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di Giuseppe Udinov

Haiti: fuggiti i missionari rapiti

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Una fuga rocambolesca, di notte, dopo 2 mesi di prigionia nelle mani di una violenta banda che li aveva sequestrati durante un attacco armato all’orfanotrofio nel quale lavoravano. L’epilogo a lieto fine degli ultimi 12 missionari nordamericani di un gruppo di 17, rapiti a metà ottobre, si conosceva già da giovedì scorso ma non invece la dinamica degli eventi raccontata durante la conferenza stampa on line dal portavoce di Christian Aid Ministries, l’organizzazione protestante statunitense a cui appartengono.

Approfittando dell’oscurità, i missionari - con loro anche tre bambini: uno di 10 mesi, e due di tre e sei anni - sono riusciti a fuggire attraversando per almeno 16 chilometri una fitta foresta di rovi. Commoventi i ringraziamenti del direttore generale dell’organizzazione protestante, David Troyer, a tutti coloro che hanno pregato e in particolare alla popolazione haitiana per la quale, ha dichiarato, continueranno a lavorare.

Il Paese vive una situazione di grave insicurezza a causa della crisi sociale, economica e politica che sta attraversando ormai da tempo. In un comunicato firmato dall’arcivescovo della capitale, monsignor Max Leroy Mésidor, la Chiesa sottolinea che “da tempo assistiamo ad una discesa agli Inferi della società haitiana”, dato che “la violenza delle bande armate” ha assunto “una proporzione senza precedenti”.

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22/12/2021
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