Storie

di Roberto Signori

I test prenatali falsi che convincono ad abortire

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Il New York Times ha scoperto recentemente che ben cinque test prenatali per rare malattie genetiche danno nella maggior parte di casi dei risultati assolutamente sbagliati, con alcuni test che raggiungono il 93% di imprecisione ed errore.

In moltissimi casi, sono stati purtroppo questi risultati (sbagliati) ad indurre i medici a consigliare l’aborto ed i genitori a dare il loro consenso. Ma ora, in realtà, si scopre che i test hanno indotto le mamme ad abortire i loro figli sani! In questi cinque test, come riporta il New York Times, “i risultati positivi sono spesso sbagliati”. I test sono quelli per la sindrome di DiGeorge, che colpisce 1 nascita su 4.000 e che ha un tasso di errore dell’81%

Il test per la delezione 1p36, comune in una nascita su 5.000, è sbagliato all’84 per cento, mentre il test molto più raro della sindrome Cri-du-chat è sbagliato all’80 per cento delle volte. I test della sindrome di Wolf-Hirschhorn, invece, sono sbagliati l’86% delle volte per un disturbo che colpisce 1 nascita su 20.000 e i test della sindrome di Prader-Willi e Angelman sono sbagliati il 93% delle volte.

Si parla dunque di decine di migliaia di bambini, i cui test sono stati potenzialmente errati e gli stessi nascituri potenzialmente tutti abortiti dai genitori che li credevano gravemente malati! I bambini che ricevono risultati positivi di questi test dovrebbero poi fare un secondo test di follow-up, ma per ottenere un risultato accurato quel test deve essere fatto più tardi nella gravidanza, spesso oltre il punto in cui gli aborti sono legalmente permessi.

Questi test successivi, che attingono al liquido amniotico di un campione di tessuto placentare, sono estremamente costosi, spesso decine di migliaia di dollari, e quindi pochissime famiglie possono permetterseli, come riferisce il la testata statunitense. Molte madri hanno riferito di non aver “mai ricevuto alcuna informazione sulla possibilità di un falso positivo”. Questi test sono stati sviluppati dopo la popolarità dei test prenatali per la sindrome di Down, una sindrome per la quale, tra l’altro, il bimbo non va incontro a nessun grave malattia e può rimanere in vita attivamente sino ad età avanzata.

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14/01/2022
2506/2022
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