Storie

di Nathan Algren

Il Monte degli Ulivi non verrà modificato senza consultare le Chiese

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Il progetto israeliano di includere l’area del Monte degli Ulivi nel Parco naturale nazionale delle mura di Gerusalemme “non sarà portato avanti senza il coinvolgimento di tutte le parti interessate, incluse, naturalmente, le Chiese della zona”. Lo assicura l’Ambasciata di Israele presso la Santa Sede, fornendo chiarimenti sul controverso piano avviato dall’Autorità israeliana per la Natura e Parchi (Inpa) e volto a inglobare i Luoghi Santi cristiani presenti sul Monte degli Ulivi in un’area protetta da estendere intorno alla Valle di Hinnom.

Il progetto doveva essere sottoposto al Comitato per la pianificazione del municipio di Gerusalemme il prossimo 2 marzo, ma l’eventualità di una sua imminente approvazione ha messo in allarme i responsabili delle Chiese di Terra Santa, spingendo alcuni di loro a inviare una lettera al Ministro israeliano per l’Ambiente per chiedere di accantonare il piano in questione. Nella missiva, inviata venerdì 18 febbraio e firmata dal Patriarca greco-ortodosso di Gerusalemme Theophilos III, insieme a padre Francesco Patton ofm, Custode di Terra Santa, e a Nourhan Manougian, Patriarca armeno di Gerusalemme, si chiedeva di fermare il progetto. “Sebbene il piano sia presentato ufficialmente dall’Inpa” - si rimarcava nella lettera – “sembra che esso sia stato proposto e sia orchestrato e promosso da entità il cui unico scopo apparente è quello di confiscare e nazionalizzare uno dei luoghi più sacri per la cristianità, e alterarne la natura”.

Ora l’Ambasciata di Israele presso la Santa Sede, nell’assicurare che il progetto potrà essere messo in atto solo con il coinvolgimento delle realtà ecclesiali presenti nell’area, rimarca il suo valore di iniziativa volta proprio a salvaguardare luoghi resi importanti anche dal vincolo che li unisce alla Bibbia. “La valle di Hinnom, che circonda la Città Vecchia di Gerusalemme” ricorda il comunicato diffuso dall’Ambasciata ”si incontra e si fonde con la Valle del Kidron che separa il Monte del Tempio dal Monte degli Ulivi. Si tratta di un’area paesaggistica di grande importanza universale, da preservare e custodire anche per le generazioni future, un’area su cui non si deve costruire. L’Israel Nature and Parks Authority (Inpa) sta considerando di includere queste aree in un Parco Nazionale, con lo scopo di assicurare il massimo livello di protezione di un’area di grande importanza storica, naturalistica e spirituale”.

Nella lettera inviata dagli alti rappresentanti ecclesiastici al Ministero israeliano per l’Ambiente, si sosteneva che “Con il pretesto di proteggere gli spazi verdi, il piano sembra servire a un’agenda ideologica che nega lo status e i diritti dei cristiani a Gerusalemme”. Dopo l’invio della lettera da parte dei rappresentanti delle Chiese, l’Autorità israeliana per la Natura e i Parchi aveva a sua volta diffuso un comunicato per assicurare che non c’è “alcuna intenzione di far avanzare il piano” senza coordinamento e confronto con tutti i soggetti interessati al futuro dell’area, “comprese le Chiese”.

Il Monte degli Ulivi si erge sopra la Città Vecchia di Gerusalemme, e le sue pendici sono disseminate di luoghi di culto e devozione che diverse chiese hanno eretto nei luoghi legati agli eventi della vita e della passione di Gesù. Luoghi cari ai cristiani di tutto il mondo, come la chiesa dell’Agonia e il Getsemani.
Nei giorni scorsi, anche i militanti israeliani di Bimkom, Emek Shaveh, Ir Amim e Peace Now, gruppi critici nei confronti del governo e impegnati nelle mobilitazioni pacifiste, avevano denunciato il piano di ampiamento del Parco nazionale delle mura di Gerusalemme come un tentativo da parte delle autorità israeliane di ostacolare ogni presenza non ebraica nella Città Santa e impedire lo sviluppo dei quartieri palestinesi di Gerusalemme Est, in modo da aumentare la pressione sulla popolazione palestinese e spingere le famiglie palestinesi a abbandonare i loro luoghi di residenza, concentrati a est della Città Vecchia.

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23/02/2022
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