Politica

di Giuseppe Udinov

Benzina: ondata di rincari

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Una famiglia ora spende in un anno 450 euro in più La benzina sfora il tetto dei 2 euro al litro. A confermare l’ondata di rincari per i carburanti in occasione del ponte di Ognissanti è il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, che evidenzia come «da Nord a Sud Italia si sono registrati nelle ultime ore ulteriori rincari dei listini alla pompa». La benzina, infatti, «in modalità servito viaggia già oltre i 2 euro al litro». Secondo i calcoli di Codacons, il caro-benzina oggi fa spendere a una famiglia media «circa 430 euro in più su base annua solo per i maggiori costi di rifornimento». Conto che — secondo Rienzi — è destinato a salire nelle prossime settimane.+

Una corsa dei listini che non si arresta e che aveva portato il 26 ottobre il prezzo del gasolio ai massimi dal 2014. Le ragioni di questi rincari sono note. Come aveva spiegato anche l’ad di Eni, Clausio Descalzi, «il rimbalzo dell’economia dopo il Covid è stato estremamente forte, l’offerta di gas, petrolio e carbone sta arrivando in ritardo, perché dal 2015 gli investimenti sono stati inferiori al consueto. Si cerca così di trovare un mix energetico differente con più rinnovabili e con una certa discontinuità, ma tutto questo ha creato un gap tra offerta e domanda, con la domanda che sta crescendo sempre di più». In soldoni, «c’è poco gas»,e il Gnl va nei paesi che sono disposti a pagare di più» .

Mentre il gas scarseggia e i prezzi del petrolio salgono al massimo pluriennale, e sembrano non volersi arrestare, i servizi pubblici e le aziende industriali di tutto il mondo potrebbero sostituire il gas naturale e il Gnl ad alto prezzo con il petrolio. Secondo gli analisti di S&P «l’aumento dei prezzi dell’energia minaccia di mantenere il livello di inflazione nella maggior parte dei mercati emergenti ben al di sopra degli obiettivi delle banche centrali più a lungo di quanto previsto, mettendo pressione al rialzo sui tassi di interesse». I mercati hanno già reagito, prevedendo proprio ulteriori aumenti dei tassi in questi paesi. Intanto l’inflazione vola negli Usa con un rialzo che a settembre ha toccato il +5,4% (con l’indice energetico a +24,8% negli ultimi 12 mesi). In Germania e in Spagna la corsa dei prezzi a settembre è stata del 4% su base annua, mentre in Italia il rialzo al +2,5% è il più elevato dal 2012. Il petrolio a quota 100 potrebbe prolungare anche nei prossimi mesi l’aumento dei prezzi che invece le principali banche centrali, a cominciare dalla Bce, considerano un fatto transitorio.

Il contraccolpo rischia di coinvolgere però anche la crescita. Il report di S&P evidenzia infatti come «il persistere di prezzi energetici elevati potrebbe anche provocare un riprezzamento delle aspettative di normalizzazione della politica monetaria negli Stati Uniti, e portare a condizioni di finanziamento esterno meno favorevoli». In pratica, il possibile aumento dei tassi di interesse potrebbe influire sulle condizioni del credito verso le imprese, riducendone la capacità di crescita. Tutto questo però non riguarda il futuro più immediato, con Usa ed Europa intenzionati a non toccare al rialzo i tassi di interesse nel 2021. Così come a non ridurre troppo la politica di acquisto dei titoli sul mercato secondario adottata per far fronte alla pandemia da Covid-19.

Il combustibile usato per generare energia gioca un ruolo chiave nei prezzi pagati per l’elettricità. Per il suo mix energetico, l’Italia si affida principalmente al gas naturale. E se il prezzo del gas aumenta aumentano anche le nostre bollette. Per capirci meglio: la Russia ha fornito meno gas all’Europa e l’Asia si sta accaparrando i carichi di gas naturale, rendendo più difficile riempire i siti di stoccaggio, svuotati dopo un inverno rigido, così i prezzi di riferimento del gas nel nostro continente hanno toccano il record. E, come abbiamo detto, i mercati energetici del gas e del petrolio sono tra loro strettamente collegati con vistosi effetti sostituzione (passaggio dal gas al petrolio, e viceversa), a seconda dell’andamento dei prezzi. A tutto questo bisogna poi aggiungere i costi della transizione energetica, che nel lungo andare peseranno anche sui consumatori finali e dunque sulle bollette.

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02/11/2021
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