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di Nathan Algren

Vuoi lavorare? Non andare in Asia!

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L’Asia è il posto più pericoloso al mondo per i lavoratori. Lo dice un’analisi condotta dall’azienda inglese Arinite, che ha analizzato e rielaborato su scala globale i dati dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) sulle vittime di infortuni sul lavoro. In base ai risultati della ricerca, il Bhutan si trova al primo posto con un tasso di mortalità di 31,9 per 100mila lavoratori in un anno. Rapportato alla forza lavoro nel Paese, che per il 2020 corrispondeva a 378.371 persone, emerge che in un anno sono morti in totale almeno 120 lavoratori.

Nella classifica mondiale seguono poi Timor Est con un tasso di 29,2 vittime ogni 100mila lavoratori e il Nepal con 28,8. In termini assoluti si tratta rispettivamente di circa 160 e 4.600 lavoratori morti in un anno. Al quarto posto troviamo la Namibia, ma i Paesi successivi si trovano tutti nella regione Asia-Pacifico: Laos, Papua Nuova Guinea, Kiribati, Tuvalu, le Isole Salomone e la Cambogia.

Il totale per la regione asiatica ammonta a oltre un milione di morti ogni anno, secondo l’Ilo. A essere più colpiti sono i poveri, i meno formati e informati, i migranti e i membri delle minoranze etniche.

Il tasso per ogni singola nazione nasce da una media elaborata da Arinite, società che si occupa di sicurezza sul lavoro. Questo vuol dire che in certi Paesi, i morti sul lavoro in alcuni specifici settori toccano picchi anche molti più alti rispetto al tasso di mortalità nazionale. Nelle Filippine per esempio il dato sale a 64,4 nel comparto gas ed elettricità, anche se sarebbe di 9,6 a livello nazionale (l’anno di riferimento è il 2017). In media quell’anno sono morti 4.128 lavoratori. In Thailandia il dato nazionale di 5,27 diventa di quasi 46 nel settore dell’agricoltura e della pesca, uno dei più mortali anche a livello mondiale. A Hong Kong una media nazionale di 6,78 diventa di 30 nel settore delle costruzioni, valore che in Sri Lanka sale a 41,7 anche se la media totale del Paese è di 0.98 per il 2019. Per fare un paragone, il tasso di mortalità sul lavoro per l’Italia nella ricerca di Arinite corrisponde a 2,42 (l’anno preso in considerazione è il 2015). Anche a Singapore, che presenta un tasso medio di mortalità dello 0.9, nel settore della depurazione delle acque e della gestione dei rifiuti la cifra sale a 18,3.

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01/12/2021
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