Politica

di Mario Adinolfi

Lettera aperta a Giuliano Amato

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Signor presidente della Corte Costituzionale, prof. Giuliano Amato, in vista della decisione che siete chiamati a prendere il 15 febbraio prossimo, è necessario che io le racconti brevemente una storia. Risale a questa estate, le spiagge anche siciliane erano piene dei banchetti di Marco Cappato e Fedez che raccoglievano le firme per “l’eutanasia legale”. Ogni mercoledì raccontavano di essere sempre più vicini al milione di firme, chiusero a settembre dichiarandone un milione e trecentomila. Il solito imbroglio su numeri truccati che i giornali riportano senza controllare. In Cassazione in realtà ne consegnarono ottocentomila e la Corte ne ha validate solo 543.213. La notizia non è stata mai riportata da nessuno. Mentre in quell’estate imbrogliavano gli italiani con i falsi numeri sul falso referendum per “l’eutanasia legale”, che lei signor presidente sa bene che mai potrebbe essere imposta per referendum essendo in Italia l’istituto referendario solo abrogativo di leggi già esistenti, a Porto Empedocle un ragazzo di 26 anni si aggirava disperato sulla spiaggia. Era il 25 agosto sera e la disperazione di Mirko La Mendola era dovuta al fallimento in un concorso pubblico. L’idea era di farla finita. Non avendone il coraggio Mirko si fece raggiungere sulla spiaggia di Punta Grande, tra Porto Emoedocle e Realmonte, da un giovane “amico”. Il quale prese una pistola e sparò alla tempia sinistra di Mirko, uccidendolo. Il 21 gennaio 2022 il gup di Palermo, Maria Pino, ha rinviato a giudizio il ragazzo detenuto dal 13 dicembre con l’accusa di omicidio di consenziente, articolo 579 del codice penale. E su cosa hanno raccolto le firme, su cosa hanno battuto la grancassa con numeri falsi, su cosa hanno imbrogliato gli italiani Cappato e Fedez? Ebbene sì, sull’articolo 579 del codice penale. Ci chiedevano la firma per “l’eutanasia legale”, in realtà sul modulo c’era scritto che vogliono depenalizzare l’articolo 579. Vogliono far sì che quel che è accaduto a Punta Grande diventi perfettamente legale, privo di conseguenze. Sparare in testa a un ragazzo di 26 anni potrà essere prassi normale in un momento di sconforto. L’orrore, la barbarie, legalizzata.

Signor presidente Amato, so bene che con la sua guida la Corte Costituzionale guarderà con favore all’introduzione dell’eutanasia in Italia. Lei sbaglia, ma non mi attarderò a provare a convincerla. Le chiedo però di essere intellettualmente onesto e conseguente alla dottrina Costituzionale italiana in materia di referendum, che come lei ben sa impedisce l’accoglimento di quesiti che non siano immediatamente autoapplicativi, aprendo “vacatio legis”. Il vento mediatico e politico soffia tutto a favore di Cappato, non c’è un solo partito, se non il nostro piccolo Popolo della Famiglia, che guardi al 15 febbraio cercando di illuminare gli ovvi motivi per cui il quesito che vuole depenalizzare l’articolo 579 del codice penale debba essere rigettato dalla Corte Costituzionale da lei presieduta. Le è chiaro che un suo via libera aprirebbe le porte a un vero e proprio inferno, con persone che potrebbero essere uccise nelle modalità più violente e strampalate, senza alcun controllo, basta ottenerne uno straccio di “consenso”. L’Italia, che ha un ordinamento giuridico che complessivamente valuta la vita umana come un bene di cui non si può disporre, sarebbe consegnata a un cortocircuito giuridico privo di senso e dalle conseguenze pesantissime.

Signor presidente della Corte Costituzionale, rigetti il quesito di Marco Cappato e lo ammonisca il 15 febbraio 2022 a non operare più con imbrogli giuridici, mediatici e numeri falsificati ai danni dei diritti degli italiani, primo tra tutti il diritto alla vita. Mirko La Mendola, 26 anni, non merita un’ulteriore pistolettata alla tempia.

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07/02/2022
0110/2022
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