Chiesa

di Giampaolo Centofanti

Il discernere sinodale

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«Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: Eccolo qui, o: eccolo là. Perché il regno di Dio è in mezzo a voi!». Il sensus fidei del popolo cristiano non è invenzione di qualche teologo ma ne parla Gesù stesso nei vangeli. Ma come cogliere una sintesi di esso? Forse il punto è proprio lasciare al complesso del popolo, in cammino con Dio, nel mondo, lo sviluppo della fede. Dunque accettandone le tensioni, gli intrecci.

Pensiamo alle parole di Gesù sullo Spirito che ci condurrà alla verità tutta intera riportandoci sempre più profondamente alla vita di Cristo stesso. Un aspetto di tale strada può consistere nell’avvedersi delle tradizioni umane che si possono essere nel tempo sovrapposte alla sua opera. Un rischio che il Figlio dell’uomo evidenzia. Ecco che allora si potrebbe magari imparare non tanto a cancellare le suddette terrene interpretazioni ma a riconoscere la legittimità di certe altre opinioni, sulla base di un nucleo veritativo essenzialissimo che in fondo con evidenza nessun cattolico può porre in discussione.

Questo cammino può nel tempo orientare verso una maturazione tendenzialmente sintetica delle varie polarità nella vita concreta.

Si guardi per esempio al tempo in cui una visione della dottrina per certi aspetti considerata astrattamente si confrontava con accenti meno intellettualistici ma di una spiritualità anch’essa non così attenta all’umanità specifica di ciascuno e si contrapponeva alla pratica di una fede che i dottrinaristi ed anche gli spiritualisti definivano “fai da te”.

Si tratta di istanze che tendenzialmente oggi si incontrano in modo nuovo in una spiritualità maturata gradualmente, a misura della specifica persona, grazie e verso i riferimenti della fede.

Non è allora interessante ascoltare anche oggi le tensioni che emergono nella vita della Chiesa? L’attenzione all’incontro, all’accoglienza ma anche quella allo sviluppo delle identità non rivelano il bisogno del giusto spazio da riconoscere ad ognuna di tali istanze? Anche accettando e lasciando esprimere certi unilateralismi finché non tocchino quell’essenziale della fede cui accennavo sopra. Nella scuola è necessario dare spazio, in momenti distinti, ad identità e ad incontro mentre considerare uno solo dei due o un loro mescolarsi significa di fatto manipolare la crescita dei giovani.

Emerge il bisogno di guide che imparino a camminare avanti, in mezzo e dietro al gregge. Imparando, come il buon pastore, tante cose di questo graduale cammino dalle stesse specifiche pecore. Lo vediamo per esempio quando nella parabola egli veglia e attende l’uscire delle pecore dal recinto anche spingendole dolcemente fuori con l’aiuto del complessivo muoversi del gregge stesso.

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08/10/2021
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