{if 0 != 1 AND 0 != 7 AND 0 != 8 AND 'n' == 'n'} “La tragedia della Talidomide: aspetti medici, scientifici e giuridici”

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di Antonio Ciuffreda

“La tragedia della Talidomide: aspetti medici, scientifici e giuridici”

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Il 25 settembre prossimo, al pomeriggio, ore 16,00 presso lo Stabilimento Termale Tettuccio di Montecatini, presenteremo il nostro libro riguardante tutti gli Atti del Convegno che si è svolto a Montecatini Terme il 22 Febbraio del 2020; il libro sarà intitolato: “La tragedia della Talidomide: aspetti medici, scientifici e giuridici”» e sarà edito dalla Casa editrice Art Florence Edizioni di Firenze. Siamo ancora più determinati di un anno fa, io (Antonio Ciuffreda) e Francesco Picucci, componenti dell’Associazione V.I.TA. (Vittime Italiane Talidomide); di quel Convegno, insieme all’Associazione di cui facciamo parte, in collaborazione con l’associazione La Gometa odv, fummo promotori e organizzatori.

Il tragico farmaco, somministrato negli anni “50\60” alle donne in gravidanza (per alleviare nausee e vomito), ha provocato migliaia e migliaia di aborti insieme ad un gran numero di bambini focomelici. Bastava anche solo una pasticca per interrompere la crescita del feto (che nasceva senza gambe, senza braccia o danni agli organi interni) oppure provocarne l’aborto. La legge n. 14 del 27 febbraio 2009, stabilisce che l’indennizzo di cui all’art. 2, comma 363, della Legge 24/12/2007 n.244 si intende riconosciuto per coloro che sono nati tra il 1959 e il 1965. Successivamente, la Legge 160/2016 dello Stato italiano, mera estensione della precedente normativa, ha corretto giustamente l’arco temporale precedente, quale irragionevole discriminazione, ammettendo agli indennizzi, previo giudizio sanitario, anche i nati nel 1958 e nel 1966 e “... al di fuori del periodo ivi previsto, che presentano malformazioni compatibili con la sindrome da Talidomide”. Fuori da queste annate è stato eretto un muro discriminante, negando a tutti, con paletti ostativi, l’esercizio del diritto ad essere sottoposto a giudizio sanitario sancito dalla Legge citata. Ma questo farmaco, brevettato nel 1954 dalla ditta tedesca Chemie Grünenthal, era già somministrato prima del 1958 ed è rimasto in circolazione anche dopo la revoca dei prodotti a base Talidomide avvenuta in Italia nel luglio 1962, otto mesi di ritardo rispetto agli altri Paesi. Purtroppo, anche dopo il 1966, molte scatole di questo farmaco-killer sono rimaste negli scaffali di molte farmacie, come negli armadietti di molte case italiane e condivise inconsapevolmente tra donne che, magari, volevano aiutare l’amica nell’affrontare le nausee della gravidanza. Consideriamo il contesto storico in esame, cioè il dopoguerra e contestuale rinascita “strutturale e mentale”! «È incredibile, come il Ministero voglia ignorare le vittime nate prima del 1958 e dopo il 1966. Si aggrappano a degli algoritmi, che la Legge non prevede, anche del tutto inesatti, per limitare il numero di coloro che avrebbero diritto all’indennizzo di Stato (assistenziale a base solidaristica di rango Costituzionale). Ma non ci arrenderemo, anzi, siamo più determinati che mai. Abbiamo portato all’attenzione del Ministero della Salute e del Ministro (Roberto Speranza), il nostro dramma personale, chiedendo persino le visite mediche, come dispone la Legge, per dimostrare la correlazione della nostra condizione con l’assunzione del farmaco da parte delle nostre madri, ma abbiamo sempre trovato il classico muro di gomma dello Stato, che ci ha rigettato le nostre istanze». Per la tragedia provocata a tante famiglie e a moltissimi bambini, nessuna azienda, che ha commercializzato il farmaco sotto vari nomi, è stata condannata in via giudiziaria. «Il muro più grande, secondo le nostre convinzioni, è costituito dall’atteggiamento arbitrario dei dirigenti ministeriali, che molto probabilmente hanno delle direttive dall’alto di opporre motivazioni ostative nei riguardi delle nostre richieste. Si oppongono alle nostre istanze aggrappandosi disperatamente a concetti che si fondano su labili sfumature, che appaiono illegittime di fronte alla sostanza, ben articolata e motivata, delle nostre richieste». Sono ancora molti, troppi, gli esclusi da un trattamento di indennizzo assistenziale previsto dallo Stato nel decreto 250 del 2005, che prevede una quota assistenziale a chi fosse riconosciuto come vittima della Talidomide. È completamente assurdo quello che ci rispondono, per quanto concerne le nostre approfondite competenze e conoscenze su questo argomento, maturate dopo lunghi anni di studio e analisi, insieme a dottori e scienziati; abbiamo fatto varie istanze (sempre respinte), abbiamo fatto depositare non sappiamo più quante interrogazioni parlamentari, consegnato un rapporto alla Deputata della Commissione Igiene e Sanità, abbiamo bussato a tante porte istituzionali, ma quando non c’è la volontà politica, ti trovi davanti sempre lo stesso muro di menzogna e ipocrisia. Il libro, che pubblicheremo, di eccezionale portata storica e scientifica, include testimonianze, dati non controvertibili, studi scientifici documentati, indagini mediche, relazioni e documenti da diversi paesi dell’Europa e degli Stati Uniti. Sarà una testa di ponte per scardinare le fragili difese (perché le loro motivazioni si basano sul niente) di coloro che non vogliono che la giustizia faccia il suo corso fino in fondo, affinché ci sia un trattamento equo, per tutte le vittime. È ora di avere giustizia e di averla quanto prima, abbiamo pazientato troppo: sessanta anni di oblio non possono avere mai una giustificazione.

Vorremmo ringraziare tutti i professionisti relatori che hanno partecipato lo scorso anno al Convegno di Montecatini e che ci hanno consentito di trascrivere i loro interventi; ringraziamo anche i professori universitari che con i loro scritti inseriti nel nostro libro, hanno dato un grande apporto di alto spessore culturale e morale. Vorremmo ringraziare tutte le Amministrazioni Comunali che hanno patrocinato e contribuito alla nostra iniziativa: Pescia, Pieve a Nievole, Ponte Buggianese, Massa e Cozzile, Monsummano Terme; la Regione Toscana per l’assistenza logistica, l’ANMIC di Parma, la Carrozzeria Francesco, La cooperativa sociale La Spiga di Grano, La ditta Michelotti srl, il sig. Luca Galligani, Il sindacato Falcri della Cassa di Risparmio di Pistoia e il sindacato UNISIN di Intesa Sanpaolo. Ringraziamo anche S.E. Roberto Filippini, Vescovo di Pescia, che per la nostra iniziativa ci ha scritto un messaggio di vicinanza e solidarietà. Grazie alla sinergia di tutti questi attori in campo, abbiamo potuto organizzare l’evento della presentazione del nostro libro; abbiamo sentito forte la vicinanza delle Istituzioni locali, civili e religiose e ci auspichiamo che come frutto di questo nostro lavoro di alto profilo “scientifico/storico”, possa davvero originare una svolta per il futuro, al fine di poter significativamente e degnamente rappresentare “l’alba di un nuovo giorno”.

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16/09/2021
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