Chiesa

di Roberto Signori

Colombia - Vescovi: no all’aborto

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“Perplessità e profondo dolore” sono stati espressi dalla Conferenza Episcopale della Colombia dopo la pubblicazione della nota della Corte Costituzionale secondo la quale “la condotta dell’aborto sarà punibile solo quando sarà eseguita dopo la ventiquattresima (24) settimana di gestazione e, in ogni caso, questo termine non sarà applicabile ai tre casi di cui alla sentenza C-355 del 2006”.

I Vescovi riconoscono che “in molte occasioni, la realtà dell’aborto risponde ai drammi che causano molteplici difficoltà e angosce alla madre e al suo ambiente”, e che “quando la donna é vittima, è ragionevole che sia la società civile che l’ordinamento giuridico cerchino la sua difesa e protezione”. Tuttavia ritengono che “la rivendicazione di un diritto cessa di essere legittima se implica negare o calpestare diritti altrui. Non si può nascondere o minimizzare il fatto che ogni gravidanza implica l’esistenza di un altro essere umano, diverso dalla madre, indifeso e vulnerabile, che a sua volta ha il diritto di far parte della famiglia umana”. Quindi ribadiscono: “Ritenere che i diritti alla vita e a ricevere la protezione dello Stato, tutelata dalla Costituzione, non lo coprano dal momento del suo concepimento, è un affronto alla dignità umana”.

Tutelare il supposto diritto a sopprimere una vita umana innocente, prosegue il comunicato dei Vescovi, “mette a rischio lo stesso fondamento del nostro ordine sociale e lo Stato di diritto. L’aborto diretto è un atto immorale e una pratica violenta contraria alla vita”.

Di fronte alla strada aperta dalla Corte Costituzionale, i Vescovi si chiedono se non ce ne possano essere altre che permettano di salvaguardare la vita delle madri insieme a quella dei loro figli che devono ancora nascere, e ribadiscono che “il problema dell’aborto non può essere limitato alle sole donne incinte, ma esige la solidarietà dell’intera società”. Secondo la Costituzione, ogni colombiano ha il dovere di operare secondo il principio della solidarietà sociale, rispondendo con azioni umanitarie alle situazioni che mettono in pericolo la vita o la salute delle persone. “Poiché questa virtù ci permette di creare alternative di bene, dove il male è ritenuto l’unica opzione, vogliamo essere i primi ad aiutare a trovare l’opzione buona quando l’aborto sembra essere la soluzione”.

Il comunicato, firmato dalla Presidenza della Conferenza Episcopale, si conclude ricordando “Colui che è venuto a portare la vita in abbondanza”, auspicando che anche lo Stato e tutti i compatrioti di buona volontà, “non risparmino alcuno sforzo per proteggere e promuovere la vita umana, anche nelle circostanze più complesse”.

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24/02/2022
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