Società

di Roberto Signori

Afghanistan; a rischio un milione di bambini

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E’ uno scambio informale e tecnico quello tra inviati di Bruxelles e rappresentanti talebani a Doha. La portavoce della Commissione Ue precisa che l’incontro di Doha, oggi, non costituisce alcun riconoscimento del governo ad interim dei talebani, esattamente come già chiarito dagli Stati Uniti quando la delegazione di Washington ha precisato che verranno forniti aiuti umanitari alla popolazione afghana, ma non vi sarà un riconoscimento politico e diplomatico dei talebani. L’agenda dei colloqui tra talebani e Unione europea riguarda punti nevralgici quali: la necessità di un governo inclusivo, la questione dei corridoi per gli afghani che vogliano lasciare il Paese, l’accesso agli aiuti umanitari, la tutela dei diritti umani, la necessità di evitare che i terroristi usino il suolo afghano per minacciare Paesi terzi, garanzia per altro già assicurata dai talebani che promettono di combattere i terroristi nel Paese. Affrontare la gravissima situazione umanitaria in Afghanistan “è interesse primario dell’Ue”, aveva indicato ieri Josep Borrell, Alto rappresentante dell’Unione per la politica estera, che aveva parlato di almeno un milione di bambini che rischiano di morire di freddo e fame, a meno che non ricevano l’assistenza adeguata. “Non si può aspettare e vedere”, aveva quindi aggiunto Borrell, al quale si unisce la voce dell’Unicef, che avverte: la situazione è davvero grave. “Il sistema sanitario cade a pezzi, mancano attrezzature, farmaci, personale, risorse adeguate – dice Andrea Iacomini di Unicef Italia – occorre fare presto, non mesi né anni, ma giorni, oppure saremo di fronte ad una catastrofe umanitaria”. In Afghanistan, spiega ancora l’organizzazione, si vive una grave siccità e il ritorno di epidemie come il morbillo, ad oggi sono 14 milioni le persone che si trovano ad affrontare un’insicurezza alimentare diffusa, mentre il 95% delle famiglie non consuma abbastanza cibo, “perché gli adulti mangiano meno per far mangiare i propri figli”. “Abbiamo promesso agli afghani che non li avremmo lasciati soli – conclude Iacomini – è tempo di rispettare quella promessa”.

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13/10/2021
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