Politica

di Fabio Annovazzi

INSEGNAMO AI GIOVANI CHE LA POLITICA E’ LA PIU’ ALTA FORMA DI CARITA’.

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Si sta avvicinando la dati delle Elezioni Amministrative di ottobre. Un dato allarmante è subito balzato all’occhio dei giornalisti più acuti: il crollo delle candidature in molte parti d’Italia. In alcune zone dello stivale si è arrivato al 40% di aspiranti consiglio in meno, con un conseguente forte ridimensionamento di tante liste, civiche e non. Ero stato facile profeta tempo fa nel predire un evidente e spaventoso disimpegno a livello politico, specie nelle fasce giovanili della popolazione. Ora sto a quanto scrivono numerosi organi di stampa questo mio timore reverenziale, che avevo notato nel mio piccolo, è divenuto amara realtà. In tanti paesi sotto i 5000 abitanti nessuno vuole più fare il sindaco, per trovare consiglieri comunali capaci occorre la proverbiale pazienza di Giobbe e comunque non sempre si trovano, tant’è che si è costretti a pescare tra le vecchie leve per rimpolpare le liste. Tutto Italia questo sfacelo ha molteplici cause, non ultimo i disastri causa da un anti politica militante che ha trovato spazio persino in parlamento, con danni peggiori poi di tangentopoli. Monopattini, banchi a rotelle e amenità varie, sono la dimostrazione evidente che non ci si inventa pubblici dall’oggi al domani con dei semplici slogan o con delle frasi fatte. Senza una adeguata formazione embrionale tra i banchi di un qualsiasi consiglio comunale, uniti a indispensabili capacità umane e competenze tecniche, si finisce per fare errori pacchiani. Soprattutto in certe stanze dei bottoni, dove si prendono decisioni importanti, i dilettanti allo sbaraglio non sono affatto opportuni e creare disastri. Tutto ciò deve far riflettere su come occorra formarsi politicamente nel proprio ambito locale prima di effettuare voli pindarici verso le più alte cariche istituzionali. Si comincia sempre scalando una vetta semplice e facile prima di arrivare sulle Alpi. Queste cattive prove recenti però dovrebbero essere da stimolo nel cercare di migliorare la navigazione della barca politica italiana, non un ulteriore pretesto per abbandonarla.Noto a malincuore che la moda vigente, molto in auge tra le classi popolari, prevede una continua, reiterata e prevenuta critica verso tutti i politici, di qualsiasi colore e specie essi siano. Ma è uno sbaglio madornale ed è in parte anche troppo comodo. Lo scaricabarile è un malvezzo italiano che andrebbe sradicato velocemente. Un adagio popolare dice che chi non vuol lavorare mangi, ecco dovrebbe essere così anche a livello amministrativo. Chi non vuole impegnarsi, disertando persino le urne, eviti giudizi sommari, perché le conseguenze poi sono catastrofiche. Vedi ci limitiamo a gettare nella mente delle nuove generazioni semi di critica e basta raccogliamo tempesta solista. Il lassismo che gustiamo per meno tra i giovani è quindi l’inevitabile conseguenza di questa cultura del disprezzo della politica a priori. Tutte queste sementi tossiche fanno poi scemare la voglia di impegnarsi anche per la propria realtà locale, per il proprio paese, ci si ferma ad un generico amore per la Patria quando gioca la nazionale e poco più. Vige una chiusura ermetica in se stessi alimentata senza dubbio dalle torbide acque da cui è stata alimentata la fonte. bisogna capire che è urgente ripartire da una solida base valoriale da tramandare alle future generazioni, riscoprendo quell’amor patrio tanto prezioso nella cosa pubblica. Occorre tornare a vedere la politica come la più alta forma di carità, per dirla alla Paolo VI, e non come il covo della banda Bassotti. E questo sia in ambito di chi scende nell’agone amministrativo, sia dal punto di vista degli elettori stessi. Quanto odio a cui si percepisce, quante frasi fatte per cui un politico deve essere per forza assolutamente un ladro. Chi l’ha detto? Dove sta scritto? Sino a prova contraria sono solo stupide e dannose illazioni che fanno malissimo al bene comune, e comunque per un albero che sicuramente cade ce ne sono 99 che rimangono saldamente in piedi. Essendo da tanti anni consigliere comunale, con una parentesi anche da vice-sindaco, ho avuto a che fare con numerose critiche e calunnie, a volte davvero fastidiose. Quando una persona ti si rivolge per partito preso con fare borioso e da saputello, senza nemmeno il minimo rispetto umano, senza una minima idea propositiva, andrebbe preso letteralmente a calci nel sedere seduta stante. Solo la proverbiale sopportazione delle persone moleste mi ha fatto desistere da ciò, ma è stata dura. Sull’altro versante hai a che fare con un nugolo di persone che appena si accorgono che rivesti una carica pubblica importante si trasformano in leccapiedi incalliti ed indefessi. Ovviamente per trarne vantaggio a livello personale, pronti a pugnalarti appena la “fortuna” elettorale ti volta le spalle. Opportunisti e prevenuti a subordinato, un bel mix esplosivo da disinnescare alla svelta se non si vuol dare un grandissimo cattivo esempio alla gioventù. Continuando su questa comoda, ma sbagliata, strada il risultato sarà il disimpegno che a malincuore già osserviamo in questa tornata elettorale. E’ proprio per questo binomio errato o ora citato che è sempre più difficile trovare gente giovane scendere a scendere in campo per amministrare città e paesi, ne sono più che convincere. Occorre una radicale svolta, e alla svelta anche. Ci sono anche alcune lodevoli eccezioni per fortuna, esempi da porre all’attenzione. Là, in quelle rare oasi, dove vedo giovani vogliosi di darsi da fare si respira davvero un aria nuova. Sono sempre gli stessi magari che vedi impegnati encomiabilmente anche in ambito sociale, non solo quello della pubblica amministrazione, ma la loro intraprendenza fa un bene immenso alla collettività. Solo da queste solide basi si può intravedere un futuro certo e paesi fiorenti. A questi giovani andrebbero aperte praterie e non…burocrazie, come spesso erroneamente fanno tanti. Un conto è metterli in guardia dai pericoli e dare loro dei buoni consigli, un altro e mozzargli le ali scoraggiandoli, come fanno taluni uccellacci del malaugurio. Assomigliano a dei fiori nel deserto questi ragazzi nei cui occhi leggi la voglia di fare qualcosa di utile e propositivo per il proprio territorio. Teniamoceli stretti, perché sono una specie in via di estinzione di questi tempi. Portiamoli come fulgido esempio da mettere in evidenza, e facciamolo pure (che non guasta) con grande enfasi. Perché per il resto, e nella stragrande maggioranza dei casi, è il disinteresse a farla da padrone. Si potrebbe provare a fare Suona una salutare sveglia ai tanti che si limitano a stare alla finestra, ma credo servirebbe a gran poco. Forse solo con l’esempio e l’empatia tra coetanei si può cambiare, a patto che queste luci non siano nascoste sotto il moggio. L’Italia è affamata di idee nuove, di gente che si voglia dare da fare, soprattutto tra le nuove generazioni. Se questo ricambio viene meno sono dolori. occorrere un vento fresco e giovane per fare riassaporare una brezza di novità alla italica società. Sarò forse prevenuto (e di parte) ma noto che i ragazzi che hanno una fede autentica e profonda sono in prima fila dappertutto, sono i più tenaci e non si arrendono alle prime difficoltà. Non hanno vergogna di metterci la faccia, con fatica e sudore della fronte lottano contro le avversità, ancorati a quei valori non negoziabili di ratzingherina memoria. Se li si sa coltivare, spronandoli negli inevitabili momenti cupi, porteranno copiosi frutti e saranno in grado di costruire un futuro veramente all’altezza del nostro glorioso passato. Spesso tra adulti ci si lascia dominare dal pessimismo, dalla voglia di imboscarsi, dando per persa una battaglia che a mio modo di vedere è invece tutta da combattere sul campo. Dico a te giovane che non vuoi arrenderti a un futuro cupo: ti daranno del pazzo dicendoti che combatti contro i mulini a vento, che la sconfitta certa è lì dietro l’angolo. Falso! Non demordere, non lasciarti lusingare dai cultori della morte! Io, e tanti altri, siamo con te. Sono fermamente convinto che ogni angolo d’Italia ha ancora le carte in regola per riprendersi se tieni duro. Lascia perdere i pusillanimi, i traditori della Patria e chi si arrende già prima di combattere. Col tuo ausilio ricostruiremo davvero una nazione più a misura d’uomo. Avanti nella buona battaglia.

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03/09/2021
2209/2021
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