Storie

di Rachele Sagramoso

Carissima Greta

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Carissima Greta, sono una mamma qualunque.

Ti scrivo per tutta una serie di motivi, tra i quali, per primo, quello di dimostrarti che, se tu fossi stata abortita, non esisteresti. Ti hanno fatto diventare un’icona e questo, perdonami, ma non mi dà pace. Tu dovresti essere lasciata fare la ragazzina come fa mia figlia Anna o come ha fatto mia figlia Rebecca fino a poco tempo fa (adesso frequenta l’Università ed è oramai una giovane donna con la testa sulle spalle). Invece i tuoi genitori ti hanno rimpinzato delle loro opinioni (cosa che è loro diritto fare, ben inteso) e poi ti hanno dato in pasto al pubblico (cosa che non è, al contrario, granché corretta): in realtà, quindi, tu sei stata uno strumento.

Siccome sei stranetta come tutti gli adolescenti (la mia figlia grande ebbe la fase dark, la mia seconda ha la fase animalier e piume, e io – ai miei tempi – ero una hippies con tanto di fiori, sandali, trecce e riga nera sugli occhi) e i tuoi genitori volevano diffondere il loro pensiero al mondo, non hanno preso e pubblicato un libro vergato dalla loro firma, ma hanno usato il tuo volto e la tua proverbiale cocciutaggine postpuberale.

Io adoro gli adolescenti: annoiati, anticonformisti, contestatori, capricciosi, indolenti… ma così pieni di voglia di vivere da spaccare il cuore! E poi la freschezza mentale, il diritto alla verità, la cocciutaggine spirituale! Che magnificenza! Che ricchezza! Io vado d’accordo con chi termina l’infanzia e deve giungere all’età adulta (non gli/le do più di quattro anni per maturare, però: mi rendo conto di essere un tantinello perfida) perché mi consente di tirar fuori la personalità personale – perdona il giuoco di parole – di ognuno: ogni tanto una potatina qua e là (discussioni, litigate “a cappello in terra”, limiti durissimi) hanno il potere di far fiorire magnifiche piante che poi ringraziano della durezza ricevuta. Certo, so essere comprensiva e molto aperta all’affrontare tanti argomenti, ma in pedagogia è fondamentale dare l’esempio ed essere irremovibili. Certo, io so di commettere errori madornali e sono sempre pronta a chiedere scusa: quello che però è fondamentale con voi giovani è trasmettervi il messaggio che siete preziosi e degni di fiducia (questa però si perde e si deve riconquistare, non è un diritto).

Ecco, Greta, io credo che a te sia mancato un po’ questo: l’essere lasciata essere ciò che sei (saresti stata), senza farti invischiare in faccende troppo grandi fuori di te. Se i tuoi genitori ti avessero voluto dare spazio, ti avrebbero dovuto dire che l’ambiente va protetto perché Dio ce l’ha donato perché ne avessimo cura: ogni piccola pianta e piccolo animaletto è un dono enorme per noi, per il genere umano che, obiettivamente, non si è spesso comportato benissimo, con il Creato. Tutto quello che c’è di preziosissimo su questo pianeta, è stato spesso vittima di sopruso e abuso. Pensiamo alle grandi foreste, abbattute per le piantagioni di droga (che l’ideologia della legalizzazione vorrebbe ampliare), per quelle di cibo vegetale (e qui c’è l’ideologia alimentare della quale, lo racconto spesso, sono stata vittima anche io), per aumentare gli allevamenti intensivi (che privano spesso gli animali del benessere al quale noi umani dobbiamo rispetto)… E che dire della sofferenza imposta alle bestie per sfruttarne scioccamente le pellicce? Non c’è certo bisogno che io denunci a te l’orribile vivisezione anche per la cosmesi più voluttuaria… Insomma: ciò di cui avremmo dovuto prenderci cura, lo abbiamo un po’ straziato e io, alla tua stessa età, ero molto attenta all’ambiente, quindi capisco il tuo punto di vista.

Tuttavia quello che tu fai, ovvero lasciare che degli adulti ti utilizzino per dire quello che loro non hanno il coraggio di dire, ti sta privando di quella spontaneità adolescenziale alla quale tengo tanto. Non è un caso che sono stata piuttosto cristallina quando ho dovuto affrontare alcuni argomenti, tra i quali l’aborto. Perché a scuola se ne parla, ma in modo leggero, quasi fosse una favoletta, e mai dalla parte del soggetto della questione: l’abortito. Chi si trova ad affrontare l’argomento, spesso è terrorizzato dal fatto che il politicamente corretto sia un dovere civile, mentre spesso è solo una bieca servitù. Con l’aborto, ho sempre spiegato a chiunque di qualsiasi età (ovviamente con parole adeguate), viene soppresso un individuo che, se lasciato vivere, diventerebbe un essere umano. La gravidanza è fisiologica, l’aborto patologizza la vita della madre che – spesso priva di libertà da chi le dice che è libera di abortire – decide d’interrompere la vita del figlio. Costui o costei, Greta, diventerebbe un neonato, un bambino, un adolescente, un adulto e un anziano. In altre parole, ogni bambino che viene eliminato, è un essere umano che potrebbe difendere il pianeta, combattere per il rispetto degli animali, portare avanti istanze politiche per i bisognosi… Insomma, ogni aborto evita che tu, Greta, abbia un seguito.

Cara Greta, sei stata privata della naturale spontaneità della tua età e solo perché sei delicata: io infatti non credo affatto che tu pensi e sia certa di ciò che affermi, capricciosa, quando ne hai la possibilità. Io sono sicura che un branco di adulti facinorosi e sfruttatori, ti abbia corrotto “tagliandoti” con discorsi pieni d’ideologia, tarpandoti le ali. Sei stata vittima di adulti che ti “imboccano” con terminologie adultescenti e prive di cultura lungimirante. Perché se la possedessero, avrebbero avuto il coraggio di assumersi la responsabilità delle loro parole, invece che usare te: e un giorno te ne accorgerai. Succede sempre così, e il tonfo è grosso.

Affermato questo io non so cosa farai da grande, se sarai donna libera di vivere una serena vita da adulta responsabile, magari moglie, forse madre, certo è che io spero per te tanta bellezza nelle “piccole cose” (piantine, animaletti e bambini). Spero, Greta, che tu possa liberarti delle sciocchezze che ti fanno dire. Cara Greta, spero che un giorno tu possa aprire un libro che si chiama Bibbia e leggere le prime parole che si trovano nel primo capitolo, che si chiama “Genesi”. Qui troverai ciò che basta, all’Uomo, per capire quanto il pianeta sia importante in tutta la bella espressività del Creato, compresi – ovviamente – i “cuccioli” d’Uomo.

Una mamma.

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07/09/2021
0310/2022
S. Maria Giuseppa Rossello

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