Chiesa

di Raffaele Dicembrino

Cei, no al Green pass per le celebrazioni liturgiche

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Per le celebrazioni liturgiche “non è richiesto il Green Pass, ma si continua a osservare quanto previsto dal Protocollo Cei-Governo del 7 maggio 2020, integrato con le successive indicazioni del Comitato Tecnico-Scientifico: mascherine, distanziamento tra i banchi, niente scambio della pace con la stretta di mano, acquasantiere vuote”. Lo scrive la Segreteria generale della Cei in una lettera ai vescovi italiani che richiama le norme introdotte dagli ultimi decreti legge legati all’emergenza Covid.

In particolare, si legge nel testo, “occorre rispettare accuratamente quanto previsto, in particolar modo: siano tenute scrupolosamente le distanze prescritte; sia messo a disposizione il gel igienizzante; siano igienizzate tutte le superfici (panche, sedie, maniglie…) dopo ogni celebrazione. Circa le mascherine, il Protocollo non specifica la tipologia, se chirurgica o FFP2; certamente quest’ultima ha un elevato potere filtrante e viene raccomandata, come peraltro le autorità stanno ribadendo in questi giorni”.

Quanto al catechismo, “chi è sottoposto a ‘sorveglianza con testing’ non potrà partecipare” pur “risultando negativo al primo test, fino all’esito negativo del secondo test da effettuarsi cinque giorni dopo il primo. Per gli operatori (catechisti, animatori ed educatori…) è vivamente raccomandato l’utilizzo della mascherina FFP2”.

Anche ai partecipanti alla catechesi tale tipologia di mascherina sia raccomandata e “può essere opportuno che le parrocchie tengano alcune mascherine FFP2 di scorta da far utilizzare a chi ne fosse sprovvisto o l’abbia rotta, sporca o eccessivamente usurata”.

La Segreteria generale, dunque, consiglia l’utilizzo delle mascherine FFP2 “per tutte le attività organizzate da enti ecclesiastici”. Infine, “il personale delle Facoltà Teologiche e degli Istituti di Scienze Religiose nonché i docenti dei corsi curriculari nei Seminari sono tenuti a possedere il Green Pass rafforzato a partire dal 1° febbraio 2022”.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

12/01/2022
2506/2022
Ss. Guglielmo da Vercelli e Massimo di Torino

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Politica

Ora tutti in piazza

Ora il disegno è chiaro. Ora si capisce perché ieri tutte quelle paginate sulla “svolta pro gay” al Sinodo. Ve l’avevamo detto subito da queste colonne: occhio alla trappola, occhio che vogliono dividerci.

Leggi tutto

Chiesa

Perdono, genocidio e misericordia

San Giovanni Paolo II, più volte, aveva parlato prima delle tensioni nel paese e, fin dall’Aprile del 1994, non mancò di appellarsi al ritorno della pace: «Le tragiche notizie che giungono dal Ruanda suscitano nell’animo di tutti noi una grande sofferenza. Un nuovo indicibile dramma: l’assassinio dei capi di Stato di Ruanda e Burundi e del seguito; il capo del Governo ruandese e la sua famiglia trucidati; sacerdoti, religiosi e religiose uccisi. Ovunque odio, vendette, sangue fraterno versato. In nome di Cristo, vi supplico, deponete le armi, non rendete vano il prezzo della Redenzione, aprite il cuore all’imperativo di pace del Risorto! Rivolgo il mio appello a tutti i responsabili, anche della comunità internazionale, perché non desistano dal cercare ogni via che possa porre argine a tanta distruzione e morte» (Regina Coeli 10 Aprile 1994). Qualche settimana dopo, la voce del Papa si fa ancora più sofferente e vibrante: «Vi invito accoratamente, ad una preghiera sofferta e fervorosa per il Ruanda. La tragedia di quelle popolazioni sembra non voler arrestarsi: barbarie, vendette, uccisioni, sangue innocente versato, ovunque orrore e morte. Invito quanti detengono responsabilità ad una azione generosa ed efficace perché si arresti questo genocidio. È l’ora della fraternità! È l’ora della riconciliazione!» (Udienza Generale 27 aprile 1994).

Leggi tutto

Chiesa

Il caso Ladaria e gli errori di certa stampa

Per chi sappia come funzionano le trafile nella Curia Romana, la nomina di Luís Ladaria a prefetto dell’ex Sant’Uffizio è tutto fuorché una sorpresa: anche i giornalisti che avevano per tempo confezionato il pezzo con cui “impallinarlo” lo sapevano bene. In ogni critica però è presente un’autobiografia, e il tempismo con cui si stracciano certe vesti dice bene lo stile dell’“informazione”.

Leggi tutto

Politica

Su Gerusalemme tutti contro Trump e Putin

Gerusalemme, uno strappo inutilmente pericoloso.  Neppure un solo Paese, a parte Israele, sembra appoggiare Trump nella sua mossa unilaterale. Sarà la scelta giusta?

Leggi tutto

Chiesa

Un sito ed una scuola alla sequela di San Benedetto

Lo scopo dell’insegnamento di San Benedetto è di dar vita ad una comunità che incarni il Vangelo nella azioni di tutti i giorni: «Venite, figli, ascoltatemi; vi insegnerò il timore del Signore» [Sal 33,12] (Regola, Prologo). La sua, perciò, non è una teologia teorica, bensì una sapienza rivolta a governare santamente la vita umana. E poiché gli uomini vivono sempre insieme, San Benedetto, al seguito degli apostoli, intende plasmare secondo una forma divina la vita quotidiana di una comunità.

Leggi tutto

Storie

A tu per tu con Rosaria Radaelli

L’ostetrica Rosaria Radaelli ci parla della sua professione.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2022 La Croce Quotidiano