Chiesa

di Mirko De Carli

UN NATALE QUALUNQUE, UN NATALE ITALIANO

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Sono giornate concitate dove gli italiani sono alle prese con le polemiche sempre più accese sul cosiddetto super green pass e ad organizzare i preparativi per pranzi, cene e regali di un Natale che ormai è alle porte. Sembra che tutto scorra via velocemente come l’acqua su uno scoglio senza che un “senso” lasci traccia del passaggio di un 25 dicembre che non è un giorno qualsiasi, almeno per noi cristiani. La pandemia ha accelerato il vortice compulsivo del consumismo più sfrenato e le domande più frequenti sono: potrò andare al ristorante? potrò fare un aperitivo di auguri con gli amici? e la settimana bianca?

Tutto orbita attorno a una parolina magica che sembra la panacea di ogni male o il diavolo in persona di questa fine 2021: il vaccino. Tutti dunque a fissare l’ombelico senza alzare lo sguardo verso il cielo dove troverebbero tante domande alle risposte stupide che troppo spesso ci diamo da soli. Sarà per tanti, troppi un Natale qualunque: un Natale italiano (per citare la famosa canzone). Finiti i regali, finiti i pranzi e le cene torneremo alle solite polemiche e alle solite guerre tra guelfi e ghibellini che ogni giorno animano le nostre giornate.

Io non ci sto. Voglio essere felice veramente e sento dentro di me il bisogno di “staccarmi” dalla banalità delle cose terrene e tuffarmi in quel “bisogno di religione” di cui parlava Van Gogh in una delle sue lettere al fratello Theo. Desidero andare oltre le barriere con cui l’ideologia ci ha etichettati e “inscatolati”: se dovessi scrivere la famosa letterina a Babbo Natale sarebbe rivolta ai genitori di figli separati chiedendo loro un sacrificio di bene per passare insieme il Natale con i propri figli, alle mamme incinte che non sanno se tenere il figlio o no affinché possano trovare conforto nelle loro famiglie e dire sì alla vita che portano in pancia, ai tanti non vaccinati perché possano trascorre un 25 dicembre insieme ai loro cari senza essere tacciati da “untori” anche dai propri familiari e ai tanti che non hanno un’occupazione che possano trovare il coraggio per dire una preghiera perché la vera liberazione civile passa dalla dignità che porta un lavoro.

Per quanto mi riguarda, il prossimo 25 dicembre, sarò allo specchio come ogni anno con la famosa domanda di Aldo in uno degli indimenticabili film del trio Aldo, Giovanni e Giacomo: chiedimi se sono felice? E come ogni anno spero di poter gridare un bel sì con tutto il cuore. Buon Santo Natale a tutti.

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08/12/2021
2809/2022
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