Società

di don Giampaolo Centofanti

Nuove vie di rinascita personale e sociale

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La scuola col suo falsamente neutro, riduttivo e distorcente, razionalismo sta svuotando generazioni di giovani. La situazione si fa sempre più drammatica. È decisivo che i genitori orientino i figli verso uno sguardo animato da una ricerca alla vissuta luce dell’identità liberamente cercata e nello scambio con gli altri, anche di altre religioni e culture.

Seguire dunque più da vicino gli studi dei propri figli, dialogare con loro. Ciò può risultare un valido stimolo per i genitori stessi, nell’epoca del pensiero umiformato, ad attingere a fonti diverse. Si può trattare di un punto d’esordio di un rinnovamento profondo. Le parrocchie, ma anche le comunità di altre credenze e filosofie, potrebbero alimentare una formazione in tal senso e una condivisione intercomunitaria.

È fondamentale che si cerchino dal basso vie concrete di rinascita e un tale fermento potrebbe facilitare un’uscita dalle astrazioni di un’educazione a tavolino nella direzione di un autentico benessere umano. Ma di qui potrebbero fiorire mille iniziative. Incontri, riviste, attività di vario genere… Si può accendere una scintilla di vita in una società che si spegne nel tecnicismo a tutto campo e va verso l’implosione.

Bisogna vagliare ogni possibile adeguata via per animare la vita spirituale, umana, culturale. Per esempio si possono creare luoghi di raduno per i giovani cristiani e per i fedeli di ogni età. Tentando di cogliere gli interessi, i bisogni, che possono favorire di situazione in situazione questi incontri e permettere una crescita libera e integrale. È necessario porre grande attenzione a valutare le piste che evitino certe tentazioni di manipolare, di forzare, le coscienze, soffocando il pluralismo, la libera partecipazione. Ma anche non abboccando a provocazioni varie. Viviamo in un’epoca dove la dittatura del pensiero unico diviene sempre più onnipervasiva, mentre il già forte isolamento sociale delle persone si accentua con la pandemia. Il fermento di vivi incontri e di autentiche ricerche va perseguito con ogni determinazione.

Fiducia in Dio nella storia

Viviamo ancora in una Chiesa molto verticistica. Non siamo maturati ulteriormente nelle vie di una prudente ma più vissuta sinodalità. Il cammino dunque verso la pienezza di Gesù, Dio e uomo, può per certi aspetti venire rallentato. La Chiesa si trova così volente o nolente a fare i conti in modo più drastico con gli orientamenti dei pontefici regnanti. E forse non sono un caso le tendenze succedutesi. Su tali scie nel tempo si vengono comunque a conoscere visuali diverse, ciascuna con le sue ricchezze. Sperando che anche ciò contribuisca ad aprire verso una più adeguatamente libera partecipazione di tutti possiamo anche domandarci se non si stia maturando qua e là anche nelle gerarchie un traboccamento dalle piste finora emerse. Un possibile grande aiuto ad un discernimento ancora rinnovato, all’apertura verso una sinodalità tutta da scoprire e così purtroppo talora anche rischiosa, non facile da perseguire con saggezza, equilibrio ma anche generosità. Problematiche mille volte ingigantite nell’epoca dei potenti del pensiero unico. Preghiamo tanto. Fiducia in Maria e in Gesù. Dio conduce la storia.

Buffalo bill

Oggi spesso alcuni rinnovatori propongono un fare alternativo (bill = programma) mentre necessita invece un salto di qualità: per esempio favorire fin dalla scuola la libera formazione di ciascuno nell’identità liberamente scelta e nel solo allora autentico scambio con gli altri anche di altre filosofie e religioni. Di qui una più autentica partecipazione. Di qui anche stimoli al confronto vissuto, alla ricerca di un sereno sé stessi e dunque l’uscita tendenziale dalla vuota ragione astratta tecnicista che sta spogliando tutti di tutto.

La cultura uniformata prima che voluta dai potenti è subita da ogni persona e i potenti ne approfittano perché, svuotata di vive ricerche, la gente è più facilmente manipolabile. Per cui chi propone solo un fare alternativo corrobora il sistema che combatte e può finite per aspirare meramente ad un posto al sole del sistema. Come il parlamento uniformato dimostra ed avevo predetto da tempo.

Fino al punto che anche l’opposizione può servire solo per colmare a pro del sistema una casella mancante. Una vita sociale rinnovata rinnova a tutto campo ed apre dunque a scoperte sempre nuove non con l’intelligenza ma in una nuova maturazione. Nuove piste, molto più efficaci sia nella vita concreta che nella cultura. Pochi sono oggi vicini a questa via ma anche questi ultimi talora propongono solo piccole comunità senza sviluppare a livello statale o vogliono indottrinare la gente con una cultura già da essi predisposta. Dunque senza troppo distinguere per esempio il piano fondamentale della crescita personale da quello scolastico della cultura di riferimento. Ossia la mentalità in cui viviamo non aiuta a discernere gli specifici passaggi, i piani, gli adeguati collegamenti tra di essi. Ancora più in profondità questa cultura dei ragionamenti astratti tende a chiudere, non stimola, l’ascolto della luce che in modo personalissimo illumina il cuore di ciascuno e di qui chiude pure all’ascolto dell’altro. Per cui persino certi profeti (in senso laico, umano, dunque credenti o non credenti) ascoltano solo sé stessi, hanno poca sete di imparare dagli altri.

Chi beneficia delle strade nuove è la gente che condivide la propria vita con gli innovatori perché cresce più serena magari senza nemmeno troppo avvedersi delle novità. Però ci sta meglio. Parliamo infatti di consapevolezze del cuore che si maturano nel dialogo dal vivo, nella vita e non con ragionamenti a tavolino. Dunque la gente nella sua semplice umanità finisce oggi per trovarsi potenzialmente avanti agli svuotati rappresentanti della cultura imperante che pure si dichiarano i soli competenti a parlare mentre a causa loro il mondo crolla. È la gente una speranza per il futuro.

La gabbia comune

Siamo così immersi nel razionalismo che risulta spesso impossibile immaginare vie di uscita. Per esempio non si collega adeguatamente la crescita personale con la formazione culturale potendo finire per eliminare qualche piano della formazione o per ridurlo ad indottrinamento. Nemmeno si cercano le strade per oltrepassare l’intellettualismo restando legati ad una idea di scuola che in ogni caso, anche quando religiosamente ispirata, incide poco su un’autentica ricerca vitale. Ho citato solo due aspetti di un marasma farraginoso che induce a ritenere che l’uomo è come ora la società tende a renderlo e non vi sono per esso altre strade più stimolanti. Pochi intuiscono germogli di viva novità e non di rado in modo ancora parziale e variamente distorcente. Anche chi vorrebbe contribuire ad una civis rinnovata con le mere tecniche alternative che propone non fa che confermare gli assunti della società che pure vorrebbe cambiare.

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10/03/2021
1104/2021
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