Politica

di la redazione

Lettera aperta al presidente Musumeci

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On. Presidente Nello Musumeci,

ci rivolgiamo a Lei come massimo rappresentante istituzionale della Regione Siciliana e di tutti i siciliani forte del mandato popolare ricevuto e per Suo tramite intendiamo rivolgere la nostra attenzione anche all’Assessore regionale della Salute Ruggero Razza, all’Assessore regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro Antonio Scavone e all’Assessore regionale all’istruzione Roberto Lagalla in questo drammatico momento che tutti noi stiamo vivendo per le conseguenze della pandemia da Covid-19 e delle strategie e misure adottate per contrastarla, conseguenze non solo sanitarie ma anche economiche e sociali. Lo stato di emergenza dichiarato dal Governo nel gennaio 2020 ed ancora in vigore ha avuto un forte impatto sulle libertà individuali ed economiche per le politiche di contrasto alla diffusione del virus basate principalmente su chiusure e limitazioni anche di diritti costituzionali. Nella sua qualità di Presidente si è adeguato alle normative statali, dimostrando prudenza talvolta anche eccessiva, inasprendo le misure limitative dei diritti, diciamo che è stato “più realista del re”. Uno stato di emergenza che si prolunga per un così lungo tempo non trova più nessun fondamento giuridico ed etico. Secondo alcuni giuristi neanche in stato di emergenza si possono comprimere i diritti costituzionali, invece dobbiamo constatare che hanno subito forti limitazioni e violazioni sproporzionati rispetto alla tutela della salute pubblica i diritti fondamentali previsti nella prima parte della nostra Carta Costituzionale e in particolare il diritto al lavoro ( art. 4), alla libertà personale (art. 13), alla libertà di movimento e di circolazione (art. 16), alla libertà di riunirsi (art. 17), alla libertà dell’iniziatica economica privata (art. 41), il diritto di culto (art. 19).

Secondo Marcello Veneziani “abbiamo barattato la libertà con la sanità, il lavoro con la salute, la comunità con l’immunità, la dignità con la sopravvivenza, la famiglia con l’incolumità, i diritti con la protezione, la salvezza con la pubblica sicurezza.”

Come Movimento Popolo della famiglia Sicilia, pur non schierandoci aprioristicamente contro i vaccini e l’attuale campagna vaccinale che nonostante tutto vede una altissima percentuale di italiani ma anche siciliani vaccinati, riteniamo che valga sempre salvaguardata la libertà di scelta anche di chi legittimamente sul piano costituzionale e fondatamente sul piano medico decide di non farsi inoculare; inoltre riteniamo che affidarsi alla sola vaccinazione di massa come unica soluzione per combattere il coronavirus non sia la scelta vincente mentre bisognerebbe incrementare e potenziare le cure domiciliari che si sono dimostrate efficaci evitando anche il ricovero negli ospedali.

E’ ormai a tutti evidente che il cosiddetto Super Green Pass non è una misura sanitaria ma un ricatto volto alla vaccinazione anche se tecnicamente non si può parlare di vaccini ma di una terapia genica sperimentale, così come è evidente l’obbligo vaccinale di fatto è in contrasto con l’art. 32 della Costituzione che afferma: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

Le vogliamo ricordare anche quanto espresso dall’Assemblea Permanente del Consiglio d’Europa che ha votato la risoluzione 2361 che in sintesi chiarisce inequivocabilmente 4 questioni:

1. La vaccinazione NON è obbligatoria.

2. Non ci possono essere pressioni né agevolazioni alla vaccinazione.

3. Deve essere garantito che nessuno sia discriminato se sceglie di farlo o non farlo.

4. Devono essere fornite informazioni trasparenti sugli effetti collaterali, nel presupposto di per sé evidente che ci sono.

Le perplessità di tanti scienziati o semplici cittadini spesso sono state archiviate con superficialità come “negazionismo” o complottismo ma i dati forniti di recente dalla stessa AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) sui morti per vaccino e sulle centinaia di migliaia di eventi avversi dimostrano invece la fondatezza e impongono una doverosa prudenza nel perseguire l’unica strada della vaccinazione di massa che nonostante una percentuale di vaccinati superiore al 85% non sta contenendo la diffusione del virus ne ha mantenuto la promessa di una immunità sterilizzante tanto è vero che dopo le prime due dosi inizialmente previste ora è necessaria la terza dose e si parla anche della quarta dose.

Come Popolo della famiglia Sicilia fortemente preoccupati della grave crisi che stanno vivendo le famiglie siciliane ma anche in particolare i giovani ( secondo il recente Rapporto Istat sulla povertà sono oltre due milioni le famiglie in povertà assoluta pari a oltre 5 milioni e mezzo di persone di cui 1,3 milioni di bambini e ragazzi con meno di 18 anni) con la presente lettera aperta intendiamo rivolgerci a Lei al fine di porre particolare attenzione ad alcuni aspetti che riteniamo di fondamentale importanza e al tempo stesso di riconsiderare politiche di carattere sanitario ed economico di competenza regionale che stanno avendo un impatto negativo nel presente e potenzialmente nel futuro. Sostanzialmente ci auguriamo che Lei ritorni “realista” ovvero dimenticando la narrazione ufficiale improntata alla paura da superare solo con i “vaccini” come unica arma di difesa e la rappresentazione della dei fatti adulterati da dati falsi o manipolati (tanto che molti parlano di psicopandemia ed ipnosi di massa) prenda atto, come già fatto da molti paesi europei e non solo e come afferma il nostro presidente Mario Adinolfi che “la pandemia è sostanzialmente finita, basta con lo stato di emergenza e con il green pass per poter addirittura ritirare la pensione o prendere un autobus; bisogna agire presso il governo per porre fine a questa sorte di apartheid che vede persino i bambini della stessa classe divisi tra coloro che possono frequentare le scuole e coloro che ne vengono tenuti lontano”

Ciò che ci preoccupa maggiormente è la campagna vaccinale ora estesa verso fasce sempre più giovani della popolazione, i bambini da 5 fino ad 11: tutto ciò non solo ci lascia indignati e contrari ma anche non possiamo non definirla chiaramente come un “crimine contro l’umanità”. Ancora una volta si vogliono mettere le mani sui bambini come se non bastassero i danni e le conseguenze negative che hanno avuto dal periodo di lockdown e dalla didattica a distanza. Contrarietà manifestiamo anche verso la vaccinazione delle donne in gravidanza e in fase di allattamento condizioni che sconsigliano l’uso di farmaci come anche riportato dal bugiardino delle case farmaceutiche.

In una intervista Luc Montagnier (Nobel per la Medicina) definisce la vaccinazione Covid ai giovani una follia ipotizzando danni al loro patrimonio genetico.

I bambini e i giovani sono quelli che hanno dimostrato pochissima esposizione alla possibilità di contrarre il contagio o in quei pochi casi in cui si è manifestata la malattia è stata niente di più di una normale influenza quindi appare senza alcun fondamento scientifico la volontà di coinvolgerli nella vaccinazione di massa. Viceversa tra le tante persone morte dopo l’inoculazione di questi vaccini ci sono stati anche giovanissimi, un nome per tutti Camilla di appena 18 anni. La sua morte deve pesare sulla coscienza di molti cosi come non si può avere la coscienza apposto pensando alle conseguenze negative che produrranno nel medio lungo termine questi vaccini i cui effetti negativi si produrranno anche sulla fertilità.

Alla luce delle considerazioni fin qui portate alla Sua attenzione e confidando nella Sua sensibilità umana e istituzionale, invitandola ancora una volta a riconsiderare le scelte compiute e dimostratesi fallaci, auspichiamo:

1- Sospendere ogni campagna vaccinale rivolta alla fascia adolescenziale ritenendo un “crime contro l’umanità” il vaccino verso soggetti sani e con pochissimi rischi di malattia da covid;

2- Garantire la libertà di scelta se vaccinarsi o no e non assumere provvedimenti verso l’obbligatorietà di vaccini sperimentali come raccomandato dalla Risoluzione del Consiglio d’Europa;

3- Privilegiare ed incrementare le cure domiciliari che si sono dimostrate efficaci nella cura del virus evitando ricoveri e soprattutto morti;

4- Istituire una Commissione di studio sugli incrementi di suicidi individuando le relative misure per prevenire tali drammi;

5- Incrementare le misure di sostegno economico verso le famiglie in difficoltà a causa della pandemia, anche a tal fine auspichiamo un ruolo di consultazione dei rappresentanti delle famiglie e del mondo del volontariato e del Terzo settore.

Il Popolo della Famiglia resterà vigile sulle misure che le autorità regionale prenderanno in ambito sanitario ed economico e sociale.

Auguriamo di fronte a queste sfide e a questi rischi un buon lavoro nell’interesse della salute fisica e psichica di tutti i Siciliani.

IL POPOLO DELLA FAMIGLIA-SICILIA

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15/02/2022
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