Chiesa

di Roberto Signori

Colombia: appello della Chiesa contro le violenze

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Nel 2021 in Colombia sono stati “145 gli omicidi di leader sociali o difensori dei diritti umani”. È quanto ricorda, in un comunicato, l’ufficio del Difensore del popolo, l’ente pubblico che vigila sul rispetto dei diritti umani nel Paese. Dalla firma dell’accordo di pace con i guerriglieri delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) nel 2016, gli omicidi contro i leader sociali sono stati ricorrenti. Le organizzazioni sociali accusano dissidenti delle Farc, combattenti dell’Esercito di liberazione nazionale (Eln), trafficanti di droga e gruppi paramilitari di essere dietro le uccisioni. La Colombia, secondo diverse Ong, è uno dei Paesi più pericolosi al mondo per gli attivisti.

Particolarmente colpita dalla violenza la regione di Arauca, al confine con il Venezuela. In questa zona due fazioni della guerriglia continuano a combattere nonostante la presenza della popolazione civile. Monsignor Jaime Cristóbal Abril González, vescovo di Arauca, esprime in un comunicato la sua vicinanza e la sua solidarietà ai civili. Il presule sottolinea che la recrudescenza della violenza ha portato all’aggravarsi della crisi sociale. Si registrano anche omicidi mirati, minacce ai leader delle comunità, attacchi esplosivi. Il vescovo ribadisce inoltre che “la vita è sacra ed è un dono prezioso ricevuto da Dio”. Il vescovo esorta a porre fine ad ogni violenza, a mettere al primo posto il bene della popolazione civile. Monsignor Jaime Cristóbal Abril González lancia infine un appello affinché vengano forniti urgentemente aiuti umanitari alla popolazione.

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19/01/2022
0412/2022
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dalla tua santità sopra il mio essere peccatore. – scrive nel 1998 – Il tuo amore appare sopra di me e mi distrugge, mi annienta , mi crocifigge. Signore, abbi pietà di me!»
(n.300). Spesso, come molti mistici, tra i quali mi viene in mente la stessa Madre Teresa di Calcutta, le parole di Kiko mostrano il tormento della “notte oscura”, del sentirsi come abbandonati ed infinitamente lontani dall’Amato, uno spasimo che si trasforma a volte in poesia «C’è un amore che fa dolere il cuore, c’è un dolore che è pieno d’amore…È l’assenza. (…) Siamo nel deserto abbracciati a Te, Signore e in Te a tutti fino all’infinito. Assenza di Dio» (n.353). Rincorre quest’uomo che molto, moltissimo ha realizzato, in un paradosso tutto cristiano, la “santa umiltà di Cristo”. Che non è finta modestia, un atteggiarsi ipocrita, ma è essenzialmente obbedienza alla Volontà di Dio, accettazione delle ingiustizie e delle calunnie perché «Tutto ciò in cui c’è Dio è umile» (n.5) e perché «Sali a Dio scendendo i gradini dell’umiltà» (n.9), fino a contemplare in essa la bellezza di Dio «Perché la bellezza è umile? Che mistero! Perché l’umiltà è bellissima? Ti ho visto Signore. Sì, Tu eri in quella donna abbandonata nel corridoio di un ospedale. Ti vidi nella strada buttato tra cartoni e spazzatura. Oh, santa umiltà di Cristo, chi ti potrà trovare! Ti trovai e mi toccasti il cuore, e non fui più lo stesso (…).» (n.473).
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