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di Tommaso Ciccotti

Nuovo libro di monsignor Lucio Bonora, giudice del Tribunale ecclesiastico

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I gioielli custoditi nella chiesa parrocchiale di Caerano di San Marco sono i protagonisti dell’ultimo libro di monsignor Lucio Bonora. “Caerano di San Marco. Piccola guida alla chiesa parrocchiale” è il titolo dell’opera che sarà illustrata alla presenza dell’autore ieri pomeriggio.

Monsignor Lucio Bonora, nato a Caerano 70 anni fa, è oggi giudice del Tribunale ecclesiastico dello Stato della Città del Vaticano. Ordinato sacerdote il 19 febbraio del 1977, monsignor Bonora ha studiato al Seminario di Treviso, laureandosi poi in Diritto Canonico nel 1988 e ottenendo successivamente il dottorato in Liturgia nel 2016: un’intera vita dedicata allo studio, pubblicando innumerevoli libri e trattati.

Monsignor Paolo Magnani lo ha poi voluto come giudice del Tribunale ecclesiastico prima a Padova poi a Venezia, con giurisdizione regionale. A Roma monsignor Lucio arriva nel 2005, su espressa richiesta dell’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato, inserendosi nell’Ufficio giuridico della Segreteria di Stato Vaticana. Nel 2015 Papa Francesco lo nomina Giudice del Tribunale ecclesiastico vaticano.

Nel frattempo, inizia studi molto approfonditi sul Beato Longhin e cura personalmente la grande mostra, nel 2000, della Treviso Cristiana. Innumerevoli, come detto, le sue opere, una su tutte “La liturgia agli albori del XX secolo. L’opera pastorale del beato Andrea Giacinto Longhin vescovo di Treviso (1904-1936)”, che è stata poi anche la sua tesi del dottorato.

Monsignor Bonora è comunque sempre rimasto molto legato alla sua terra d’origine: “Torno spesso a Caerano, la mia famiglia ha messo lì le sue radici fin dal 1847 – ci racconta mentre è in viaggio sul treno che da Roma lo porta a Montebelluna -. Il libro? Un piccolo libretto che don Paolo mi ha chiesto in passato più volte di fare e un anno e mezzo fa finalmente ho iniziato a dedicarmici. Si tratta in realtà dell’anticipazione di un volume molto più ampio di storia su Caerano di San Marco, partendo dal Medioevo in avanti“.

Lo chiama “libretto” ma, in realtà, affonda con estrema minuziosità nella storia e le origini della chiesa parrocchiale, e di tutte le opere e i manufatti in essa contenuti. “Ho voluto tracciare un percorso storico-artistico della chiesa – spiega monsignor Bonora -. Invero, solitamente nella stesura sono molto più scientifico, riportando ogni riferimento e citazione. Ritengo comunque di aver svolto con serietà la ricerca storiografica in merito alle attribuzioni a pittori e scultori che hanno realizzato le opere, nonostante sia stato minimale dal punto di vista della metodologia testuale”.

Una chiesa, quella di Caerano, che custodisce molti tesori artistici. “In effetti è così – conferma monsignor Bonora -. Da vent’anni a questa parte le chiese sono sì frequentate e visitate, ma spesso non si conoscono i significati, simbolici, che hanno i dipinti e le statue in esse contenute. Opere che in molti casi venivano realizzate grazie ai contributi dei contadini che di tasca loro pagavano gli artisti“.

Un esempio di opera d’arte presente a Caerano? “Ce ne sono tante – risponde il monsignore -, dall’altare al campanile, alle pale. In particolare, direi, l’organo a canne, che ho scoperto personalmente io anni fa e che è stato costruito da Piero Nachini, nato a Bulic in Dalmazia nel 1694 e morto a Conegliano nel 1769, organaro della Repubblica di Venezia. Mentre stavo cercando documenti nell’archivio storico di Treviso, mi è capitato tra le mani un documento del 1745, una commissione da parte della Fabbriceria a Piero Nachini per realizzare l’organo. Non credevo ai miei occhi, ho chiamato subito il parroco che si è precipitato a Treviso. Da lì è partito il restauro e, successivamente, sono stati organizzati concerti anche di grande levatura”.

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04/10/2021
2810/2021
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