Chiesa

di Raffaele Dicembrino

Francesco esorta ad accogliere dai Magi la via per il cammino ecumenico

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Nella celebrazione dei Secondi Vespri della solennità della conversione di san Paolo apostolo, che concludono la 55.ma Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, il Papa esorta ad accogliere dai Magi le indicazioni per il cammino ecumenico.

Il pellegrinaggio dei Magi e il cammino dell’ecumenismo sono strade distanziate da oltre due millenni di storia, ma sono orientate dalla stessa stella: la luce di Gesù. Nella celebrazione dei Secondi Vespri, nella Basilica di San Paolo fuori le mura, Papa Francesco indica il percorso verso la piena unità partendo dall’itinerario dei Magi. Sono presenti il Metropolita Polykarpos, rappresentante del Patriarcato Ecumenico, Ian Ernest, rappresentante personale dell’arcivescovo di Canterbury a Roma, e rappresentanti delle altre Comunità cristiane. Nell’omelia il Pontefice ricorda che il viaggio dei Magi comincia da Oriente perché “da lì vedono spuntare la stella”. Passa poi attraverso Gerusalemme, dove sperimentano “la resistenza delle forze oscure del mondo”, e si conclude a Betlemme: “Lì si prostrano e adorano il Bambino”.
Nell’omelia, durante la celebrazione al termine della 55.ma Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, il Papa accosta il cammino dei Magi a quello del dialogo ecumenico. Ed esorta a seguire la luce del Vangelo per accogliere “l’accorato desiderio di Gesù, che ci vuole una cosa sola”.

Cari fratelli e sorelle, seguiamo anche noi la stella di Gesù! Non lasciamoci distogliere dai bagliori del mondo, stelle luccicanti ma stelle cadenti. Non seguiamo le mode del momento, meteore che si spengono; non inseguiamo la tentazione di brillare di luce propria, di chiuderci cioè nel nostro gruppo e di autoconservarci. Il nostro sguardo sia fisso su Cristo, in Cielo, sulla stella di Gesù. Seguiamo Lui, il suo Vangelo, il suo invito all’unità, senza preoccuparci di quanto lungo e faticoso sarà il viaggio per raggiungerla pienamente. Non dimentichiamo che, guardando la luce, la Chiesa, la nostra Chiesa, nel cammino dell’unità, continua a essere il “mysterium lunae”. Desideriamo e camminiamo insieme, sostenendoci a vicenda, come hanno fatto i Magi.

In loro possiamo vedere riflesse le nostre diversità, le varie tradizioni ed esperienze cristiane, ma anche la nostra unità, che nasce dallo stesso desiderio: guardare il Cielo e camminare insieme sulla terra. Camminare. L’oriente ci fa pensare anche ai cristiani che abitano diverse regioni falcidiate dalla guerra e dalla violenza. Proprio il Consiglio delle Chiese del Medio Oriente ha preparato i sussidi per questa Settimana di preghiera. Quei nostri fratelli e sorelle hanno tante sfide difficili da affrontare, eppure con la loro testimonianza ci danno speranza: ci ricordano che la stella di Cristo risplende nelle tenebre e non tramonta; che il Signore dall’alto accompagna e incoraggia i nostri passi. Attorno a Lui, in Cielo, brillano insieme, senza distinzioni di confessione, moltissimi martiri: essi indicano a noi sulla terra una via precisa, quella dell’unità!

Dopo essere partiti dall’Oriente, i Magi portano nel cuore “il desiderio di Dio” e arrivano a Gerusalemme dicendo: “Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo”. “All’udire questo - afferma il Vangelo - il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme”. “Nella città santa - spiega il Papa nell’omelia - i Magi sperimentano la resistenza delle forze oscure del mondo”. “Non c’è solo Erode - sottolinea il Papa - che si sente minacciato dalla novità di una regalità diversa da quella corrotta dal potere mondano, c’è tutta Gerusalemme che si turba all’annuncio dei Magi”.

Anche lungo il nostro cammino verso l’unità può accadere di arrestarci per lo stesso motivo che paralizzò quella gente: il turbamento, la paura. È il timore della novità, che scuote le abitudini e le sicurezze acquisite; è la paura che l’altro destabilizzi le mie tradizioni e i miei schemi consolidati. Ma, alla radice, è la paura che abita il cuore dell’uomo, dalla quale il Signore Risorto vuole liberarci. Lasciamo risuonare sul nostro cammino di comunione la sua esortazione pasquale: «Non temete» (Mt 28,5.10). Non temiamo di anteporre il fratello alle nostre paure! Il Signore desidera che ci fidiamo gli uni degli altri e che camminiamo insieme, nonostante le nostre debolezze e i nostri peccati, nonostante gli sbagli del passato e le ferite reciproche.

A Gerusalemme, “proprio lì dove la via indicata dal Cielo sembra infrangersi contro i muri eretti dall’uomo”, i Magi scoprono “la via per Betlemme”. Trovano Gesù “non solo grazie alla stella, nel frattempo scomparsa”. “Sono i sacerdoti e gli scribi - ricorda il Papa - a fornire l’indicazione, scrutando le Scritture”. Hanno bisogno, sottolinea il Pontefice, della Parola di Dio. A Betlemme ‘adorano il Bambino’ e il loro viaggio si conclude così: “insieme nella stessa casa, in adorazione”.

I Magi anticipano così i discepoli di Gesù, i quali, diversi ma uniti, alla fine del Vangelo si prostrano davanti al Risorto sul monte della Galilea (cfr Mt 28,17). Diventano così un segno di profezia per noi, desiderosi del Signore, compagni di viaggio lungo le strade del mondo, cercatori attraverso la Sacra Scrittura dei segni di Dio nella storia. Fratelli e sorelle, anche per noi l’unità piena, nella stessa casa, non può che giungere attraverso l’adorazione del Signore. Care sorelle e cari fratelli, la tappa decisiva del cammino verso la piena comunione richiede una preghiera più intensa, richiede di adorare, richiede l’adorazione di Dio.

I Magi ci ricordano che per adorare “occorre prima prostrarsi”. “Questa è la via”, afferma il Santo Padre, sottolineando che si devono “mettere da parte le proprie pretese per lasciare al centro solo il Signore”.

Quante volte l’orgoglio è stato il vero ostacolo alla comunione! I Magi hanno avuto il coraggio di lasciare a casa prestigio e reputazione, per abbassarsi nella povera casetta di Betlemme; così hanno scoperto «una gioia grandissima» (Mt 2,10). Abbassarsi, lasciare, semplificare: chiediamo a Dio stasera questo coraggio, il coraggio dell’umiltà, unica via per arrivare ad adorare Dio nella stessa casa, attorno allo stesso altare.

A Betlemme, dopo essersi prostrati in adorazione, i Magi aprono i loro scrigni con all’interno oro, incenso e mirra. “Questo ci ricorda che, solo dopo aver pregato insieme, solo davanti a Dio, nella sua luce - afferma infine il Papa - ci rendiamo davvero conto dei tesori che ciascuno possiede”. “Ma sono tesori che appartengono a tutti, che vanno offerti e condivisi. Sono infatti doni che lo Spirito destina al bene comune”.

I doni dei Magi simboleggiano quello che il Signore desidera ricevere da noi. A Dio va dato l’oro, l’elemento più prezioso, perché Dio è al primo posto. È a Lui che occorre guardare, non a noi; alla sua volontà, non alla nostra; alle sue vie, non alle nostre. Se il Signore è davvero al primo posto, le nostre scelte, anche ecclesiastiche, non possono più basarsi sulle politiche del mondo, ma sui desideri di Dio. E poi c’è l’incenso, a richiamare l’importanza della preghiera,che sale a Dio come profumo gradito (cfr Sal 141,2). Non stanchiamoci di pregare gli uni per gli altri e gli uni con gli altri. Infine la mirra, che sarà usata per onorare il corpo di Gesù deposto dalla croce (cfr Gv 19,39), ci rimanda alla cura per la carne sofferente del Signore, straziata nelle membra dei poveri. Serviamo i bisognosi, serviamo insieme Gesù che soffre!

Il cammino verso la piena unità, come quello dei Magi, deve seguire la stella di Gesù e passa attraverso le vie “dell’umiltà, della fraternità, dell’adorazione”. “Donaci, Signore - conclude il Papa - il coraggio di cambiare strada, di convertirci, di seguire la tua volontà e non le nostre opportunità; di andare avanti insieme, verso di Te, che con il tuo Spirito vuoi fare di noi una cosa sola”.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

26/01/2022
2801/2023
San Tommaso d'Aquino

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Media

Vogliono dividerci, non caschiamoci

Si apre una stagione difficilissima, vorranno approvare il matrimonio gay e far trionfare l’ideologia gender nelle scuole e ovunque. I cattolici (e le testate cattoliche) non alimentino il germe della divisione interna. Noi de La Croce dichiariamo disarmo unilaterale.

Leggi tutto

Chiesa

Ecologia integrale, non ambientalismo

La solenne apertura dell’Anno Santo della Misericordia è stata oscurata da una improvvida polemica sullo spettacolo illuminotecnico “Fiat lux”, proiettato sulla facciata della basilica vaticana. Al netto dell’amarezza per l’occasione sfumata nella solita chiacchiera da salotto, alcune considerazioni vanno però fatte

Leggi tutto

Storie

Santità, ma che Casina combinano al Pio IV?

È di questi giorni la notizia – rilanciata sia da Corrispondenza Romana che da La Nuova Bussola quotidiana – della partecipazione di Paul R. Ehrlich in un workshop che si terrà alla Casina Pio IV, dal titolo “Come salvare il mondo naturale da cui dipendiamo”, dal 27 Febbraio al 1 Marzo. Giustamente i sostenitori della vita nascente si sono subito messi in allarme. Ehrlich – per chi non lo sapesse – è autore, tra le altre pubblicazioni, di quel best seller intitolato The Population Bomb che, pur non essendosi rivelato un testo esattamente profetico, lo ha accreditato come esperto di fama mondiale su clima, ambiente, etc. Da allora il prof. non ha perso il vizio di essere profeta (?) di sventure perché – come si può leggere in un’intervista che ha concesso nell’Aprile dell’anno scorso allo svizzero Neue Zürcher Zeitung – prevede per la nostra civiltà il collasso in tempi brevissimi, massimo alcuni decenni. Come? La fantasia non gli manca: potrebbe avvenire a causa di una siccità, un’epidemia, una guerra atomica o, persino, un diluvio (?).

Leggi tutto

Chiesa

Il caso Ladaria e gli errori di certa stampa

Per chi sappia come funzionano le trafile nella Curia Romana, la nomina di Luís Ladaria a prefetto dell’ex Sant’Uffizio è tutto fuorché una sorpresa: anche i giornalisti che avevano per tempo confezionato il pezzo con cui “impallinarlo” lo sapevano bene. In ogni critica però è presente un’autobiografia, e il tempismo con cui si stracciano certe vesti dice bene lo stile dell’“informazione”.

Leggi tutto

Media

La nostra risposta: fare 5 cose

Contro il Popolo della Famiglia e i suoi dirigenti, invece, c’è una furia feroce che probabilmente è degna di miglior causa. Per la lobby che noi apertamente sfidiamo, per la sua politica contro la vita e contro la famiglia, per la visione del mondo che vuole trasformare le persone in cose, c’è un solo nemico da attaccare con tutte le energie fino a zittirlo: il Pdf. Torniamo alla domanda. Perché? Perché siamo ostinati e organizzati. Due fattori molto temuti: ostinazione e organizzazione. Sanno che ormai in ogni angolo del Paese c’è un nucleo territoriale organizzato del Popolo della Famiglia. Si tratta del frutto di due anni di lavoro casa per casa, compiuto dal Pdf attraverso l’esperienza di ben tre tornate amministrative ma anche con la presenza quotidiana e fattiva di monitoraggio di quel che accade. E così ogni settimana in Italia ci sono almeno dieci iniziative con dirigenti del Popolo della Famiglia che incontrano persone sul territorio, più di cinquecento all’anno. Ci sono gli iscritti, ci sono le liste, ci sono i candidati, ci sono 48.750 firme da raccogliere che saranno agevolmente raccolte, ci sono centinaia di migliaia di voti che certamente i nostri militanti otterranno alle prossime politiche sui 945 coraggiosi che candidandosi alla Camera e al Senato diranno: fate una croce sul simbolo del Popolo della Famiglia, tutto il resto l’abbiamo già sperimentato e ha portato al disastro attuale.

Leggi tutto

Media

L’altra metà del cielo di Messori

“Una fede in due” rivela ai lettori un sodalizio intellettuale profondissimo che ha attraversato i tempi turbolenti del post Concilio e le vicissitudini della storia d’Italia. Un tempo che Rosanna e Vittorio hanno vissuto da protagonisti e da osservatori privilegiati delle vicende della Chiesa e della società italiana. Si tratta sì, va detto, di un’avventura straordinaria, ma a due facce. Da una parte la faccia pubblica, contrassegnata da libri di successo, dall’altra la faccia privata, visitata dalla sofferenza. Su questo sfondo si staglia la storia di due anime così simili, così diverse, passate entrambe, quasi in contemporanea, dall’esperienza bruciante della conversione. Ma con modalità molto differenti.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2023 La Croce Quotidiano