Chiesa

di Raffaele Dicembrino

Papa Francesco: compito del cristiano è servire

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Vuoi primeggiare? Servi”. Vuoi essere grande? Fatti piccolo. Vuoi ricevere? Dona. Con forza, davanti alla sua Piazza che ora lo ascolta in silenzio, dopo avergli regalato una festa di applausi e un “bentornato a casa” dal recente viaggio in Ungheria e Slovacchia, il Pontefice ribadisce quel “capovolgimento” tutto cristiano, inaugurato da Gesù stesso in questo brano evangelico, con una frase lapidaria: “Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti”.

Il Vangelo della Liturgia odierna (Mc 9,30-37) narra che, lungo il cammino verso Gerusalemme, i discepoli di Gesù discutevano su chi «tra loro fosse più grande» (v. 34). Allora Gesù rivolse loro una frase forte, che vale anche per noi oggi: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti» (v. 35). Se tu vuoi essere il primo, devi andare in coda, essere l’ultimo, e servire tutti. Mediante questa frase lapidaria, il Signore inaugura un capovolgimento: rovescia i criteri che segnano che cosa conta davvero. Il valore di una persona non dipende più dal ruolo che ricopre, dal successo che ha, dal lavoro che svolge, dai soldi in banca; no, no, non dipende da quello; la grandezza e la riuscita, agli occhi di Dio, hanno un metro diverso: si misurano sul servizio. Non su quello che si ha, ma su quello che si dà. Vuoi primeggiare? Servi. Questa è la strada.

Oggi la parola “servizio” appare un po’ sbiadita, logorata dall’uso. Ma nel Vangelo ha un significato preciso e concreto. Servire non è un’espressione di cortesia: è fare come Gesù, il quale, riassumendo in poche parole la sua vita, ha detto di essere venuto «non per farsi servire, ma per servire» (Mc 10,45). Così ha detto il Signore. Dunque, se vogliamo seguire Gesù, dobbiamo percorrere la via che Lui stesso ha tracciato, la via del servizio. La nostra fedeltà al Signore dipende dalla nostra disponibilità a servire. E questo, lo sappiamo, costa, perché “sa di croce”. Ma, mentre crescono la cura e la disponibilità verso gli altri, diventiamo più liberi dentro, più simili a Gesù. Più serviamo, più avvertiamo la presenza di Dio. Soprattutto quando serviamo chi non ha da restituirci, i poveri, abbracciandone le difficoltà e i bisogni con la tenera compassione: e lì scopriamo di essere a nostra volta amati e abbracciati da Dio.

Gesù, proprio per illustrare questo, dopo aver parlato del primato del servizio, compie un gesto. Abbiamo visto che i gesti di Gesù sono più forti delle parole che usa. E qual è il gesto? Prende un bambino e lo pone in mezzo ai discepoli, al centro, nel luogo più importante (cfr v. 36). Il bambino, nel Vangelo, non simboleggia tanto l’innocenza, quanto la piccolezza. Perché i piccoli, come i bambini, dipendono dagli altri, dai grandi, hanno bisogno di ricevere. Gesù abbraccia quel bambino e dice che chi accoglie un piccolo, un bambino, accoglie Lui (cfr v. 37). Ecco anzitutto chi servire: quanti hanno bisogno di ricevere e non hanno da restituire. Servire coloro che hanno bisogno di ricevere e non hanno da restituire. Accogliendo chi è ai margini, trascurato, accogliamo Gesù, perché Egli sta lì. E in un piccolo, in un povero che serviamo riceviamo anche noi l’abbraccio tenero di Dio.

Cari fratelli e sorelle, interpellati dal Vangelo, facciamoci delle domande: io, che seguo Gesù, mi interesso a chi è più trascurato? Oppure, come i discepoli quel giorno, vado in cerca di gratificazioni personali? Intendo la vita come una competizione per farmi spazio a discapito degli altri oppure credo che primeggiare significa servire? E, concretamente: dedico tempo a qualche “piccolo”, a una persona che non ha i mezzi per contraccambiare? Mi occupo di qualcuno che non può restituirmi o solo dei miei parenti e amici? Sono domande che noi possiamo farci.

La Vergine Maria, umile serva del Signore, ci aiuti a comprendere che servire non ci fa diminuire, ma ci fa crescere. E che c’è più gioia nel dare che nel ricevere (cfr At 20,35).

Prima dei saluti finali, uno dei quali va con gioia agli slovacchi, recentemente incontrati nel suo ultimo viaggio apostolico, Francesco rivolge il suo pensiero a quanti sono stati colpiti dalle forti inondazioni in Messico specialmente ai malati morti nell’ospedale di Tula e i ai loro familiari. Prega per le persone ingiustamente trattenute nei Paesi stranieri, affinché possano presto tornare in patria. Infine le sue parole tornano alla Vergine in occasione dei 175 anni dall’apparizione al Santuario francese di La Salette:

Il mio pensiero va a quanti sono radunati al Santuario di La Salette, in Francia, nel ricordo del 175.mo anniversario dell’apparizione della Madonna che si mostrò in lacrime a due ragazzi. Le lacrime di Maria fanno pensare a quelle di Gesù su Gerusalemme e alla sua angoscia nel Getsemani: sono un riflesso del dolore di Cristo per i nostri peccati e un appello, sempre attuale, ad affidarsi alla misericordia di Dio.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

20/09/2021
0210/2022
Ss. Angeli Custodi

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Società

Comece è necessario cambiare la finanza

“Servire il bene comune in tempi di cambiamento sistemico” è il documento sull’etica nel settore finanziario pubblicato dalla Comece, la Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea

Leggi tutto

Politica

Si avvicina la festa nazionale del PDF e de La Croce quotidiano

Intervista a Mirko De Carli nell’imminenza dell’assemblea nazionale del Popolo della Famiglia e della festa nazionale de La Croce Quotidiano

Leggi tutto

Storie

Papa Francesco riceve Sergio Mattarella

Nel Palazzo Apostolico vaticano, visita di congedo del capo di Stato italiano, che a febbraio concluderà i sette anni di presidenza. Sergio #Mattarella ha incontrato il #Papa e, successivamente, il cardinale Parolin e monsignor Gallagher.

Leggi tutto

Storie

SIRIA: Il monastero di Mar Elian, devastato dai jihadisti, potrà rinascere

Il Monastero di Mar Elian, situato alla periferia della città siriana di Quaryatayn, e che nel 2016 era stato devastato e profanato dai miliziani jihadisti, potrebbe presto tornare a essere un luogo di preghiera e di pace per i cristiani siriani

Leggi tutto

Politica

Egitto: in approvazione legge sullo statuto personale dei cristiani

Il coinvolgimento delle Chiese e comunità ecclesiali presenti in Egitto nel lungo iter per la stesura di una nuova legge sullo statuto personale, era iniziato già nel 2014

Leggi tutto

Chiesa

La parabola obbligata della ragione astratta

Il razionalismo astrae, schematizza. La stessa pseudo scienza razionalista va scoprendo il proprio limite di non riuscire a stare dietro alla vita reale con le sue mille sfumature. L’impostazione razionalista orienta non a caso automaticamente verso l’omologazione, lo svuotamento, delle persone in realtà soggiogate dalla tecnica, che teleguida gli stessi potenti che credono di tenerne le redini. Tutto è formalizzato da codici pseudo scientifici che annullano un’autentica, partecipata, ricerca del vero.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2022 La Croce Quotidiano