell’ambasciatore Luca Attanasio, del carabiniere Vittorio Iacovacci e del loro autista, morti in Congo. A loro va il mio primo pensiero in questo momento di estremo dolore. E’ immenso il cordoglio per la perdita di due servitori dello Stato, costruttori di pace. Esprimo vicinanza anche ai colleghi della Farnesina e dell’Arma, confidando che si possa presto far luce su quanto accaduto”. Cosi’ il ministro per le Disabilita’, Erika Stefani.

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

23/02/2021
2802/2021
San Romano

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Società

Sul tema delle armi

Recentemente ha fatto discutere il deposito di ben cinque proposte di legge volte a liberalizzare (de iure, ma soprattutto de facto) la detenzione privata di armi da fuoco: i depositari delle proposte, specie i leghisti, cercano di puntare tutta l’attenzione sul diritto alla legittima difesa, ma ciò non tiene in conto che l’Italia non conta grandi casi di condanne per questa fattispecie… e oltretutto che armare virtualmente tutta la società non la rende più sicura

Leggi tutto

Storie

La Brazzale va incontro ai dipendenti che fanno figli

Di sicuro ci vuole coraggio. E così mentre parliamo della desolante situazione attuale sui temi scottanti degli ultimi tempi tiene a smentire un passaggio erroneamente riportato dal quotidiano La Repubblica in cui avrebbe parlato di Dat ed eutanasia. Il passo riporta: “Il ritardo del nostro parlamento nel regolare il diritto di morire con dignità è uno scandalo”. L’imprenditore senza esitazioni ne respinge l’attribuzione e corregge il tiro: “Nella fattispecie il tema del fine vita si è sovrapposto nella cronaca a quello della crisi delle nascite. Quelli dell’eutanasia o del suicidio assistito sono dilemmi che sbattono la nostra coscienza al muro ed ogni scelta si adotti non ci potrà che lacerare interiormente. Non da una prospettiva religiosa, dalla quale il dubbio non si pone, ma da cittadino, mi sento molto vicino a chi vive questi drammi ma non riesco ad abbandonare l’idea di una difesa ad oltranza della vita anche oltre ogni ragionevole obiezione”.

Leggi tutto

Società

Una capitale uccisa

Tra gli ultimi arrestati per spaccio di droga e usura a Roma c’era anche una dipendente del Comune. Immagine tragica di una città non più decadente ma decaduta, a partire dalle sue istituzioni. E la Raggi pensa a togliere i manifesti di ProVita contro l’utero in affitto…

Leggi tutto

Società

Ecco la Balena Blu

Nel miserabile tentativo di azzardare un’analisi del fenomeno è ovvio che, in primo luogo, venga da puntare il dito sul gioco della Balena blu, ed è giustissimo farlo. Allo stesso tempo, però, è opportuno non dimenticare che quel gioco è un parto dei giorni nostri, un prodotto dell’odierna comunità umana globale. Il mondo non è mai stato un luogo perfetto ed ogni epoca ha conosciuto le sue nefandezze ma oggi la stupidità e la malvagità di pochi possono espandersi e amplificarsi come mai prima era stato possibile. Prendendo spunto dalla famosa e profonda riflessione di Hannah Arendt “La banalità del male” potremmo concludere che ciò che è banale nasce da menti banali e, contemporaneamente, attrae menti altrettanto banali.

Leggi tutto

Società

Corinaldo e le tre mele avvelenate

La distruzione, come in una gotica fiaba di Biancaneve, è veicolata da tre mele avvelenate che rappresentano tre dipendenze. Il brutto è che sono dipendenze diffusissime. Il bello è che si possono combattere, come tutte le dipendenze. Le tre mele avvelenate sono: l’alcool, la droga, la bulimia di denaro. Parto da quest’ultima: si è diffuso nel mondo musicale legato proprio a rap e trap questo metodo del cosiddetto dj set. Il dj set non è un concerto vero e proprio, il cosiddetto artista si fa vedere in tre o anche quattro location differenti nella stessa sera, “canta” due o al massimo tre pezzi, i più noti, si fa pagare un cachet stellare, sempre a cinque cifre. ....

Leggi tutto

Società

Nell’universo del sadismo non c’è amore

La degradazione dell’altro a oggetto di piacere spiega la predilezione degli antieroi sadiani per la sodomia. Scrive Lombardi Vallauri: «Il privilegiamento assoluto e sistematico della sodomia, nel rapporto sia omo- che eterosessuale, esprime nel modo più plastico la generale riduzione dell’altro a puro succube, a sub-giacente, privato del volto e dello sguardo, ossia degli organi della reciprocità, egli è passività pura, materiale per alimentare il fuoco della passione. La posizione fisica nel rapporto esprime il rifiuto dell’incontro, la sterilità del rapporto il rifiuto dell’impegno».

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2021 La Croce Quotidiano