Chiesa

di Nathan Algren

Ecuador, i vescovi criticano il disegno di legge sull’aborto

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

“L’attuale disegno di legge si concentra esclusivamente sull’aborto come unica alternativa per le donne vittime di stupro e riduce l’essere umano concepito a un semplice prodotto senza alcun diritto”. Lo afferma il Consiglio della presidenza della Conferenza episcopale ecuadoriana in una lettera aperta ai membri dell’Assemblea Nazionale del Paese, riguardante il disegno di legge che garantisce l’interruzione volontaria della gravidanza a ragazze, adolescenti e donne in caso di violenza sessuale. Nel documento, i vescovi spiegano che la Corte costituzionale ha chiesto all’Ufficio del difensore civico e, successivamente, all’Assemblea nazionale, di stabilire “le condizioni e i requisiti affinché vi sia un adeguato equilibrio tra la tutela della vita fin dal concepimento e i diritti costituzionali delle donne vittime di stupro”. Tuttavia, venerdì scorso, la Commissione Giustizia dell’Assemblea Nazionale ha proseguito la discussione sul disegno di legge per stabilire, in particolare, se l’aborto, in caso di violenza sessuale, possa essere applicato entro un periodo massimo di 28 settimane di gestazione (sette mesi) nel caso di maggiorenni e senza limiti di tempo nel caso di minori e donne con disabilità.

Per la Conferenza episcopale il disegno di legge si basa su due presupposti “infondati”, ovvero che l’aborto è un diritto e che la vita umana non inizia con il concepimento. Ricordando, poi, che la Costituzione ecuadoriana protegge la vita dal concepimento e che l’aborto non fa parte dei diritti sessuali e riproduttivi e della pianificazione familiare, i vescovi sottolineano che “nessuna norma internazionale o nazionale riconosce l’aborto come un diritto”.

Il Consiglio della presidenza della Conferenza episcopale ecuadoriana ribadisce che “la vita umana inizia dal concepimento, come dimostra la scienza medica, ed è soggettivo, arbitrario e contrario a ogni constatazione tecnico-scientifica indicare un’età gestazionale fino alla quale è possibile abortire”. Dopo il concepimento, qualsiasi intervento chirurgico, medico o chimico, pone fine in modo “sommario e arbitrario” alla vita di un essere umano. E così, osservano i vescovi, considerando anche il rischio per la salute e la vita della madre, l’aborto “non dovrebbe mai essere usato come giustificazione per uccidere un essere umano, anche se in caso di stupro non viene inflitta alcuna sanzione legale agli autori dell’aborto”.

Secondo la Conferenza episcopale, inoltre, lo stupro, come stabilito dal codice penale, è un crimine e un delitto, ma non viene denunciato e investigato a fondo, il che “favorisce il senso di impunità e incoraggia la reiterazione”. La denuncia - aggiungono i presuli - permette invece di avviare indagini e di adottare misure di protezione a favore delle vittime: senza denuncia, quindi, non c’è giustizia, lo stupratore resta impunito e la donna indifesa”.

I vescovi ecuadoriani ricordano, infine, ai membri dell’assemblea che i medici godono di un diritto umano e costituzionale che è l’obiezione di coscienza, e che quindi il personale medico “non dovrebbe essere costretto a praticare l’aborto contro le proprie convinzioni mediche, etiche e morali”, tanto meno sotto la minaccia di sanzioni come multe o detenzione. L’episcopato ecuadoriano conclude la lettera con un appello alla “ragionevolezza e buona volontà” ai membri dell’Assemblea nazionale, affinché nel disegno di legge “ci sia un adeguato equilibrio tra la protezione della vita dal concepimento e diritti costituzionali delle donne vittime di stupro”, come affermato dalla Corte Costituzionale.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

18/01/2022
0610/2022
S. Bruno

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Chiesa

Viaggio Apostolico in Slovacchia: Visita privata al “Centro Betlemme”

Papa Francesco ha poi visitato il Centro Betlemme delle Suore di Madre Teresa che accoglie famiglie e persone in difficoltà: possiamo vedere o non vedere Dio, ma Lui ci accompagna nel cammino della vita

Leggi tutto

Chiesa

Papa Francesco scrive al patriarca Bartolomeo

Lettera di Papa Francesco al “caro fratello” in occasione del 30° anniversario dell’elezione a Patriarca ecumenico di Costantinopoli:

Leggi tutto

Politica

Malta e l’aborto

Nei giorni scorsi anche l’Arcivescovo di Malta Monsignor Scicluna si è rivolto ai politici di una delle nazioni più cattoliche d’Europa, esortandoli “a garantire che le loro scelte favoriscano la vita dall’inizio alla fine”.

Leggi tutto

Chiesa

Corea del Sud: il commiato del Cardinale Yeom

Alla vigilia del passaggio di consegne con il nuovo Arcivescovo di Seoul, Mons. Peter Chung (la sua cerimonia di insediamento è prevista l’8 dicembre), il Cardinale Yeom, che ha guidato l’Arcidiocesi dal maggio 2012, ha espresso sincera gratitudine a Dio e ai fedeli per il sostegno ricevuto. Ha ricordato “le meraviglie compiute dal Signore” nei suoi anni di servizio come Arcivescovo di Seoul e Amministratore Apostolico di Pyongyang.

Leggi tutto

Storie

Brosio: Brosio: Scellerato pensare di liberare ospedali con iniezione letale

‘L’aborto per me è uno dei più grossi crimini - sottolinea il giornalista - c’è una ideologia che fa capo alla religione cristiana che dice che un bambino è frutto della volontà di Dio e un’altra che crede invece che il bambino sia una decisione della madre. Stessa cosa per l’eutanasia. Ormai sembra di assistere a un disegno preordinato dove l’uomo si sostituisce a Dio’‘.

Leggi tutto

Chiesa

MYANMAR - Appello della Chiesa a deporre le armi

La Chiesa cattolica in Myanmar diffonde un generale appello a depore le armi e a fermare un conflitto civile che ha assunto la forma di “atrocità straziante e orribile”

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2022 La Croce Quotidiano