Chiesa

di Raffaele Dicembrino

Papa Francesco apre l’incontro dei rappresentanti delle fedi mondiali

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“Ci sta a cuore una formazione integrale”, che non è solo “conoscere se stessi” ma anche “il proprio fratello, il creato e il Trascendente”, perché “non possiamo tacere alle nuove generazioni le verità che danno senso alla vita”. Così Papa Francesco si fa voce dei leader delle principali religioni mondiali che, per la prima volta, dialogano in Vaticano sulle grandi sfide educative contemporanee e chiedono alle istituzioni del Pianeta di mettere l’educazione e la persona al centro dell’agenda internazionale.

Il Papa ricorda a chi opera nel campo dell’educazione che, nell’appello di due anni fa, ha chiesto di “dialogare sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta e sulla necessità di investire i talenti di tutti”, perché “ogni cambiamento ha bisogno di un cammino educativo per far maturare una nuova solidarietà universale e una società più accogliente”. Il Patto Educativo Globale, nell’idea di Francesco, dovrà “ravvivare l’impegno per e con le nuove generazioni, rinnovando la passione per un’educazione più aperta e inclusiva, capace di ascolto paziente, dialogo costruttivo e mutua comprensione”. L’invito a tutti, ricorda oggi il Pontefice, è “unire gli sforzi in un’ampia alleanza educativa per formare persone mature, capaci di superare frammentazioni e contrapposizioni e ricostruire il tessuto di relazioni per un’umanità più fraterna”.
Infatti, e qui Papa Francesco cita la sua enciclica Fratelli tutti che compie un anno in questi giorni, “se vogliamo un mondo più fraterno” è necessario educare le nuove generazioni a “riconoscere, apprezzare e amare ogni persona al di là della vicinanza fisica, al di là del luogo del mondo dove è nata o dove abita”. Al principio del “conosci te stesso” che ha sempre orientato l’educazione, per il Papa è necessario aggiungerne altri essenziali: “conosci il tuo fratello”, per educare all’accoglienza dell’altro, “conosci il creato”, per educare alla cura della casa comune e “conosci il Trascendente”, per educare al grande mistero della vita.

Francesco ricorda che “da sempre le religioni hanno avuto uno stretto rapporto con l’educazione, accompagnando le attività religiose con quelle educative, scolastiche, accademiche”. Per questo anche oggi “vogliamo essere di stimolo per una rinnovata azione educativa che possa far crescere nel mondo la fratellanza universale”. Nelle differenze che nel passato “ci hanno messo in contrasto”, prosegue il Pontefice, “oggi vediamo la ricchezza di vie diverse per arrivare a Dio e per educare le nuove generazioni alla convivenza pacifica nel rispetto reciproco”. Così… L’educazione ci impegna a non usare mai il nome di Dio per giustificare la violenza e l’odio verso altre tradizioni religiose, a condannare ogni forma di fanatismo e di fondamentalismo e a difendere il diritto di ciascuno a scegliere e agire secondo la propria coscienza.

Guardando sempre prima al passato, Papa Francesco ammette che, “anche in nome della religione, si sono discriminate le minoranze etniche, culturali, politiche e di altro tipo”. Ma oggi i leader delle religioni mondiali vogliono “essere difensori dell’identità e dignità di ogni persona e insegnare alle nuove generazioni ad accogliere tutti senza discriminazioni”, perché “l’educazione ci impegna ad accogliere l’altro così come è, non come io voglio che sia, senza giudicare e condannare nessuno”.
Dando ancora voce agli altri rappresentanti, il Papa assicura poi l’impegno a difendere con fermezza i diritti “delle donne, dei minori, dei più deboli”, in passato non sempre rispettati, e “insegnare alle nuove generazioni a essere voce dei senza voce”. L’educazione, pertanto, “ci sollecita a rigettare e denunciare ogni violazione dell’integrità fisica e morale di ciascuno”, e ci deve portare a capire “che nella dignità l’uomo e la donna sono uguali: non ci saranno discriminazioni” Se nel passato abbiamo tollerato lo sfruttamento e il saccheggio della nostra casa comune, oggi, più consapevoli del nostro ruolo di custodi del creato affidatoci da Dio, vogliamo essere voce della natura che grida per la sua sopravvivenza e formare noi stessi e le nuove generazioni a uno stile di vita più sobrio ed ecosostenibile. Pertanto “l’educazione ci impegna ad amare la nostra madre terra e a evitare gli sprechi di alimenti e di risorse”, e a condividere “i beni che Dio ci ha donato per la vita di tutti”. Perché, come diceva “un saggio, non cattolico”: “Dio perdona sempre. Noi perdoniamo a volte sì e a volte no. La natura non perdona mai”. Al termine del suo discorso introduttivo, il Pontefice invita tutti i leader religiosi presenti ad un breve momento di silenzio “per chiedere a Dio di illuminare le nostre menti, affinché il nostro dialogo sia fruttuoso e ci possa aiutare a seguire con coraggio le vie di nuovi orizzonti educativi”.

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05/10/2021
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