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Il ‘battesimo’ di Achille Lauro a Sanremo fa infuriare il PDF

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Un battesimo sul palco dell’Ariston a Sanremo 2022. Achille Lauro, come lo scorso anno, confeziona una scena tra sacro e profano per la sua esibizione nella prima serata del Festival. Prima di salire sul palco dell’Ariston, Achille Lauro scrive alla mamma Cristina. Lo fa attraverso un post condiviso su Instagram in cui si mostra bambino, per non dire neonato, ringraziando la donna del supporto avuto in questi anni. E’ un regalo di compleanno, quello dell’artista romano: “Oggi 61 anni fà nasceva mia madre - si legge - Oggi 61 anni dopo le regalo l’apertura del Festival di Sanremo”. Il post è un elogio alla maternità stessa. “Ancora oggi guardo questa donna nello stesso modo - prosegue Lauro - Le madri sono esseri divini, ci danno la vita ogni giorno. Oggi, in un nuovo inizio, vi omaggio del mio battesimo. Che dio ci protegga. Hallelujah”.

La scena non è piaciuta però al Popolo della Famiglia. “La neo presidente seduta in prima fila non ha nulla da dire ai milioni di italiani battezzati? Non ce l’abbiamo con Achille Lauro, lui fa marketing. Il direttore di Rai 1 Coletta da anni gioca a questo gioco, ma ora diventa responsabilità dei nuovi vertici Rai, a cui chiedo conto. Il nuovo presidente, il nuovo amministratore delegato dove sono? La presidente era presente, seduta in prima fila all’Ariston, non ha nulla da dirci? Non ha nulla da dire a a sette milioni di cattolici praticanti che vanno a messa tutte le domeniche e a decine di milioni di battezzati che devono vedersi irridere il loro sacramento in modo così banale e sciatto, calata a ‘marchetta’ dentro la logica del marketing?”, criticano Mario Adinolfi e Mirko De Carli, rispettivamente presidente e consigliere nazionale del Popolo della Famiglia.

“Lauro ha capito che il gioco funziona, da anni fa performance oltraggiose nei confronti della Chiesa Cattolica sapendo che reagiranno e lui ne trarrà un lucro - proseguono i due esponenti cattolici - Un gioco studiato, anche ormai un po’ stanco e senza voce, vista la performance di martedì sera. E’ semplicemente irritante, ripetuto, già visto, deteriore. Qui la cosa veramente grave è che se Achille Lauro avesse proposto uno schema del genere vestito col turbante per ricordare il profeta Maometto, o portando la kippah ebraica, i dirigenti della Rai lo avrebbero immediatamente fermato. Quello che è intollerabile è che la Rai, in particolare Rai Uno, e in particolare durante il più importante spettacolo nazional-popolare pagato con i soldi delle famiglie cattoliche italiane che si permette di irridere in maniera così profonda il sentimento cattolico, non intervenga. Questo non interroga Achille Lauro, interroga loro. I vertici di un’azienda che dovrebbe essere servizio pubblico. L’oltraggio è stato reso a chi paga i loro stipendi, e ci attendiamo ora una risposta chiara e possibilmente convincente da queste persone che sono appena arrivate, e magari possono spiegare al direttore Coletta che non si agisce contro coloro che rendono ancora possibile l’esistenza di un servizio pubblico radiotelevisivo pagandosi il canone in bolletta”.

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03/02/2022
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