Chiesa

di Giampaolo Centofanti

La rivoluzione della diffusa traduzione simultanea

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Isaia e il pensiero unico

Leggere la Bibbia è una scoperta continua.

“Egli si aspettava giustizia

ed ecco spargimento di sangue,

attendeva rettitudine

ed ecco grida di oppressi” (Is 5, 7). Nel testo originale giustizia = mispat e infrazione contro la giustizia (o spargimento di sangue) = mispah; rettitudine = sedaqah e grida di oppressi = seaqah.

Il “fischi per fiaschi” del potere era conosciuto già nell’Antico Testamento. Il continuo rivolgere ogni cosa a proprio vantaggio del pensiero unico del sistema. Realtà oggi particolarmente difficile da contrastare perché la grande informazione e cultura sono in mano al potere. Le vie del discernimento sono strutturalmente falsate dall’assenza di una libera formazione e informazione. La gente non può davvero partecipare, la vissuta ricerca del vero è cancellata dai criteri di apparato.
Si veda: https://gpcentofanti.altervista.org/la-rivoluzione-della-diffusa-traduzione-simultanea/

“Perciò il mio popolo sarà deportato

senza che neppure lo sospetti.

I suoi grandi periranno di fame,

il suo popolo sarà arso dalla sete.

Pertanto gli inferi dilatano le fauci,

spalancano senza misura la bocca.

Vi precipitano dentro la nobiltà e il popolo,

il frastuono e la gioia della città.

L’uomo sarà umiliato, il mortale sarà abbassato,

gli occhi dei superbi si abbasseranno.

Sarà esaltato il Signore degli eserciti nel giudizio

e il Dio santo si mostrerà santo nella giustizia.

Allora vi pascoleranno gli agnelli come nei loro prati,

sulle rovine brucheranno i capretti.

Guai a coloro che si tirano addosso il castigo

con corde da buoi

e il peccato con funi da carro,

che dicono: «Faccia presto,

acceleri pure l’opera sua,

perché la vediamo;

si facciano più vicini e si compiano

i progetti del Santo di Israele,

perché li conosciamo».

Guai a coloro che chiamano

bene il male e male il bene,

che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre,

che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro.

Guai a coloro che si credono sapienti

e si reputano intelligenti” (Is 5, 13-21).

Il profeta avverte che la società così va verso il crollo per gli interessi del potere, senza che neppure lo sospetti. Si può venire spogliati fin dalla scuola dei propri valori, spogliati dei risparmi, del lavoro, della vita comunitaria e della fontana del villaggio e persino continuare a votare i burattini rappresentanti del vero, onnipervasivo, potere, ossia finanza, big tech…

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08/11/2021
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