{if 0 != 1 AND 0 != 7 AND 0 != 8 AND 'n' == 'n'} NON SARÀ FACILE, NON SARÀ BREVE

Società

di Mario Adinolfi

NON SARÀ FACILE, NON SARÀ BREVE

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Zachary Willmore è stato eletto in un liceo del Missouri “reginetta della scuola”, nell’onda di ribaltamento della verità che si è abbattuta sugli Stati Uniti. D’altronde già nel 2015 la rivista Glamour nominava Bruce Jenner, decatleta medaglia d’oro olimpica con tre mogli e sei figli improvvisamente scopertosi donna, come “donna dell’anno” nella versione in cui si fa chiamare Caitlyn. Ora, il mondo Lgbt accusa violentemente chi protesta contro queste carnevalate pensandoci sessuofobici e ovviamente “bigotti” e “medievali”. Intendono dire che agiamo perché mossi da ancestrali paure proprie dei non acculturati, legati a principi religiosi che per loro sono solo superstiziose dicerie. Alessandro Zan ha usato l’aggettivo “trogloditi” (va molto di moda nella comunità Lgbt) nei confronti dei suoi colleghi parlamentari che hanno spazzato via la sua sporca legge, indegna di una democrazia, che voleva aprire la strada all’approvazione di tutta la piattaforma Lgbt (matrimonio omosessuale, utero in affitto, adozioni gay) mettendo gli oppositori non solo nel mirino dei media loro fiancheggiatori come “omofobi”, ma anche sotto la spada di Damocle della galera. Chi si è opposto e ha applaudito per aver vinto una battaglia di liberazione dal calcagno dell’oppressore, si è beccato del troglodita da Zan. Questo è il rispetto che costoro hanno delle regole della democrazia.

Noi non siamo trogloditi, non siamo omofobi, non abbiamo problemi con la sessualità, non parliamo perché mossi da principi religiosi. Noi, molto semplicemente, ci opponiamo a una visione del mondo che vuole trasformare il falso in vero. Se poi vuole farlo con la prepotenza, la discriminazione dell’oppositore, addirittura con il carcere, allora è troppo chiaro che ci opponiamo anche perché le libertà democratiche non possono essere conculcate da una lobby colorata.

Zachary non è la reginetta del liceo, è ingiusto che tolga questa gioia a una ragazza recitando una parte che è falsa, non è vera. Bruce non può essere “donna dell’anno” perché non è una donna e non lo dicono i cattolici, lo dicono le femministe, anche quelle più estreme e “di sinistra”: la parola “donna” deve essere restituita al suo senso proprio e oggettivo, non offuscata da impropri elementi ideologici bagnati nelle acque torbide della soggettività. Nessuno è quel che crede di essere, tutti siamo quel che effettivamente siamo e questa lezione di verità è cruciale per la formazione delle nuove generazioni. Altrimenti finisce come a XFactor, dove fanno mesi di spot dicendo che “le categorie sono abbattute” e alla prima puntata i giudici (3 maschi su 4) che hanno fatto il pistolotto sul ddl Zan hanno selezionato 12 partecipanti per complessive 26 persone (le band sono da 4 o 5 componenti) in cui le ragazze sono solo 2. Gli omosessuali decisamente di più. Donne, attente, la retorica Lgbt alla fine fotte voi.

Stanno provando a costruire una società profondamente ingiusta e neanche si rendono conto di quanto le donne finiranno per pagare al loro delirio di onnipotenza. Vogliono farsi Dio decidendo ciò che è vero e pescandolo da ciò che è falso: questa deriva ideologica, priva di basi nella realtà, può generare solo disastri.

Loro credono di essere maggioranza, perché vivono chiusi nel loro micromondo. Non hanno capito che in Italia le loro pericolose cialtronate non passano perché il popolo quello vero, quello a cui non vendi che un decatleta con tre mogli e sei figli sia in realtà una donna, li respinge. Toccherà combattere e farlo in mezzo alle loro minacce. Toccherà continuare a spiegare i loro imbrogli, i trucchi che piazzano dentro le loro false leggi “per i diritti”; toccherà resistere ai loro insulti e non farsi mai intimidire, mai cedere alla loro prosopopea che vuole costruire subalternità. Ma, se si combatte, si vince. Masticano amaro quando devono riconoscere la nostra vittoria, urlano e strepitano, ma noi dobbiamo semplicemente spiegare loro le nostre ragioni. Una sinistra che si faccia schiacciare sulle necessità della lobby Lgbt, mentre in Italia va addirittura in crisi l’articolo 1 della Costituzione che ci vuole Repubblica democratica “fondata sul lavoro”, mentre le famiglie devono avere a che fare con il pieno per l’automobile che ormai costa 100 euro e le bollette raddoppiate, è una sinistra che ha perso l’anima e la ragione stessa della sua esistenza.

Con pazienza dobbiamo spiegare, con determinazione combattere. Poi serve intelligenza per organizzare un fronte unitario del dissenso popolare in tutta Europa, se è vero che è l’Ue l’ispiratrice di queste politiche. Non sarà facile e non sarà breve, sarà la battaglia della nostra vita per salvare ciò che è vero. Ma alla fine vinceremo noi.

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01/11/2021
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