Chiesa

di Raffaele Dicembrino

Papa Francesco e la vera ricchezza dei magi

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Nella luce di un cielo invernale che pare voler essere mite, Papa Francesco si rivolge da Piazza San Pietro a tutti i fedeli del mondo che oggi con la Chiesa universale celebrano la Solennità dell’Epifania del Signore, la manifestazione di Gesù all’umanità.

Cari fratelli e sorelle, buongiorno, buona festa!

Oggi, solennità dell’Epifania, contempliamo l’episodio dei magi (cfr Mt 2,1-12). Essi affrontano un viaggio lungo e faticoso per andare ad adorare «il re dei Giudei» (v. 2). Sono guidati dal segno prodigioso di una stella, e quando finalmente arrivano alla meta, anziché trovare qualcosa di grandioso, vedono un bimbo con la mamma. Avrebbero potuto protestare: “Tanta strada, tanti sacrifici per stare davanti a un bambino povero?”. Eppure non si scandalizzano, non rimangono delusi. Non si lamentano. Cosa fanno? Si prostrano. «Entrati nella casa – dice il Vangelo –, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono» (v. 11).

Pensiamo a questi sapienti venuti da lontano, ricchi, colti, conosciuti, che si prostrano, cioè si chinano a terra per adorare un bambino! Sembra una contraddizione. Sorprende un gesto tanto umile compiuto da uomini così illustri. Prostrarsi davanti a un’autorità che si presentava con i segni della potenza e della gloria era cosa abituale al tempo. E anche oggi non sarebbe strano. Ma davanti al Bambino di Betlemme non è semplice. Non è facile adorare questo Dio, la cui divinità rimane nascosta e non appare trionfante. Vuol dire accogliere la grandezza di Dio, che si manifesta nella piccolezza: questo è il messaggio. I magi si abbassano di fronte all’inaudita logica di Dio, accolgono il Signore non come lo immaginavano, ma così com’è, piccolo e povero. La loro prostrazione è il segno di chi mette da parte le proprie idee e fa spazio a Dio. Ci vuole umiltà per fare questo.

Il Vangelo insiste su questo: non dice solo che i magi adorarono, sottolinea che si prostrarono e adorarono. Cogliamo questa indicazione: l’adorazione va insieme alla prostrazione. Compiendo questo gesto, i magi dimostrano di accogliere con umiltà Colui che si presenta nell’umiltà. Ed è così che si aprono all’adorazione di Dio. Gli scrigni che aprono sono immagine del loro cuore aperto: la loro vera ricchezza non consiste nella fama, nel successo, ma nell’umiltà, nel loro ritenersi bisognosi di salvezza. E così è l’esempio che ci danno i magi, oggi.

Cari fratelli e sorelle, se al centro di tutto rimaniamo sempre noi con le nostre idee e presumiamo di vantare qualcosa davanti a Dio, non lo incontreremo mai fino in fondo, non arriveremo ad adorarlo. Se non cadono le nostre pretese, le vanità, i puntigli, le corse per primeggiare, ci capiterà di adorare pure qualcuno o qualcosa nella vita, ma non sarà il Signore! Se invece abbandoniamo la nostra pretesa di autosufficienza, se ci facciamo piccoli dentro, allora riscopriremo lo stupore di adorare Gesù. Perché l’adorazione passa attraverso l’umiltà del cuore: chi ha la smania dei sorpassi, non si accorge della presenza del Signore. Gesù passa accanto e viene ignorato, come accadde a tanti in quel tempo, ma non ai magi.

Fratelli e sorelle, guardando a loro, oggi ci chiediamo: come va la mia umiltà? Sono convinto che l’orgoglio impedisce il mio progresso spirituale? Quell’orgoglio, manifesto o nascosto, che sempre copre lo slancio verso Dio. Lavoro sulla mia docilità, per essere disponibile a Dio e agli altri, oppure sono sempre centrato su di me, sulle mie pretese, con quell’egoismo nascosto che è la superbia? So accantonare il mio punto di vista per abbracciare quello di Dio e degli altri? E infine: prego e adoro solo quando ho bisogno di qualcosa, oppure lo faccio con costanza perché credo di avere sempre bisogno di Gesù? I magi hanno incominciato la strada guardando una stella e trovarono Gesù. Hanno camminato tanto. Oggi possiamo prendere questo consiglio: guarda la stella e cammina. Non smettete mai di camminare, ma non tralasciate di guardare la stella. Questo è il consiglio di oggi, forte: guarda la stella e cammina, guarda la stella e cammina.

La Vergine Maria, serva del Signore, ci insegni a riscoprire il bisogno vitale dell’umiltà e il gusto vivo dell’adorazione. Ci insegni a guardare la stella e a camminare.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

06/01/2022
0912/2022
San Siro vescovo

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Chiesa

Wojtyla, il Papa della famiglia

Antologia del magistero di San Giovanni Paolo II sui temi della famiglia, a dieci anni dalla morte

Leggi tutto

Chiesa

Tornando alla questione degli abusi….

Suor Anna Deodato ha correttamente spiegato che: «l’abuso sessuale accade come ultimo, tragico atto di una serie di abusi di potere e di coscienza».

Leggi tutto

Chiesa

Viaggio Apostolico in Slovacchia: Visita privata al “Centro Betlemme”

Papa Francesco ha poi visitato il Centro Betlemme delle Suore di Madre Teresa che accoglie famiglie e persone in difficoltà: possiamo vedere o non vedere Dio, ma Lui ci accompagna nel cammino della vita

Leggi tutto

Chiesa

Papa Francesco: rispettiamo l’uomo, il creato e il Creatore

Il pontefice riunisce in Vaticano scienziati, esperti e leader religiosi per l’incontro “Fede e Scienza”. A loro consegna il suo discorso scritto, nel quale lancia un appello ad adottare comportamenti e azioni modellate sulla “interdipendenza” e “corresponsabilità” per contrastare i “semi dei conflitti” che provocano ferite nell’ambiente e nella persona umana

Leggi tutto

Chiesa

Gregoriana: ripensare a San Roberto Bellarmino

A quattrocento anni dalla morte di San Roberto Bellarmino, teologo e dottore della Chiesa, l’Ateneo pontificio della Compagnia di Gesù, di cui è patrono, gli dedica tre giorni di studi multidisciplinari, dal 17 al 19 novembre

Leggi tutto

Chiesa

Oggi in Vaticano inaugurazione di Presepe ed albero di Natale

Oggi pomeriggio, alle 17.00, l’inaugurazione e l’accensione dell’albero di Natale e del presepe.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2022 La Croce Quotidiano