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Il referendum truffa di Marco Cappato

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Il bombardamento mediatico è partito, giornali e telegiornali realizzano servizi di propaganda a senso unico per pubblicizzare l’iniziativa referendaria di Marco Cappato “per l’eutanasia legale”, sostenuta da Fedez e da tutti i soliti personaggi alla moda già incontrati nel conflitto sul ddl Zan. Non si alza neanche una timida voce contraria, se non quella del Popolo della Famiglia, che essendo censurata dai media non ha neanche un millesimo della potenza di fuoco garantita a Cappato e compagnia. Ma, attenti: quando vi invitano a firmare il referendum “per l’eutanasia legale” vi stanno semplicemente coinvolgendo in una grande truffa che vi provocherà enormi danni. Non firmate, sostenete piuttosto i banchetti del Popolo della Famiglia che sta raccogliendo le sottoscrizioni per rappresentare alle elezioni la posizione opposta. Per almeno 5 evidentissimi motivi che sono questi.

1 - TUTTA UNA BALLA. Vi raccontano che firmate il referendum “per l’eutanasia legale”. È tutta una balla. Per arrivare all’eutanasia serve una legge e in Italia le leggi non possono essere proposte per referendum, che per la nostra Costituzione possono essere solo abrogativi. È evidente che nessun referendum, quindi, può far spuntare dal nulla una legge, meno che mai su una materia delicata come la vita e la morte delle persone. Le vostre firme servono solo ad arricchire il database dei contatti dei proponenti, che vi massacreranno poi con continue telefonate ed email per farvi iscrivere all’associazione o sostenere (con denaro) questa o quella battaglia.

2 - È IRRICEVIBILE. I proponenti, che sanno benissimo che in Italia il referendum può essere solo abrogativo, vi fanno firmare facendovi credere che così otterrete “l’eutanasia legale” ma in realtà voi firmate per cancellare alcune parole dell’articolo 579 del codice penale, sull’omicidio del consenziente. L’imbroglio sta nel cancellare le parole che riguardano la pena (da sei a quindici anni di carcere) pensando così di ottenere una depenalizzazione del reato. In realtà si aprirebbe una gigantesca “vacatio legis”: il consenziente (a questo punto chiunque, senza vincoli di natura sanitaria) potrebbe essere ucciso anche con una pistolettata in testa, senza conseguenze penali. Ovviamente questo far west non è immaginabile e il testo del quesito sarà certamente giudicato irricevibile dalla Corte costituzionale (salvo impazzimenti giurisprudenzialmente impensabili).

3 - APRE AL FAR WEST. Ove mai la Corte costituzionale impazzisse e giudicasse ricevibile il quesito referendario, si andrebbe verso il far west. L’eventuale approvazione del referendum nelle urne renderebbe legittimo e privo di conseguenze penali qualsiasi omicidio, operato in qualsiasi forma, di qualsiasi individuo consenziente anche privo di qualsiasi “giustificazione” medica (resterebbero solo le eccezioni dei minori, degli infermi di mente e di coloro il cui consenso fosse estorto con violenza).

4 - ATTENTI AI CAVALLI DI TROIA. L’ordinamento giuridico italiano, nella sua organicità, è fondato sul principio della indisponibilità del bene della vita umana: nessuno può sopprimerla, per nessuna ragione, in nessun modo. I proponenti referendari vogliono aprire un vulnus in questa organicità, vogliono usare biecamente vicende di sofferenza estrema come cavalli di Troia per distruggere il principio dell’indisponibilità della vita. Che una volta attaccato non può essere ricostituito. Tutte le (pochissime) nazioni che riconoscono nel proprio ordinamento l’eutanasia legale vedono crescere esponenzialmente i casi in cui vi si ricorre. Esplodono forse ogni anno i casi di malati incurabili costretti a una vita insopportabilmente dolorosa? No, semplicemente si ampliano i criteri che permettono di sopprimere gli individui. Perché uccidere costa infinitamente meno che curare.

5 - SOLO UNA QUESTIONE DI SOLDI. I proponenti del referendum “sull’eutanasia legale” vi vendono l’accesso a un “nuovo diritto”. In realtà sanno bene che la ragione per cui solo 6 nazioni su 207 consentono l’eutanasia è perché essa è un retaggio nazista. Fu attuata per la prima volta negli Anni Trenta da Adolf Hitler con la cosiddetta Aktion T4, l’eliminazione degli improduttivi. Fu accompagnata da una campagna mediatica “pietosa” su singoli casi con modalità assolutamente simili a quella attuale, ma in realtà puntava a eliminare i soggetti improduttivi la cui cura costava troppo al Terzo Reich. Anche oggi, è solo una questione di soldi. Con in più l’imbroglio di raccontarti la scelta suicidiaria come autodeterminata e non, come sarà in verità, determinata da un contesto che progressivamente farà sentire i malati improduttivi come un peso per famiglia e società. E a soggetti già così fragili basterà un nonnulla per far scegliere il burrone, solidarizzare e sostenere una scelta di vita costa molto di più. Attenti: oggi siete tra i produttivi. Domani sarete voi anziani, malati, sofferenti, feriti, gravemente disabili: la nostra società fino ad oggi ha offerto a questi deboli un surplus di attenzione, spesso grazie allo sforzo della famiglia. Davvero volete un domani in cui la vostra vecchiaia o debolezza o infermità sia vista come un peso da eliminare magari utilizzando a caso la parola “dignità”?

Se trovi convincenti uno o più di questi cinque motivi non firmare assolutamente il referendum “per l’eutanasia legale” e sostieni piuttosto lo sforzo per la vita del Popolo della Famiglia.

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07/09/2021
2605/2022
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