Società

di Nathan Algren

Guatemala - I Vescovi: “Ci ferisce la disuguaglianza”

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“Desideriamo, nel nome di Gesù, rilanciare l’appello a lavorare per il bene comune, ad annunciare Dio presente e operante tra noi, a denunciare la mancanza di impegno e l’indifferenza…La costruzione del bene comune appare sempre più irraggiungibile di fronte alle domande spontanee di tante persone della nostra società che vivono impoverite ed escluse”. Così inizia il Messaggio della Conferenza Episcopale del Guatemala, pubblicato al termine dell’Assemblea Plenaria Annuale, tenuta dal 7 all’11 febbraio, in cui i Vescovi hanno riflettuto sulla realtà del paese e sulla missione della Chiesa.

Vedendo le necessità delle comunità, i Vescovi sono solidali con quanti hanno maggiormente sofferto le conseguenze della pandemia e gli altri mali che li affliggono. “Ci ferisce la disuguaglianza sociale, la cattiva gestione delle risorse e la corruzione dilagante” affermano, rilevando che “nella maggior parte del nostro popolo è evidente il desiderio di superare gli ostacoli”, nonostante molti siano prostrati dalla miseria e dall’assoluta mancanza di opportunità, sono tanti infatti quelli che lottano trovando ispirazione nella fede. “Il nostro popolo possiede una riserva umana piena di speranza molto importante – scrivono -, che afferma la sua dignità e cerca di andare avanti. Incoraggiamo i principali responsabili del bene comune e tutti a continuare a fare il possibile per costruire un Guatemala migliore.”

Ricordando le parole di Papa Francesco sui principi ispiratori della politica, i Vescovi insistono sulla necessità di “lavorare instancabilmente per un’architettura giuridica e un’amministrazione della giustizia che risponda alle esigenze della popolazione e al rispetto dei diritti umani per tutti”. Sollecitando quindi l’elezione dei magistrati della Corte Suprema di Giustizia, che dovrebbero essere stati rimpiazzati due anni fa (vedi Fides 27/7/2021), proseguono: “È necessario costruire la pace attraverso un dialogo sincero e fecondo nel nostro paese, che riprenda gli Accordi di Pace, uno dei frutti migliori del recente passato, che però ancora non sono stati applicati interamente”.

La pandemia ha acuito i problemi del passato: nel campo sanitario, la malnutrizione infantile, il mancato sviluppo delle zone rurali, la disoccupazione, l’emigrazione e l’immigrazione… Secondo stime dell’Onu, la sanità, il lavoro, la casa e il benessere umano di base sono ad un livello molto basso per la maggioranza della popolazione, rileva il messaggio. Particolare attenzione dovrebbe poi essere prestata al settore dei bambini e dei giovani, che costituiscono la percentuale più alta della popolazione guatemalteca.

“Come Pastori che camminano in questa tappa sinodale con tanti laici e laiche, vogliamo ascoltare e imparare gli uni dagli altri. Per questo esortiamo ad unire risorse, mezzi e sforzi per adempiere alla nostra missione evangelizzatrice” esortano ancora i Vescovi, ricordando gli stretti legami tra evangelizzazione e promozione umana sottolineati da San Paolo VI.

Durante l’assemblea i Presuli hanno affrontato anche alcuni temi intraecclesiali, viene ricordato nel messaggio: hanno incontrato i rappresentanti della vita religiosa, riflettuto sul ministero dei catechisti e “sul servizio eroico, insostituibile e incondizionato che prestano all’evangelizzazione”; hanno analizzato la situazione dei seminari evidenziando la necessità di formatori ben preparati; si sono soffermati sulla realtà delle Pontificie Opere Missionarie, sulla pastorale familiare particolarmente importante per la trasmissione della fede alle giovani generazioni, sulla realtà dei settori più vulnerabili, come bambini, giovani, donne, migranti…

“In questi momenti decisivi della storia del Guatemala – esortano -, siamo chiamati come credenti ad adempiere agli insegnamenti di Gesù, che ci ha mostrato che l’opzione per i poveri è il cuore del discepolato, e che le nostre opere di carità devono manifestarsi anche nella dimensione politica, che privilegi il bene comune al di sopra di qualsiasi altro interesse particolare”.

Il messaggio si chiude implorando la protezione e l’intercessione della nostra Madre Maria, invocata con il titolo di Vergine di Lourdes, ricordando i malati e il personale sanitario che si prende cura di loro, e invitando nuovamente l’intera popolazione a vaccinarsi perché è uno dei mezzi più efficaci per evitare morti e danni gravi. “Confidiamo nella provvidenza di Dio che non ci abbandona mai”

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15/02/2022
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