Chiesa

di Raffaele Dicembrino

Ecco come sarà Notre Dame de Paris

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Si entrerà dalla porta centrale, si faciliterà l’accesso dei pellegrini, cambierà qualcosa nelle nicchie delle statue. C’è la luce verde della Commissione dell’Eredità Nazionale e Architettura della Francia al progetto di rinnovamento dell’interno della cattedrale di Notre-Dame, che ha comunque ricevuto anche aspre critiche ed è stato definito da un gruppo di intellettuali francesi “un tentativo di rendere Notre-Dame” una sorta di Disneyland cattolico.

La ricostruzione della cattedrale simbolo di Francia non è stata esente da polemiche fino ad ora. La Chiesa cattolica ha dovuto resistere ai tentativi reiterati dalla stampa di considerare la Chiesa un museo, la Santa Sede si è anche espressa in merito all’UNESCO, mentre il dibattito è arrivato a pensare di spogliare la stessa cattedrale della parte liturgica. Non solo. Era stato presentato un progetto per il restauro dell’esterno della cattedrale che avrebbe, alla fine, snaturato la facciata.

Quel progetto è stato messo da parte, e l’aspetto di Notre Dame, con le sue guglie, il suo tetto ricostruito, resterà quello che è sempre stato. Diverso invece sarà il discorso per il suo interno.

Un piano – sostiene l’arcidiocesi di Parigi – che “renderà la cattedrale ancora più bella e accogliente. Tra i cambiamenti principali, l’installazione di un impianto di luci soffuse sospese ad altezza testa, e proiezioni luminose che mostreranno brevi versetti della Bibbia un multiple lingue sui muri della cattedrale.

E ancora: i visitatori entreranno dalla cattedrale dalle sue grandi porte centrali, e non dall’entrata laterale come succedeva prima, mentre l’arcidiocesi sta anche pensando di risistemare gli altari ed altre suppellettili per liberare spazio e permettere ai visitatori di muoversi meglio. In particolare, si pensa di spostare un gruppo di poco usatti confessionali del 19esimo secolo al piano terra, in modo da creare uno spazio per mostrare arte e contemporanea.

Alcuni dettagli del piano della diocesi sono stati rifiutati dalla commissione, come l’idea di rimuovere le statue dalle cappelle, mentre il prototipo dei nuovi banchi, che andrebbero a rimpiazzare le tradizionali sedie di vimini, dovrà essere revisionato.

Un rinnovamento che – secondo i critici – andrebbe a “danneggiare l’integrità culturale dell’edificio storico”, e che il piano “distorce completamente il decoro e lo spazio liturgico”.

Ma secondo padre Gilles Drouin, il sacerdote che è incaricato dei rinnovamenti interni, i rinnovamenti della Chiesa non sono radicali, e che “la cattedrale è sempre stata aperta all’arte del periodo contemporaneo, a partire dalla grande croce d’oro dello scultore Marc Couturier installata dal Cardinale Lustiger nel 1994”, e che “Notre Dame è stata costantemente rivoluzionata per 800 anni”.

Non ci saranno problemi per quanto riguarda l’esterno, perché il governo francese ha in animo di ricostruire Notre Dame “esattamente come era” prima dell’incendio. L’intenzione è di completare la ricostruzione entro il 2024..

Come non ricordare il giorno di quel tragico incendio le cui causa sono tutt’ora misteriose.

Notre Dame è il secondo monumento più visitato della capitale francese, dopo la Tour Eiffel e prima del Louvre, ed è la seconda chiesa più visitata d’Europa dopo la Basilica di San Pietro a Roma. La cattedrale, costruita tra ​​​​​​il 1163 e il 1344, non era mai stata colpita da un incendio prima d’ora, persino durante le due guerre mondiali, sebbene fosse stata depredata durante la Rivoluzione Francese.

Sono circa le 18:50, non è ancora il tramonto ma il cielo rosseggia già, quando una colonna di fumo appare al centro dell’Ile de la Cité, l’isola nella Senna abitata sin da tempi remoti. A bruciare non è qualcosa nel cuore di Parigi ma il cuore stesso della città, uno dei suoi più famosi simboli.

Brutto colpo quando alle 19:50, la guglia della cattedrale crolla lateralmente, con la croce che la sormonta, dopo essere stata preda per più di un’ora delle fiamme. Pochi minuti dopo, alle 20:11, crolla anche il tetto. Le fiamme poi si sono spostate verso l’interno e hanno intaccato una delle torri rettangolari.

Solo dopo ore di angoscia, intorno alle 2:25, i vigili del fuoco hanno annunciato che l’incendio era sotto controllo.

Lunghe ore di impotenza, durante le quali le fiamme divoravano le antiche e preziose strutture lignee della cattedrale che non sarà mai più quella di prima. Come ha spiegato il portavoce dei vigili del fuoco di Parigi, Gabriel Plus, il bilancio è drammatico: “L’intero tetto è danneggiato, l’intera struttura è distrutta, parte della volta è crollata, la guglia non esiste più”.

La struttura è complessivamente salva anche se pesantemente danneggiata. Gli arredi sacri e le opere d’arte conservate all’interno della cattedrale si sono per la maggior parte salvate. Si sono salvate anche sedici statue del tetto che erano state rimosse per essere restaurate solo pochi giorni prima, l’11 aprile.

Due oggetti estremamente importanti per i cattolici sono stati salvati: la tunica di San Luigi e la corona di spine di Cristo, quella che i soldati romani hanno posto sulla testa di Gesù prima della crocifissione.

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17/12/2021
0407/2022
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