Politica

di Mario Adinolfi

Il Popolo della Famiglia a Pomezia

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Se devo scegliere un discorso, quello di Giovanni Marcotullio. Se devo scegliere il momento emotivamente più forte, quando Cristiana Di Stefano ha gridato per “un giorno di vita in più” a nome di tutti i malati, tetraplegici, disabili che cercano sostegno e rifiutano l’invito di Marco Cappato a suicidarsi. Se devo scegliere un ascolto intelligente, quello dei discorsi di tutti i massimi dirigenti locali da Massimiliano Esposito (Campania) a Andrea Cavenaghi (Lombardia), da Grazia Ruini (Emilia Romagna) a Eraldo Rizzuti (Calabria) fino a Fabio Sebastianelli (Marche). Se devo scegliere il momento simpatia, quando l’unico e inarrivabile Nicola Di Matteo (che ha Pomezia ha centrato il suo ennesimo capolavoro organizzativo) ha ciancicato comme d’habitude il cognome del coordinatore regionale umbro Saimir Zmali. Per il momento “sta crescendo sempre più”, Andrea Brenna, segretario nazionale. Il più caloroso benvenuto tra noi è toccato allo spoletino Rosario Murro. Poi, i discorsi politici che mi hanno più impressionato: Elisa Rossini, Lucianella Presta, Ilaria Giurlani, Clara Ferranti, Sara Reho, Cristina Zaccanti. Ehi, ma sono tutte donne? Solo da noi le donne sono così centrali protagoniste. Vabbè, dai, anche Mirko De Carli, Silvio Rossi, Marco Dall’Olio, Giuseppe Lojacono, Fabio Nalbone, Gianpaolo Furlan, Leonardo Bisori, Massimo Boschi, Mario Pennacchioni, Gabriele Cinti e lo splendido decano Marko Rus che ha aperto la selva di interventi, non sono stati da meno. E Antonio Brescia che non è di Brescia (da Brescia è salito sul palco Luca Poli) e Renzo Erman che arrivava dalla lontana Monfalcone con il suo drappello di mai assenti pidieffini del Friuli Venezia Giulia. Molti non sono riusciti a parlare e chissà cosa ci siamo persi. Ma all’assemblea nazionale di Pomezia sono state dette parole che resteranno. Un altro pezzetto di strada l’abbiamo compiuto, come piace a noi, insieme. Viva il Popolo della Famiglia.

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12/12/2021
3011/2022
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