Politica

di Raffaele Dicembrino

Papa Francesco ha ricevuto Macron

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Il presidente Francese Emmanuel Macron è rimasto per un’ora, a colloquio con Papa Francesco. Il capo dell’Eliseo, accolto da monsignor Leonardo Sapienza, reggente della Casa Pontificia, mentre uno dei gentiluomini di Sua Santità gli porgeva un ombrello dai colori bianchi e gialli della bandiera vaticana, è giunto nel Palazzo Apostolico dopo la firma al Quirinale del Trattato Italia-Francia per la cooperazione bilaterale rafforzata. Proprio nella conferenza stampa subito dopo la firma dell’accordo, Macron, anticipando i temi che avrebbe voluto presentare al Papa tra cui clima e pandemia, ha ricordato i precedenti contatti avuti con il Pontefice. “Ho già parlato di migranti con Papa Francesco, un uomo estremamente lucido e vigile sui problemi del mondo”, ha affermato il capo di Stato. “Parlarne col Papa di diversi temi internazionali, è molto importante: bisogna farlo in qualsiasi momento utile e questo lo è”.

In Vaticano, dopo l’udienza con il Papa, Macron ha incontrato poi il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, e il segretario per i Rapporti con gli Stati, monsignor Paul Richard Gallagher. “Nel corso dei cordiali colloqui in Segreteria di Stato -specifica una nota della Sala Stampa vaticana - sono stati sottolineati i buoni rapporti bilaterali esistenti, di cui si è da poco celebrato il centenario dalla ripresa”. Il riferimento è alle celebrazioni dello scorso 19 ottobre a Villa Bonaparte tra Parolin e il primo ministro Jean Castex per i cent’anni del ristabilimento delle relazioni diplomatiche nel 1921.

Il comunicato vaticano sottolinea che “nel prosieguo dei colloqui ci si è intrattenuti su alcune questioni di carattere internazionale, tra cui la protezione dell’ambiente alla luce dei risultati della recente Cop26 di Glasgow. Si è avuto pure uno scambio di vedute sulle prospettive della prossima presidenza francese dell’Unione Europea, nonché sull’impegno della Francia in Libano, in Medio Oriente e in Africa”. Cordiale anche il momento del tradizionale scambio di doni con il Papa, al quale Macron ha offerto due biografie di Ignazio di Loyola: la prima è una versione molto rara del 1585 scritta da Giovanni Pietro Maffei, che è stata un riferimento per diversi secoli e che può essere confrontata e messa in prospettiva con una seconda opera, Inigo, di François Sureau, membro dell’Accademia Francese, che offre un breve ritratto del fondatore della Compagnia di Gesù. Una opera a metà tra un saggio e una biografia, che rende un nuovo e moderno omaggio al santo basco. Francesco ha ricambiato con una pittura dipinta su ceramica che rappresenta la Basilica di San Pietro vista dai Giardini vaticani, insieme ad alcuni documenti del pontificato, tra cui il Messaggio per la Giornata mondiale della Pace 2021, il Documento sulla Fratellanza umana siglato ad Abu Dhabi e il libro che raccoglie le più belle immagini della Statio Orbis, la preghiera del Pontefice in piazza San Pietro del 27 marzo 2020, nel picco della pandemia. Sono state diverse le telefonate tra il Papa e Macron dall’inizio del suo quinquennio presidenziale. Una di queste era datata 30 ottobre 2020, giorno dell’attacco alla cattedrale di Nizza dove morirono tre persone. Francesco aveva telefonato al capo di Stato per esprimere il suo dolore e le sue condoglianze. L’ultima conversazione telefonica risale invece al marzo 2021, durata una quarantina di minuti: il presidente aveva colto l’occasione per congratularsi con Francesco per il viaggio in Iraq, definito “una vera svolta” per il Medio Oriente. Entrambi avevano espresso la preoccupazione per le crisi che destabilizzano molte regioni del mondo, e nel corso della conversazione, - riportavano i media d’Oltralpe – si era discusso anche della possibilità di un viaggio papale in Francia, così come quella di una seconda visita di Emmanuel Macron in Vaticano, dopo quella del 26 giugno 2018 durata 57 minuti e quasi interamente incentrata sulla problematica di profughi e migranti.

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27/11/2021
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Il primo colpo di scena, al di là delle Alpi si è già avuto. Nikolas Sarkozy è già fuori dalla competizione non avendo superato l’ostacolo delle primarie.
Alla vigilia del voto in pochi avrebbero creduto a tale evento ma, l’accaduto è l’ennesima riprova del fatto che i cittadini hanno bisogno di vedere volti nuovi, meno politici e sempre più leader in grado di risollevare un andazzo generale sempre più proiettato verso lo sbando.
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