Politica

di Roberto Signori

Svizzera: blocchi di cementi al ristorante “No vax”

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La polizia del Canton Vallese, in Svizzera, non è andata per il sottile: alle prese con un ristorante che disobbediva alle norme anti Covid, ha arrestato i tre titolari dell’esercizio e tanto per essere sicura che le disposizioni di legge venissero rispettate ha piazzato dei blocchi di cemento davanti all’ingresso del locale. Misura quanto mai drastica, la cui eco è stata moltiplicata dai social ma che sta facendo discutere. Anche la magistratura ha ritenuto piuttosto sopra le righe le manette e le barriere di cemento: tanto da aver annullato entrambi i provvedimenti , pur riconoscendo che i titolari del ristorante hanno avuto un atteggiamento - per così dire - disinvolto nei confronti della legge.

Siamo a Zermatt, popolare stazione sciistica e vacanziera ai piedi del versante elvetico del Cervino. Il governo di Berna,aziona due leve: vaccinazioni e misure di distanziamento nei luoghi pubblici ma non tutti sono disposti ad obbedire. Tra di loro ci sono i titolari del ristorante «Walliserkanne» di Zermatt. I quali dichiarano chiaro e tondo che loro di chiedere il green pass alla clientela non ci pensano proprio: una ribellione messa in piazza senza infingimenti. Così, dopo qualche richiamo, intervengono prima ordinando la chiusura della Walliserkanne; poi, siccome i titolari organizzavano aperitivi sulla soglia del locale, portando in carcere i titolari (marito, moglie e figlio). Di più: davanti all’ingresso del locale sono stati piazzati cubi di cemento per impedire che a qualcuno venisse di nuovo in mente di aggirare la legge.

Il tribunale del riesame, chiamato a valutare la riconferma dei due provvedimenti restrittivi (carcere e blocchi di cemento) ha ritenuto «non giustificata» la carcerazione rimettendo in libertà i tre indagati e ordinando la rimozione delle barriere davanti al ristorante. Al tempo stesso per la Corte esistono «forti sospetti» che gli imputati abbiano commesso reati; dunque la misura preventiva è stata attenuata.

Ai titolari della «Walliserkanne» è stata sospesa la licenza commerciale e il ristorante resta chiuso al pubblico. Il pubblico ministero ha annunciato che non farà ricorso.

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09/11/2021
2105/2022
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Giuseppe Noia nasce a Terranova da Sibari il 14 Gennaio 1951.
Nel 1975 si laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.
Nel 1980 consegue la specializzazione in Ginecologia e Ostetricia e nel 1988 quella in Urologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.
E’ docente di Medicina dell’Età Prenatale presso la facoltà di Medicina e Chirurgia, Scuola di Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia, Scuola di Specializzazione in Genetica e diploma di laurea di Ostetricia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. E’ docente dei corsi di Perfezionamento e dei Master in Bioetica presso il Pontificio Consiglio per gli studi sulla famiglia Istituto Giovanni Paolo II.
E’ Presidente dell’Associazione Italiana Ginecologi Ostetrici Cattolici (AIGOC).

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