Società

di Roberto Signori

Usa boom di uso della Ru486

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La notizia giunge dagli Stati Uniti e pubblicata su una rivista scientifica peer-reviewed, in quanto si tratta di uno studio: ” A Longitudinal Cohort Study of Emergency Room Utilization Following Mifepristone Chemical and Surgical Abortions, 1999-2015 “, che è stato recentemente pubblicato sulla rivista internazionale Health Services Research and Managerial Epidemiology.

Gli autori sono membri del Charlotte Lozier Institute: James Studnicki, Dr. Donna Harrison, Tessa Longbons, Dr. Ingrid Skop, Dr. David Reardon, Dr. John W. Fisher, Dr. Maka Tsulukidze e Christopher Craver. Essi hanno utilizzato i datii sui sinistri denunciati all’assicurazione sanitaria, Medicaid, su 423.000 aborti confermati e 121.283 visite successive confermate al pronto soccorso entro 30 giorni dall’aborto da parte di donne di età superiore a 13 anni, con almeno una gravidanza identificabile tra il 1999 e il 2015. La popolazione dello studio risiede in 17 stati federati le cui politiche ufficiali hanno utilizzato i fondi dei contribuenti statali per pagare gli aborti.

Secondo questi dati le corse al pronto soccorso a seguito di un aborto chimico sono aumentate del 507 % dal 2002 al 2015. Inoltre, la maggior parte di queste visite al pronto soccorso, oltre il 60%, siano state erroneamente codificate come aborti spontanei. Vale la pena sottolineare che lo studio ha anche rilevato che il tasso di visite al pronto soccorso dopo un aborto chirurgico è aumentato del 315% nello stesso periodo di tempo 2002-2015. Cioè: anche l’aborto chirurgico fa male alle donne. Ma di questi tempi assistiamo a una furia particolare degli abortisti a voler promuovere l’uso della RU 486.

Negli USA, l’amministrazione Biden sta meditando di abolire definitivamente la strategia di valutazione e mitigazione del rischio (REMS) da RU 486 che prevede obbligatoriamente una visita di persona dal medico e lo screening delle condizioni della donna, per valutare l’età gestazionale del bambino ed eventuali altre possibili complicazioni (per esempio una gravidanza extrauterina) che potrebbero rivelarsi mortali per la madre.

Ecco i rischi della RU 486:

- Fino al 10% delle donne con le pillole abortisce in modo incompleto: può morire di infezione se i resti del bambino o i tessuti annessi non vengono rimossi correttamente.

- L’aborto chimico provoca quattro volte le complicazioni degli aborti chirurgici. Gli effetti collaterali che ci sono sempre sono dolore addominale, nausea, vomito, diarrea, debolezza, febbre/brividi e mal di testa. L’emorragia post aborto può durare per settimane.

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06/12/2021
0510/2022
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