Storie

di Roberto Signori

India - Distrutta la statua di san Sebastiano in una chiesa

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Due uomini non identificati hanno distrutto una statua di San Sebastiano situata nei locali della Cattedrale cattolica della Santissima Trinità a Ramanathapuram, nel distretto di Coimbatore, nello stato indiano di Tamil Nadu, nell’India meridionale. I due uomini sono giunti in chiesa in motocicletta. Come ha riferito padre Bastin Joseph, viceparroco della chiesa, uno di loro ha fatto irruzione dal cancello, ha rotto una vetrata, accedendo alla chiesa, ha colpito e distrutto la statua, e poi è fuggito. Nei giorni scorsi la comunità locale aveva celebrato anche in forma pubblica la festa del Santo.

Padre Joseph ha sporto denuncia alla polizia di Ramanathapuram, che sta compiendo delle indagini, anche attraverso le telecamere di sorveglianza. La Cattedrale della Santissima Trinità appartiene all’Eparchia di Ramanathapuram, giuridicamente nella Chiesa cattolica siro-malabarese, che ha sede in Kerala, stato dell’India meridionale.

Secondo dati raccolti dallo “United Christian Forum” almeno 19 episodi di violenza contro i cristiani si sono registrati in nove stati dell’India (tra questi, 5 nello stato di Chhattisgarh e 4 in Jharkhand). “Nel 2021 quasi 500 casi di violenza anticristiana sono stati segnalati in India” ricorda all’Agenzia Fides A.C. Michael, leader laico cattolico e coordinatore dell’UCF. Secondo Michael, si tratta della punta di un iceberg, perché “numerosi casi di aggressioni contro i cristiani non vengono denunciati e non sono documentati”.

Commentando il clima di violenza e di intimidazione, Mons. Oswald Lewis, Vescovo cattolico di Jaipur, nella stato indiano del Rajasthan, ha osservato: “L’India è un paese in cui ogni religione è rispettata e i seguaci delle diverse fedi convivono da secoli in pace e armonia. Ma negli ultimi anni i gruppi religiosi minoritari sono stati presi di mira, soprattutto cristiani e musulmani. I violenti intendono destabilizzare l’unità del Paese”. E ha aggiunto: “È triste vedere che la comunità cristiana, che offre il proprio servizio nel paese in particolare dedicandosi ai poveri e agli emarginati, è divenuta obiettivo di violenze. Inoltre, l’inerzia del governo incoraggia i persecutori che rimangono impuniti. Il governo deve intraprendere azioni efficaci per preservare l’unità e la democrazia del Paese”.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

27/01/2022
1108/2022
Santa Chiara

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Chiesa

Ha parlato il Papa, la causa è finita: la “letizia dell’amore” spinge ad aprirsi alla Grazia

Sull’esortazione apostolica postsinodale “Amoris lætitia”, pubblicata ieri, i giornali si sono spartiti la preda dei clic, dei like e degli share, al grido di “Il Papa apre a…”. Salvo poi dover ribadire già in catenaccio (e ancora di più nei testi degli articoli) che l’auspicata agendina radical chic non è stata copiata nell’agenda della Chiesa. Francesco ha però rinnovato lo slancio a giocare appieno il potere che il Vangelo ha di incendiare i cuori e disporli alle sue esigenze

Leggi tutto

Chiesa

La mattinata americana e l’udienza di Papa Francesco

Dopo l’incontro con la famiglia presidenziale Usa, il Santo Padre ha incontrato il popolo in Piazza.

Leggi tutto

Chiesa

L’altra faccia del convegno vaticano sull’eutanasia

E’ balzata alla ribalta dell’attenzione nazionale la notizia del WMA European Region Meeting on End-of-Life Questions che coinvolgerà una trentina di specialisti della materia in una due-giorni ospitata in Vaticano. L’evento non sembra studiato per far discutere, ma semmai per pura accademia

Leggi tutto

Società

10 figli e molte famiglie guardano a Raffaella

È un’appassionata sostenitrice del ruolo del Consulente Familiare, è stata per sei anni presidente dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose e sa di cosa parla, avendo messo al mondo dieci figli. «Tutte le famiglie numerose vivono una sorta di riprovazione sociale – dice – e mancano sia riforme fiscali che incentivino la prolificità sia un giusto riconoscimento della maternità»

Leggi tutto

Politica

Io quasi quasi andrei

Quarant’anni sono passati e il ricordo di Bachelet è scolorito eppure uccidere il vicepresidente del Csm fu un’impresa terroristica di altissimo livello, forse seconda per importanza istituzionale dell’obiettivo solo al sequestro e all’uccisione di Aldo Moro. L’obiettivo dei terroristi erano i cattolici impegnati in politica, un mese prima a Palermo era stato ucciso il presidente democristiano della Regione Sicilia, Piersanti Mattarella. Anna Laura Braghetti aveva partecipato all’assalto alla sede della Democrazia Cristiana di Roma in piazza Nicosia, uccidendo gli agenti Antonio Mea e Pierino Ollanu. Bruno Seghetti, che aveva già gambizzato l’esponente della Dc romana Publio Fiori e il direttore cattolico del Tg1 Emilio Rossi, sarebbe stato arrestato il 19 maggio 1980 dopo aver ucciso il 49enne assessore democristiano alla Regione Campania, Pino Amato. Era la mattanza dei cattolici, ma non se ne conserva memoria, gli stessi cattolici impegnati in politica faticano a ricordarsene. E magari stanziano centinaia di migliaia di euro per celebrare il centenario del Partito comunista italiano, come se il brigatismo rosso non appartenesse a quell’album di famiglia.

Leggi tutto

Chiesa

Santa Giacinta veggente di Fatima

La breve vita di Giacinta trascorse legata da un’identica serenità spirituale grazie al clima di profonda Fede che si respirava in casa. Il suo temperamento era però forte e volitivo e aveva una predisposizione per il ballo e la poesia. Era il numero uno dell’entusiasmo e della spensieratezza. Saranno gli accadimenti del 1917 a mutare i suoi interessi e più non ballerà, assumendo un aspetto serio, modesto, amabile. Il profilo che Lucia tratteggia della cuginetta è straordinario: è il ritratto dei puri di cuore, i cui occhi parlano di Dio.
Giacinta era insaziabile nella pratica del sacrificio e delle mortificazioni. Le penitenze più aspre per Lucia erano invece dettate dalle ostilità familiari e in particolare di sua madre, che la considerava una bugiarda e un’impostora. Lucia, essendo la più grande, fu la veggente più vessata e più interrogata (fino allo sfinimento) sia dalle autorità religiose che civili. A coronare questo clima intriso di tensioni e diffide c’era pure la situazione economica precaria dei dos Santos, provocata anche dal fatto che nel luogo delle apparizioni mariane, di proprietà della famiglia, non era più possibile coltivare nulla: la gente andava con asini e cavalli, calpestando tutto.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2022 La Croce Quotidiano