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Nell’ultima tornata di elezioni amministrative siamo stati pronti a presentarci in vari comuni, dimostrando una appassionata vitalità e un eccezionale dinamismo. Ora occorre confermare questa presenza e allargare la cerchia dei nostri contatti e simpatizzanti. E per raggiungere questo obiettivo sono necessari sia una azione costante nel tempo, sia modalità operative e stile delle proposte congruenti con i valori che rappresentiamo e appropriati rispetto alla finalità.

Tutti noi condividiamo quanto deciso nel 2016, cioè che “la nostra azione programmatica sarà ispirata dalla Dottrina Sociale della Chiesa, ma non per questo siamo definibili come partito confessionale. Siamo anzi aperti al contributo di tutti: cattolici, cristiani di altre confessioni, credenti in altre religioni, agnostici, non credenti. Il Popolo della Famiglia ha però chiara e determinata la sua identità di partito popolare di ispirazione cristiana, posto a presidio dei principi non negoziabili, erede dell’intuizione di don Luigi Sturzo che per primo rese protagonisti i cristiani italiani in politica con un soggetto politico autonomo, dunque
aderenti alla vasta vicenda del popolarismo italiano ed europeo.”
Era necessario declinare nel concreto questa scelta programmatica fondamentale. Infatti nella mozione approvata a settembre 2020 si è esplicitato un decalogo di impegni politici:

1. Il Reddito di maternità per battere denatalità e aborto;
2. Riforma fiscale del quoziente familiare con particolare attenzione alla famiglia monoreddito;
3. Legge elettorale proporzionale pura con premio di governabilità alla coalizione (e no al referendum 2020);
4. Abrogazione del reddito di cittadinanza per usare i 7 miliardi annui su reddito di maternità (mille euro al mese per otto anni) e sostegno alla disabilità;
5. Libertà scolastica e riforma basata sul costo standard, con erogazione alle famiglie del buono scuola;
6. Aumento del fondo del Servizio sanitario nazionale per migliorare l’assistenza agli anziani;
7. Guerra alle dipendenze in particolare giovanili (alcol, droga, ludopatia, pornografia).
8. Proclamazione del diritto universale a nascere e del sofferente ad essere curato: no ad aborto, suicidio assistito, eutanasia;
9. Abrogazione della legge Cirinnà e rafforzamento delle norme contro l’utero in affitto, no alla propaganda gender nelle scuole;
10. Sostegno ai giovani che intendono sposarsi e aprire imprese familiari, finanziamento a quelle esistenti entrate in crisi per il crollo dell’economia causata dal Covid, per prevenire anche il crollo dell’occupazione in particolare a tempo determinato degli under 35.” Tuttavia, consci della impossibilità di descrivere esaurientemente ogni attività necessaria, si è anche scritto che “Il decalogo degli impegni programmatici non è esaustivo di tutte le azioni che il PdF svolgerà nei prossimi quattro anni e molto sarà demandato alle sensibilità dei dirigenti locali. Se questa mozione prevarrà sarà cura dei dirigenti locali firmatari della
mozione stessa costruire una organizzazione capillare da misurare proprio sulle iniziative, con dirigenti provincia per provincia impegnati a far crescere il PdF comune per comune, proprio con mobilitazioni che partano dai bisogni concreti del territorio che andranno a infittire il programma di azione politica del Popolo della Famiglia.
Solo così diventeremo di più, molti di più.”
Nonostante si siano svolte varie attività in questi mesi, di formazione e di informazione, di impegno e condivisione con i gruppi locali, di definizione di documenti per le elezioni amministrative in una logica di condivisione, tanto rimane da fare, anche, ma non solo, per l’esiguo numero di volontari disponibili.
Occorre però evitare che a livello locale si prendano posizioni in contrasto tra loro: un partito può considerarsi tale quando sostiene proposte simili (non necessariamente identiche) in ogni situazione, dimostrando così che dietro alle proposte c’è una elaborazione culturale che coinvolge persone e gruppi di sensibilità e territorialità diverse, ma con un comune progetto politico.
A questo scopo va perseguito un dialogo continuo tra gli organi nazionali, quelli intermedi e i circoli locali. Il consiglio nazionale, sentite le sollecitazioni dei circoli attraverso gli organi intermedi, definisce i temi di riflessione, stimola il coinvolgimento di tutti i livelli del partito, ascolta e raccoglie le considerazioni e le risposte dei circoli stessi, facendone sintesi.
E questo rapportarsi tra aderenti e organi del partito funziona quando in ogni organo e in ogni aderente sono ben chiare la struttura organizzativa e le finalità dell’azione di ognuno. Questa conoscenza è un prerequisito imprescindibile per una dialettica focalizzata sui contenuti.
Inoltre è noto a tutti che la politica è l’arte del possibile e quindi ogni proposta deve avere la caratteristica della attuabilità nel momento e nei luoghi correnti.
Riteniamo anche che per arrivare a proposte ben strutturate siano necessarie due condizioni:
Creare spazi di incontro degli aderenti a livello locale che siano dei veri laboratori propositivi ed attuativi, collegati con l’agire del pdf a tutti i livelli.
Favorire il coinvolgimento di quanti, condividendo i nostri valori e ideali, hanno competenze nelle varie materie.
Al fine di perseguire gli obiettivi citati, i firmatari della presente mozione si rivolgono all’assemblea perché, approvandola, impegni il consiglio direttivo nazionale e ogni organo intermedio del partito a: attivare una informazione continua degli aderenti, attraverso una comunicazione almeno quindicinale sui temi di attualità, e in particolare su proposte e interventi degli organi di partito rispetto alla attività del governo e del parlamento; definire un piano di formazione a distanza su: temi di interesse locale comune (dalla scuola alla gestione rifiuti, dalla sanità all’urbanistica), anche attraverso lo scambio di esperienze e la condivisione di idee, politica generale; statuto del partito e sua organizzazione. far nascere tavoli tematici di approfondimento dei temi significativi nella gestione delle amministrazioni locali e nazionali. stimolare la nascita di circoli locali in ogni realtà possibile, dal piccolo comune alla grande città, progettando una modalità per mettere in rete questi circoli e collegandoli all’agire del pdf nazionale.

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16/12/2021
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