Società

di Rachele Sagramoso

La Settimana Mondiale dell’Allattamento, ci ricorda i diritti dei bambini

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

​“L’allattamento è anche un diritto umano che deve essere rispettato, protetto e deve potersi concretizzare”:

questa la prima frase evidente che si legge, aprendo il documento ufficiale della campagna annuale per la Settimana Mondiale dell’Allattamento Materno (1-7 ottobre 2021).

Nessuno più di me è d’accordo con tale affermazione: lo stare con la propria madre, quando il suo stato di salute e quello del figlioletto lo permettono, è fisiologico. “Fisiologico” sta a significare che la biologia ha strutturato una determinata combinazione di azioni ed eventi, perché possa proseguire la specie: l’embrione è piccolo piccolo perché, essendo delicata la primissima fase di formazione, possa essere protetto dai numerosi tessuti (uterino, osseo e adiposo) di mamma; il nascituro cresce fino al momento in cui gli istinti innati (tra i quali c’è quello di suzione, per l’appunto) non lo preparano alla vita extrauterina; il neonato piange quando lasciato solo poiché inconsciamente preparato al fatto che stare-senza-mamma-significa-morire (bisogno di protezione). Tutti gli istinti innati dei neonati sono spontaneamente compatibili con quelli della mamma: le nausee del primo trimestre spesso guidano un’alimentazione di un certo genere o l’eliminazione di cattive abitudini (fumo, farmaci inutili, comportamenti pericolosi); la preoccupazione verso la propria salute durante la gravidanza fa spazio anche alla protezione verso il nascituro in grembo; il “cocktail” di ormoni che la donna secerne per il travaglio, il parto e il post-parto, compensano il dolore e fanno scattare la scintilla d’innamoramento/protezione verso il neonato; la lattogenesi blocca la mestruazione per evitare gravidanze ravvicinate. Tutta la fisiologia è preparata per far sì che la donna e il suo nascituro/neonato, siano compatibili.

Per tale motivo, la S.A.M. ci ricorda, con il motto di quest’anno “Proteggere l’allattamento, una responsabilità da condividere”, che ogni persona che affianca la madre, deve poter esprimere sostegno verso la cura ch’ella muove verso il figlio. Certo: le sciocchezze sull’allattamento si sprecano: Antonella Sagone, psicologa psicoterapeuta e IBCLC (consulente professionale per l’allattamento materno) colleziona settimanalmente baggianate enormi che vengono dette alle madri che allattano (dal “il latte materno oltre i sei mesi diventa acqua”, al “se allatti una femmina dopo l’anno, diventa lesbica”) spesso pronunciate da operatori della salute (financo pediatri e medici che dovrebbero aver studiato). Questo dimostra che c’è molto lavoro da fare ancora perché l’allattamento torni a essere un gesto normalissimo tra madre e figlio che nessuno deve mettere in discussione.

Tuttavia anche tra gli operatori che si occupano di allattamento, c’è uno “zoccolo duro” politicamente corretto, che non vuole ammettere di essere blandamente in fallo. Ad esempio? Ad esempio c’è una cospicua parte di donne che plaude il fatto che si parli di “persone che allattano” anziché di donne: tutta la sarabanda che riguarda il famoso “allattamento al petto” che ha visto una donna trans privarsi delle mammelle ma conservare l’utero per procreare (ovvero farsi venire la barba, atteggiarsi a uomo, ma conservare ciò che caratterizza la specie umana di sesso femminile) diventare la rappresentante de La Leche League del Canada, è fuori luogo e antifisiologica (oltre che patologizzante della realtà biologica femminile). Non vorrei incorrere nel rischio di risultare capziosa, ma mi piacerebbe sapere come delle donne possono sostenere e “cuoriciare” - solo per fare un altro esempio - i racconti degli uomini che si comprano bambini al mercato rionale dell’utero-in-affitto realizzando una collezione di violazioni dei diritti umani da Nobel: quel bambino (come si faccia a non capirlo, mi risulta difficile comprenderlo) è stato generato per il sollazzo di adulti (che siano uomini poco importa, per me possono anche essere donne o uomo-donna) che lo hanno acquistato per la semplice possibilità che nessuno glie lo impedisce e la scienza (la SCIENZA) lo permette.Nonostante la scienza lo permetta e i VIPs ricorrano a una pratica aberrante, NON è una bella cosa (non so scriverlo più semplicemente di così: mio figlio Francesco, 6 anni, ci è arrivato da solo).

Il Codice etico Internazionale per la Commercializzazione dei sostituti del Latte Materno, che in Italia fu recepito con il DM 82/2009, è molto chiaro per ciò che riguarda la promozione della formula lattea artificiale, ma anche le direttive emanate dalla legge Venezuelana che per prima produsse un elenco su quali fossero le azioni da ascrivere alla “Violenza Ostetrica” sono molto chiare: lo spiega bene l’avvocato Monica Boccardi in un’intervista da me realizzata. Com’è possibile essere “etici” ma non opporsi all’utero-in-affitto? Com’è possibile combattere contro le ditte produttrici di formula lattea che adottano campagne di marketing all’ultima goccia di latte, e non comprendere che dietro la bruttura del definire le mamme che allattano come “persone che allattano”, annoverando chi non si sente donna ma vuole fare la madre lottando per essere definita ‘padre’ (roba da romanzo distopico) per puro politicamente corretto, vi è un’aspra azione di cancellazione della Donna dall’universo Umano? Com’è possibile non capire che un bambino nato tramite utero-in-affitto (no, signora d’Urso, non c’è nulla di solidale con la cessione di un essere umano: si chiama “schiavismo”) non verrà allattato da mamma sua?

Queste sono domande che ritengo essere insolute, sino a che le associazioni che si occupano di allattamento e gli esperti più in vista, non prenderanno piuma e calamaio per dire “Sono favorevole all’allattamento matero, quindi contro l’utero-in-affitto”, e affermare “Solo le Madri allattano”.

In attesa di tali abbastanza semplici dichiarazioni, auguro a mamme e soprattutto ai bambini (non solo i neonati poppano al seno), delle belle ciucciate piene di mammitudine. Buona S.A.M. a tutti!

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

30/09/2021
2505/2022
San Gregorio VII

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Storie

Haiti: assassinato padre Andrè Sylvestre

Padre Andrè Sylvestre. Il parroco di Nostra Signora della Misericordia di Robillard, a Cap-Haïtien, è stato probabilmente vittima di una delle bande criminali che tengono negli ultimi mesi in ostaggio Haiti, gruppi armati proliferati soprattutto dopo il recente disastroso terremoto che ha causato morte e distruzione in una realtà già duramente indebolita da un precedente sisma e da una crisi politica che sembra senza uscita

Leggi tutto

Società

Violenza Ostetrica in aumento?

Per la rubrica “Donne sotto la Croce”, oggi parliamo di Violenza Ostetrica: parrebbero in aumento i casi di mamme che si trovano a subire maltrattamenti negli ospedali

Leggi tutto

Società

News sulla Violenza Ostetrica: parla la Relatrice Speciale delle Nazioni Unite (parte prima)

Il motivo principale presupposto dei maltrattamenti è la diseducazione dilagante generale. Se ognuno di noi si recasse in diversi reparti di diversi nosocomi pubblici - e anche privati - di modo tale da poter osservare, come potrebbe fare una mosca, il trattamento che viene riservato a ogni singolo paziente durante le ore del giorno e della notte e in diverse circostanze, non rimarrebbe stupito nel constatare che in ogni turno, composto da diversi operatori sanitari (medici, infermieri, ostetriche, ausiliari) vi è chi possiede tatto - e quindi comunica in una certa maniera sia coi colleghi e i sottoposti, sia coi pazienti - e chi pare proprio mostri una condotta sbagliata - con colleghi, sottoposti e/o pazienti

Leggi tutto

Società

News sulla Violenza Ostetrica: il commento delle Associazioni coinvolte (parte seconda)

«I maltrattamenti e la violenza contro le donne nei servizi di salute riproduttiva e durante il parto sono affrontati nel Rapporto come parte di un insieme di violazioni che vengono realizzate nel contesto più vasto dell’ineguaglianza strutturale, della discriminazione e del patriarcato e sono anche il risultato di una mancanza di istruzione e formazione adeguata e della mancanza di rispetto per l’uguaglianza e i diritti umani delle donne».

Leggi tutto

Società

Violenza Ostetrica: una proposta ispirata da Flora Gualdani (e la mia)

La donna è al centro della propria salute e quindi tutto dovrebbe filare liscio con grande soddisfazione da parte di tutti, donne incluse. E invece no. La depressione post-aborto esiste, la diffusione delle infezioni e delle malattie sessuali riduce la fertilità, il ricorso a tecniche complesse per la fertilità sfruttano la salute della donna stessa e di altre donne e debilitano la loro salute fisica e psicologica e, come se non bastasse, le donne non fanno più figli anche a causa della ‘violenza ostetrica’ (un’indagine sulla ‘violenza ostetrica’, invero criticata da un’associazione di medici, riporta che ci siano ventimila bambini che ogni anno non vengono al messi al mondo). Mi pare evidente che tutto stoni parecchio, perché le aspettative di una qualsivoglia rivoluzione dovrebbero essere positive.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2022 La Croce Quotidiano