Politica

di

Aborto, ora la rivoluzione è possibile

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

A Malta non si può abortire. Neanche a San Marino e nella Città del Vaticano. Pochissimi sono gli aborti consentiti in Polonia, come anche in Messico, buona parte del Sud America, quasi tutta l’Africa e nella porzione di Asia che va da Israele fino al Pakistan. La nostra generazione non vedrà cancellato dal mondo intero questo crimine contro il più debole tra i deboli, il bambino nel ventre materno. Vedremo però l’alba di questo tempo nuovo che rispetterà la vita riconoscendola come intangibile, lotteremo per questo e consegneremo ai nostri figli il testimone affinché portino a compimento la battaglia. Quel che è avvenuto in Texas grazie al governatore Abbott che ha promulgato l’Heartbeat Act impedendo la soppressione di qualsiasi vita umana di cui si avverta il battito cardiaco, sta avviando una vera e propria rivoluzione negli Stati Uniti, con tutti gli Stati della Bible Belt pronti a seguire l’indicazione texana. Il progetto politico di un mondo senza più aborto è possibile, va perseguito ponendo il tema come elemento centrale di una piattaforma, irrinunciabile nelle eventuali intese con soggetti diversi. La vita può essere davvero difesa fin dal suo concepimento, non è un capriccio, è un programma rivoluzionario. Attuabile e talvolta attuato, finalmente.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

07/09/2021
2209/2021
Ss. Maurizio e compagni

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Tag associati

Articoli correlati

Chiesa

Bagnasco e l’impegno dei cattolici

La prolusione del Cardinale Angelo Bagnasco al Consiglio permanente della Cei è stata di impressionante nettezza. Il richiamo alla «famiglia come baricentro esistenziale da preservare» è stato condito da una serie di affermazioni che tracciano la strada all’impegno dei cattolici italiani

Leggi tutto

Società

Tutto quello che non sapete sulla pillola dei 5 giorni dopo

Una donna che faccia uso prolungato della pillola estroprogestinica deve aspettarsi di abortire, statisticamente, almeno una volta ogni dieci anni. Il campione di utenti attualmente rilevato, quanto alla pillola “d’emergenza” dei 5 giorni dopo, è di sole 35 donne. Le donne che fanno ricorso alla contraccezione d’emergenza intesa come pillola del giorno dopo, assumono una dose ormonale pari a 400 vecchie pillole

Leggi tutto

Società

Mary Gatter vuole “una Lamborghini”

Così ha detto ridendo l’alta funzionaria di Planned Parenthood nel nuovo video pubblicato ieri dal Center for Medical Progress: si parla di veri e propri “compensi”, non di “rimborsi spesa”; ma «ne deve valere la pena». Planned Parenthood è nel caos per gli affondi ricevuti in quello che si annuncia come un temibile “abortionleaks”: ieri sera è stata diramata una lista di nomi di “anti-choice”, una vera e propria lista di proscrizione. Ora la Richards e i suoi collaboratori accusano gli altri di mentire, laddove gli altri semplicemente pubblicano le dichiarazioni pubbliche dei primi mettendole a confronto con quelle private

Leggi tutto

Politica

Il Reddito di maternità è contro l’aborto

È stato pubblicato il report ufficiale Istat sull’applicazione della legge 194, rilanciato in un documento a firma del ministro Grillo. Dell’aborto è ormai politicamente impossibile parlare, ma la proposta legislativa d’iniziativa popolare del Popolo della Famiglia – l’istituzione del Reddito di maternità – potrebbe avere un effetto realmente disincentivamente rispetto al ricorso all’aborto.

Leggi tutto

Politica

L’Argentina e l’aborto

Sembra provvidenziale questa retiterata volontà del Presidente argentino Macri di impedire la legalizzazione dell’aborto nel Paese sudamericano. Infatti, negli stessi giorni in cui il Capo di Gabinetto del Presidente della Repubblica Marcos Peña dichiara ufficialmente che, la depenalizzazione dell’omicidio del concepito nel grembo materno, «non è nei programmi» del Governo (cfr. Marcos Peña: “No está en agenda avanzar” con la legalización del aborto, “La Nación”, 22 de noviembre de 2016), il Nobel per la Letteratura Daniel Mantovani (“El ciudadano ilustre”), descrive un Paese alla ricerca delle proprie «radici europee» e «di una forte e coesiva identità nazionale» (cit. in L’Argentina, un Nobel in ritardo e la ricerca dell’identità nazionale, “Il Corriere della Sera”, 23 novembre 2016, p. 41). E quali possono essere queste “radici europee” se non quelle dell’umanesimo cristiano? Nella vigente Costituzione argentina del resto il Parlamento è chiamato fra l’altro a «dettare un regime di sicurezza sociale speciale» per il bambino anche «durante la gravidanza» (art. 75, co. 23). Per l’ordinamento nazionale appunto l’aborto è ammesso solo in caso di pericolo di vita, stupro o grave pregiudizio per la salute fisica della donna.

Leggi tutto

Società

I bambini sono grumi di cellule

.....questo discredito complessivo nei confronti di chi, con dolcezza e infinito tempo, porge orecchio e cuore a chi soffre o a chi si trova a dover scegliere che strada intraprendere, è assurdo e del tutto scorretto dal punto di vista dell’onestà intellettuale che ognuno di noi dovrebbe utilizzare quando si tratta di argomenti così delicati. E cosa significa, poi, affermare che coloro che soffrono sono state assistite male e sicuramente giudicate da chi possiede tabù socio-religiosi? Significa che tutte le donne che non soffrono hanno trovato chi ha detto loro che fanno bene a non soffrire, il che non è assistenza a un soggetto, ma è meramente un avvalorare un concetto aberrante: «Tu non sei capace di affrontare questo problema (la gravidanza), per cui ti aiutiamo noi che siamo molto più bravi», è un’accondiscendenza paternalistica, oserei dire patriarcale. Sì, uso questo termine chiave perché sono molte le donne femministe che oggi lo affermano chiaramente: aiutare la donna ad abortire, quand’ella lo farebbe solo per paura, è patriarcale. Assumersi l’onore di essere le salvatrici della donna, garantendo che solo grazie al loro intervento la donna risolverà tutti i problemi, è patriarcale. Regalare la pillola del giorno dopo a una minorenne di nascosto ai genitori, è patriarcale. Proprio ciò che la dottoressa XXX e le sue seguaci affermano di contrastare.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2021 La Croce Quotidiano