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di la redazione

Il dramma della sospensione dal lavoro senza retribuzione

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Mi presento, sono Angelica Tropi, mamma di due ragazze adolescenti, quest’anno scolastico svolgo l’attività di assistente tecnico, area informatica, presso l’I.I.S. “F. Alberghetti” di Imola (BO).

Sospensione dal lavoro senza retribuzione

L’ 8 gennaio 2022, ho ricevuto il provvedimento di sospensione dal lavoro senza retribuzione, nonostante avessi comunicato al dirigente scolastico di aver chiesto, in qualità di persona assoggettata ad imposizione “vaccinale” ex d.l. 44/2021, l’ ostensione immediata della prescrizione medica del trattamento con una dei quattro vaccini anti-covid-19, attualmente immesse in via condizionata sul mercato ex regolamento (ce) 507/2006, (Allegato II, punto B Condizioni e Limitazioni per l’uso), in quanto è diritto di ogni persona “… conoscere le proprie condizioni di salute e di essere informata in modo completo, aggiornato e a lei comprensibile riguardo alla diagnosi, alla prognosi, ai benefici e ai rischi degli accertamenti diagnostici e dei trattamenti sanitari indicati, nonché riguardo alle possibili alternative e alle conseguenze dell'eventuale rifiuto del trattamento sanitario e dell’accertamento diagnostico o della rinuncia ai medesimi”; e, in attesa del suddetto riscontro, che fino ad oggi non è ancora arrivato, in base all’art. 279 del D.Lgs. n. 81/2008, di essere sottoposta alla sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41; …..e, “su conforme parere del medico competente”, collocarmi in smart-working, perseguendo quanto pronunciato nelle sentenze della Cass. 25/02/2021, n. 5255 e Cass. 15/07/2020, n. 15105 e, quindi, preservando la mia integrità psico-fisica e la mia salute, tenendo anche conto della preparazione culturale e professionale e dei titoli di studio posseduti.

Ciò facendo si sarebbe contemperato il conflitto tra diritto alla salute ed al lavoro soluzioni che, nell’ambito del piano organizzativo, risultassero le più convenienti ed idonee ad assicurare il rispetto dei miei diritti in quanto lavoratore, e il dirigente scolastico avrebbe potuto dimostrare di avere fatto tutto il possibile, nelle condizioni date, per l’attuazione dei detti diritti” (da ultimo Cass. 09/03/2021, n. 6497; Cass. 18/11/2019, n. 29893).

Sto cercando di ridurre le spese, esortando le mie figlie a chiedere il minimo indispensabile e ciò che è necessario, in risposta a ciò mi sento dire: “Stiamo diventando povere? Ma perché devono obbligarti a fare un vaccino che non previene l’infezione e potrebbe farti male? L’Omicron è più contagiosa, ma non provoca gravi sintomi e questo vaccino non è più efficace su di esso, quindi toglieranno l’obbligo del vaccino e anche il green pass? Quest’ultimo a cosa serve? Sento che anche i vaccinati si contagiano e contagiano, quindi i vaccinati pur avendo il green pass non assicurano un ambiente sicuro e ora ancor di più considerato che Omicron ha una trasmissione di contagio maggiore.

Mamma, chiedi al Presidente del Consiglio dei Ministri di farti ritornare a lavoro, io ho bisogno di…………………….

Non voglio diventare povera”

Io ho PAURA di vaccinarmi, vi assicuro che sono molto prudente e responsabile e

HO IL DOVERE DI MADRE DI GARANTIRE IL BENESSERE PSICO-FISICO DELLE MIE FIGLIE, quindi, chiedo il reintegro a lavoro come misura più conveniente ed idonea ad assicurare il rispetto dei miei diritti in quanto madre e lavoratrice.

Da dove nasce la paura di vaccinarmi

Faccio una breve premessa, sottoponendo alla VS attenzione il mio quadro clinico degli ultimi cinque anni: il 9 agosto del 2017, la vista dell’occhio destro si è annebbiata, in considerazione del fatto che soffro di emicrania con aura, ho pensato si trattasse dell’annebbiamento che precede sempre il mal di testa ed, invece, l’annebbiamento ha continuato ed il mal di testa non è arrivato, questo mi ha messo in allarme e sono andata dall’oculista, che dopo un’attenta visita ha diagnosticato un’amaurosi con congestione venosa, marcata sclerosi, emorragia retiniche sparse in periferia; ho proseguito con le visite ed esami vari; tra questi ecodoppler cardiaco, mi è stato diagnosticato un prolasso telesistolico del lembo mitralico anteriore.

L’emorragia si è assorbita, ma non del tutto, la vista è poco chiara tutt’oggi. Conseguenza di questo “caso” è stata una restrizione della profilassi che mi permettesse una convivenza più “tollerabile” con la pre-menopausa e attualmente con la menopausa; mi è stato proibito dal mio medico di famiglia la terapia TOS, prescritta dalla ginecologa, con l’anti-concenzionale Klaira e ultimamente anche il Livial, in quanto presentano tra gli effetti collaterali più importanti e pericolosi l’aumentato rischio cardiovascolare contraddistinto da ictus, tromboembolia venosa e infarto del miocardio.

Vi rendo noto che a fine agosto del 2020 mi sono sottoposta al test sierologico, che è risultato positivo; conseguentemente, ho fatto il tampone molecolare, che è risultato negativo. Il 10/03/2021, ho fatto il test sierologico quantitativo, i valori dell’IGM e IGG non hanno un valore zero, ma l’IGG non ha valori alti tanto da far pensare di essere immune, ma testimoniano il fatto che sono entrata in contatto con il virus (vi allego copia).

Nel mese di gennaio, ho avuto contatti stretti con persone positive, la positività è stata accertata da tampone molecolare, con cui ho condiviso la stessa tazza per bere una tisana e dei torroncini, siamo stati vicini, non certo distanziati, per più ore, ma non ho contratto il virus. Non è paradossale che una persona sana che è immune naturalmente debba sottoporsi all’inoculazione di un vaccino - che in base al proprio quadro clinico, potrebbe causare eventi avversi come una tromboembolia - prodotto contro un virus che ha ormai subito delle innumerevoli variazioni e per cui non si conosce l’efficacia?

Il consenso volontario del soggetto umano è assolutamente essenziale 1 .

Questo significa che la persona coinvolta dovrebbe avere la capacità legale di dare il consenso; dovrebbe essere situata in modo tale da poter esercitare il libero potere di scelta, senza l’intervento di alcun elemento di forza, frode, inganno, costrizione, sopraffazione o altra forma ulteriore di costrizione o coercizione, quale la sospensione dal lavoro senza retribuzione; e dovrebbe avere sufficiente conoscenza e comprensione degli elementi della materia coinvolta da permettergli di prendere una decisione comprensibile e illuminata. Secondo il mio modesto parere, dobbiamo fermarci e riflettere sui dati e i risultati raggiunti per poter ottimizzare le strategie da adottare in funzione all’obiettivo da raggiungere tutelando la salute pubblica partendo dalla tutela della salute del singolo individuo, come:

1. ottimizzando le terapie preventive, introducendo lo screening dell’immunità innata contro il covid-19, cliniche e intensive;

2. investendo nella ricerca studiando i casi positivi asintomatici e approfondendo le varie ricerche avviate. È evidente che la terapia preventiva genica dei vaccini non immunizza (e questo di per sé la direbbe già lunga sugli atteggiamenti di prudenza che sarebbe comunque opportuno adottare), ma ha la capacità di proteggerci dall’infezione e dalle sue conseguenze, ma inoculare dosi di vaccino ogni tre per due indebolisce il sistema immunitario.

In relazione a quanto soprascritto, tengo a sottolineare l’estrema necessità di porre fiducia sulla popolazione e responsabilizzare i Medici di Medicina Generale fornendo loro delle linee guida in modo da procedere per fasi.

Fase propedeutica l’ANAMNESI, primo dei tre processi utilizzati nella fase analitica del processo diagnostico, è la raccolta dalla voce diretta del paziente e/o dei suoi familiari (per esempio i genitori nel caso di un lattante o di un bambino), di tutte quelle informazioni, notizie e sensazioni che possono aiutare il medico, l’infermiere e le altre professioni sanitarie a indirizzarsi verso una corretta diagnosi di patologia o una adeguata procedura sanitaria, nel “processo” di anamnesi farei rientrare prioritariamente LO SCREENING DELL’IMMUNITÀ INNATA CONTRO IL COVID-19.

A tal proposito, suggerisco di procedere ad una campagna di massa in tempi brevissimi al test dell’immunità innata contro il COVID-19

Inoltre, è da sottolineare che nell’ambito della prevenzione c’è da considerare un problema sollevato dal team di ricerca internazionale guidato da scienziati americani dell’Università di Yale riguardante il numero reale di asintomatici contagiati dal coronavirus che si attesta attorno al 35 percento. Ciò significa che un infettato su tre non manifesta sintomi – l’anamnesi del singolo assistito potrebbe indirizzare a monitorare alcuni soggetti piuttosto che altri e il test dell’immunità innata contro il covid-19 ottimizzerebbe questo processo.

In conclusione, risulta evidente che per contenere la pandemia e anche la spesa pubblica sanitaria sarebbe necessario ottimizzare lo screening con l’introduzione del test dell’immunità innata contro il covid-19, in modo particolare negli ambienti scolastici, considerato che la maggiore asintomaticità si riscontra nei bambini e nei giovani. In questa fase sarebbe necessario rivedere le misure restrittive e adottare soluzioni più convenienti ed idonee ad assicurare il rispetto dei diritti di tutti e che contemperino il conflitto tra diritto alla salute ed al lavoro.

“Vaccinando tutti con un vaccino che non impedisce la trasmissione, stiamo distruggendo il sistema immunitario delle persone e preparando il terreno ad un disastro sanitario globale” ( Geert Vanden Boosche; Robert Malone, Ema; Crisanti……).

È necessario in tempi rapidi ottimizzare la terapia preventiva, introducendo nell’immediato lo screening dell’immunità innata contro il covid-19 e, la terapia clinica e intensiva

Ringrazio dell’attenzione, attendo le vostre cortesi risposte alle mie richieste e un cortese riscontro alle mie proposte e porgo cordiali saluti

Angelica Tropi

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19/02/2022
0107/2022
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