Chiesa

di Raffaele Dicembrino

Papa Francesco all’Angelus: “Il cuore guarisce ascoltando”

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

All’ Angelus recitato dalla finestra del Palazzo Apostolico, Nella prima domenica di settembre, il Papa evoca il brano del Vangelo di Marco riguardante la guarigione del sordomuto per sottolineare l’Importanza del silenzio e dell’ascolto. Il racconto evidenzia l’esigenza di una duplice guarigione: quella dalla malattia e dalla sofferenza fisica e la seconda, quella affrontata oggi da Francesco, del cuore.

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Il Vangelo della Liturgia di oggi presenta Gesù che opera la guarigione di una persona sordomuta. Nel racconto colpisce il modo con cui il Signore compie questo segno prodigioso. E lo fa così: prende in disparte il sordomuto, gli pone le dita negli orecchi e con la saliva gli tocca la lingua, quindi verso guarda il cielo, sospira e dice: « Effatà », cioè «Apriti!» (cfr Mc 7,33-34). In altre guarigioni, per infermità altrettanto gravi, come la paralisi o la lebbra, Gesù non compie tanti gesti. Perché ora fa tutto questo, nonostante gli abbiano chiesto solo di imporre la mano al malato (cfr v. 32)? Perché fa questi gesti?Forse perché la condizione di quella persona ha una particolare valenza simbolica. Essere sordomuti è una malattia, ma è anche un simbolo. E questo simbolo ha qualcosa da dire a tutti noi. Di che cosa si tratta? Si tratta della sorte . Quell’uomo non parlare a parlare perché non poteva sentire. Gesù, infatti, per risanare la causa del suo malessere, gli pone anzitutto le dita negli orecchi, poi alla bocca, ma prima negli orecchi.

Tutti abbiamo gli orecchi, ma tante volte non riusciamo ad ascoltare. Perché? Fratelli e sorelle, c’è infatti una sordità interiore, che oggi possiamo chiedere a Gesù di toccare e risanare. E quella sordità interiore è peggiore di quella fisica, perché è la sordità del cuore . Presi dalla fretta, da mille cose da dire e da fare, non troviamo il tempo per fermarci ad ascoltare chi ci parla. Rischiamo di diventare impermeabili a tutto e di non dare spazio a chi ha bisogno di ascolto: penso ai figli, ai giovani, agli anziani, a molti che non hanno tanto bisogno di parole e di prediche, ma di ascolto. Chiediamoci: come va il mio ascolto?Mi lascio toccare dalla vita della gente, so dedicare tempo a chi mi sta vicino per ascoltare? Questo è per tutti noi, ma in modo speciale per i preti, per i sacerdoti. Il sacerdote deve ascoltare la gente, non andare di fretta, ascoltare…, e vedere come può aiutare, ma dopo avere sentito. E tutti noi: prima ascoltare, poi rispondere. Pensiamo alla vita in famiglia: quante volte si parla senza prima ascoltare, ripetendo i propri ritornelli sempre uguali! Incapaci di ascolto, diciamo sempre le solite cose, o non lasciamo che l’altro finisca di parlare, di esprimersi, e noi lo interrompiamo.La rinascita di un dialogo, spesso, passa non dalle parole, ma dal silenzio, dal non impuntarsi, dal ricominciare con pazienza ad ascoltare l’altro, ascoltare le sue fatiche, quello che porta dentro. La guarigione del cuore comincia dall’ascolto. Ascoltare. E questa risona il cuore. “Ma padre, c’è gente noiosa che dice sempre le stesse cose…”. Ascoltali. E poi, quando finiranno di parlare, di’ la tua parola, ma ascolta tutto. La guarigione del cuore comincia dall’ascolto. Ascoltare. E questa risona il cuore. “Ma padre, c’è gente noiosa che dice sempre le stesse cose…”. Ascoltali. E poi, quando finiranno di parlare, di’ la tua parola, ma ascolta tutto.La guarigione del cuore comincia dall’ascolto. Ascoltare. E questa risona il cuore. “Ma padre, c’è gente noiosa che dice sempre le stesse cose…”. Ascoltali. E poi, quando finiranno di parlare, di’ la tua parola, ma ascolta tutto.

E lo stesso vale con il Signore. Facciamo bene a inondarlo di richieste, ma faremmo meglio a porci anzitutto in suo ascolto. Gesù lo chiede. Nel Vangelo, quando gli domandano qual è il primo comandamento, risponde: « Ascolta , Israele». Poi aggiunge il primo comandamento: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore […] e il prossimo come te stesso» ( Mc 12,28-31). Ma anzitutto: “ Ascolta, Israele”. Ascolta, tu. Ci ricordiamo di metterci in ascolto del Signore? Siamo cristiani ma magari, tra le migliaia di parole che sentiamo ogni giorno, non troviamo qualche secondo per far risuonare in noi poche parole del Vangelo.Gesù è la Parola: se non ci fermiamo ad ascoltarlo, passa oltre. Se noi non ci fermiamo per ascoltare Gesù, passa oltre. Sant’Agostino diceva: “Ho paura del Signore quando passa”. E la paura era di lasciarlo passare senza ascoltarlo. Ma se dedichiamo tempo al Vangelo, troveremo un segreto per la nostra salute spirituale. Ecco la medicina: ogni giorno un po’ di silenzio e di ascolto, qualche parola inutile in meno e qualche parola di Dio in più. Sempre con il Vangelo in tasca, che aiuta tanto. Sentiamo rivolta a noi oggi, come nel giorno del Battesimo, quella parola di Gesù: “ Effatà , apri”! Aprite le orecchie. Gesù, desideroso di aprirmi alla tua Parola;Gesù, aprirmi al tuo ascolto; Gesù, guarisci il mio cuore dalla chiusura, guarisci il mio cuore dalla fretta, guarisci il mio cuore dall’impazienza.

La Vergine Maria, aperta all’ascolto della Parola, che in lei si fece carne, ci aiuti ogni giorno ad ascoltare suo Figlio nel Vangelo ei nostri fratelli e sorelle con cuore docile, con cuore paziente e con cuore attento.

Poi il Papa ha aggiunto; Ieri, a Catamarca (Argentina), è stato beatificato Mamerto Esquiú, Frate Minore e Vescovo di Cordoba. Alla fine un Beato argentino! Fu zelante annunciatore della Parola di Dio, per l’edificazione della comunità ecclesiale e anche di quella civile. Il suo esempio ci aiuti ad unire sempre la preghiera e l’apostolato, ea servire la pace e la fraternità. Un applauso al nuovo Beato!

In questi momenti concitati che vedono gli afghani cercare, prego per i più vulnerabili tra loro. Prego che molti paesi accolgano e proteggano quanti cercano una nuova vita. Prego anche per gli sfollati interni, affinché abbiano l’assistenza e la protezione necessarie. Possano i giovani afghani ricevere l’istruzione, bene essenziale per lo sviluppo umano. E possono tutti gli afghani, sia in patria, sia in transito, sia nei Paesi di accoglienza, vivere con dignità, in pace e fraternità coi loro vicini.

Assicuro la mia preghiera per le popolazioni degli Stati Uniti d’America colpite nei giorni scorsi da un forte uragano. Il Signore accolga le anime dei funti e sostenga quanti soffrono per questa calamità.

Nei prossimi giorni ricorre il capodanno ebraico, Rosh Hashanah . E poi le due feste di Yom Kippur e Sukkot . Rivolgo di cuore il mio augurio a tutti i fratelli e le sorelle di religione ebraica: il nuovo anno sia ricco di frutti di pace e di bene per quanti camminano fedelmente nella Legge del Signore.

Domenica prossima mi recherò a Budapest per la conclusione del Congresso Eucaristico Internazionale. Il mio pellegrinaggio proseguirà , dopo la Messa, per alcuni giorni in Slovacchia, e si concluderà il mercoledì successivo con la grande celebrazione popolare della Vergine Addolorata, Patrona di quel Paese. Saranno così giorni segnati dall’ adorazione e dalla preghiera nel cuore dell’Europa. Mentre saluto affettuosamente coloro che hanno preparato questo Viaggio – e vi ringrazio –, e quanti mi attendono e che io stesso desidero di cuore incontrare, chiedo a tutti di accompagnarmi con la preghiera, e affido le visite che compirò all’intercessione di tanti eroici confessori della fede, i quali testimoniano in quei luoghi il Vangelo tra ostilità e persecuzioni. Essi aiutino l’Europa a testimoniare anche oggi, non tanto a parole, ma soprattutto con i fatti, con opere di misericordia e di accoglienza, il buon annuncio del Signore che ci ama e ci salva. Grazie!

E ora rivolgo il mio saluto a voi, cari romani e pellegrini! In particolare, porgo i miei auguri alla Legione di Maria, che festeggia i suoi cento anni: Dio vi benedica e la Vergine vi custodisca! Saluto i giovani dell’Opera della Chiesa, i ragazzi di Faenza e quelli di Castenedolo che hanno ricevuto la Cresima e la Prima Comunione, il gruppo di Arta Terme ei fedeli polacchi e lituani accompagnati dagli amici abruzzesi.

Oggi ricorre la memoria di Santa Teresa di Calcutta, per tutti Madre Teresa. Un bell’applauso! Rivolgo il mio saluto a tutte le Missionarie della Carità, impegnato in tutto il mondo in un servizio spesso eroico, penso in modo particolare alle suore del “Dono di Maria”, qui in Vaticano.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

05/09/2021
0712/2022
Sant'Ambrogio vescovo

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Chiesa

Papa: Serve un’economia del bene comune

Nell’udienza ai partecipanti al 27.mo congresso mondiale dell’Unione internazionale cristiana di dirigenti d’azienda in corso a Roma, Francesco invita al Patto per migliorare il sistema economico globale”

Leggi tutto

Storie

Accordo sulle nomine dei Vescovi cattolici cinesi

La cosiddetta “sinizzazione” della Chiesa cattolica in Cina, ossia l’adattamento delle forme della vita ecclesiale al contesto culturale e sociale cinese, in se stessa «non è un problema». L’importante è che in tale adattamento vengano custodite le «cose essenziali» che connotano la natura propria della Chiesa, e che «sono poche». Lo afferma con determinazione il Vescovo spagnolo Juan Ignacio Arrieta, Segretario del Dicastero per i testi legislativi,

Leggi tutto

Chiesa

Quer pasticciaccio brutto de li castighi divini

Nelle parole del saggio Benedetto c’è calore umano, c’è il mistero del dolore innocente associato, in maniera altrettanto misteriosa, alla Croce di Cristo. Su tutto regna la fiducia nella costitutiva bontà di Dio, un Padre buono che ama i propri figli. Una sola cosa non c’è nella risposta di papa Benedetto: un sistema di risposte a tutto, una FAQ teologica a misura della ragione umana. Ci sono invece appelli alla meditazione, inviti alla preghiera. Pregare, ce lo dice l’etimologia, implica il riconoscimento della propria precarietà: è un’esortazione ad affidarsi, atto antipelagiano per eccellenza.

Leggi tutto

Politica

A Torino si lava il cervello alla P.A.

L’unica cosa sulla quale concordo con l’assessore ArciGay Giusta è il fatto che il tema del linguaggio non sia una questione di puntiglio. Per i motivi esattamente opposti ai suoi. Il linguaggio esprime sempre una struttura di valori e costumi che si porta dietro e più in generale potremmo dire davvero che veicola una visione antropologia precisa. Ogni lingua ha una storia, ogni lingua è espressione della cultura di un popolo. Ed è per questo motivo che oggi più che mai è necessario puntigliosamente tornare a ridare alla parole il loro originario e reale significato. Altrimenti si rischia solo di violentare non solo un linguaggio, ma evidentemente l’insieme dei valori e storie che esso (il linguaggio) si porta con sé e veicola. Un linguaggio che forzosamente livella le differenze non solo violenta l’uso delle parole, ma soprattutto appiattisce a ribasso la bellezza variegata della realtà.

Leggi tutto

Società

Aumentano le conversioni a Gesù dall’islamismo

A margine delle immani ondate migratorie della nostra epoca si registra una sensibile crescita delle conversioni al cristianesimo. Quasi sempre si tratta di islamici e molto spesso a viverle sono quanti hanno da poco affrontato il grande viaggio dei migranti africani verso l’Europa. Frattanto l’Occidente secolarizzato cerca di mandare in soffitta le sue radici cristiane.

Leggi tutto

Chiesa

Laos: misure del governo a protezione dei cristiani vessati e maltrattati nel Paese

In Laos il governo di Vientiane ha adottato provvedimenti per proteggere i cristiani dalle continue discriminazioni subite

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2022 La Croce Quotidiano